EPISODE · Nov 6, 2023 · 2 MIN
00. Ragioni della mostra
from Verso la modernità [ITA] · host eArs
È il 14 maggio 1865 e a Firenze, da pochi mesi divenuta capitale del Regno d’Italia, si tengono le celebrazioni per il sesto centenario della nascita di Dante, alla presenza del re Vittorio Emanuele II. È di fatto la prima grande festa nazionale, dedicata al poeta, padre “letterario” dell’Italia unita. Anche grazie a questa iniziativa, Firenze vede sancito il proprio ruolo di capitale della cultura, che non avrebbe perso nemmeno dopo il 1871, con il trasferimento a Roma degli organi di governo. Anzi, nei decenni a venire la città è animata dalla rivoluzione macchiaiola, dai fermenti avanguardisti del Futurismo, dagli innesti culturali provenienti dalla comunità straniera lì residente, dalla riscoperta di pratiche artigianali, elevate ora al livello delle raffinate Arts and Crafts di derivazione anglosassone. Mentre quindi Firenze si dota delle istituzioni necessarie alla vita di uno stato moderno – tra queste la prima sede centrale della Banca Nazionale, istituita nel 1859 e che nel 1893 sarebbe diventata Banca d’Italia – le arti figurative registrano questo progresso, divenendone parte integrante.E così, attingendo dalla collezione della Banca d’Italia, abbiamo ideato questa mostra: per raccontare uno spaccato di quel momento fondante della variegata cultura italiana, attraverso una selezione di opere tra i primi anni ’70 dell’Ottocento e la metà del Novecento, dove è il ritratto femminile il genere dominante. Da modella, còlta principalmente nella dimensione domestica e familiare, la donna emerge infatti progressivamente come protagonista della società borghese e aristocratica fin de siècle, per definire successivamente un proprio spazio di libertà, un nuovo ruolo sociale, artistico e intellettuale. Nel percorso si propone anche un focus su cinque artiste le cui opere e le cui biografie raccontano di un modello che solo nel Novecento potrà pienamente esprimersi: l’artista professionista.
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