EPISODE · Oct 2, 2023 · 30 MIN
10. La rotta balcanica in bicicletta - Bihać
from La rotta balcanica in bicicletta · host Giacomo Corticelli donpears
Da Šid a Brčko attraversando illegalmente la frontiera serbo-croata: sebbene l’arrivo in Bosnia-Erzegovina riservi qualche imprevisto, la bicicletta continua a sfrecciare per la penisola balcanica. La grande pianura serba della Voivodina è finita, si passa alle montagne della Bosnia: dopo 268 chilometri in tre giorni fatti di durissimi dislivelli, l’arrivo a Sarajevo. In città e nel paese i profughi sono diventati quasi invisibili: dopo l’empatia iniziale dei bosniaci, il linguaggio è cambiato, sono arrivate le grandi organizzazioni internazionali e costruiti campi per rifugiati.I retaggi della guerra degli anni novanta sono ancora ben presenti: la Bosnia è un paese profondamente diviso e sull’orlo della secessione. I bosniaci stessi continuano ad abbandonare il paese. In questo contesto, l’Unione Europea continua a sostenere la politica dell’esternalizzazione delle frontiere, finanzia di fatto i respingimenti illegali della polizia croata e ufficialmente li nega.L’episodio termina nella città di Bihać dove sono numerosi e giovanissimi gli afghani che Giacomo incontra accompagnato da Baba, commerciante in pensione che aiuta i migranti che passano in città e dintorni. In questa puntata:Valentina Pellizzer, attivista.Ilma Čosić, Kompas 071 Sarajevo.Arshad Isakjee, No Name Kitchen - geografo politico, Università di Liverpool.‘Baba’ Asim Karabegovic, SOS BalkanRoute.Scritto da Giacomo Corticelli.Musiche di Giulio Deboni Do Vago.Produzione, mixaggio e fotografie: donpears.Iscriviti ai canali social per tutti gli aggiornamenti e le foto del viaggio:Instagram ; Facebook ; Telegram .Scopri e sostieni il progetto con una donazione, cliccando QUI.Clicca la campanellina e regalami le stelline se ascolti su Sputify !
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Da Šid a Brčko attraversando illegalmente la frontiera serbo-croata: sebbene l’arrivo in Bosnia-Erzegovina riservi qualche imprevisto, la bicicletta continua a sfrecciare per la penisola balcanica. La grande pianura serba della Voivodina è finita, si passa alle montagne della Bosnia: dopo 268 chilometri in tre giorni fatti di durissimi dislivelli, l’arrivo a Sarajevo. In città e nel paese i profughi sono diventati quasi invisibili: dopo l’empatia iniziale dei bosniaci, il linguaggio è cambiato, sono arrivate le grandi organizzazioni internazionali e costruiti campi per rifugiati.I retaggi della guerra degli anni novanta sono ancora ben presenti: la Bosnia è un paese profondamente diviso e sull’orlo della secessione. I bosniaci stessi continuano ad abbandonare il paese. In questo contesto, l’Unione Europea continua a sostenere la politica dell’esternalizzazione delle frontiere, finanzia di fatto i respingimenti illegali della polizia croata e ufficialmente li nega.L’episodio termina nella città di Bihać dove sono numerosi e giovanissimi gli afghani che Giacomo incontra accompagnato da Baba, commerciante in pensione che aiuta i migranti che passano in città e dintorni. In questa puntata:Valentina Pellizzer, attivista.Ilma Čosić, Kompas 071 Sarajevo.Arshad Isakjee, No Name Kitchen - geografo politico, Università di Liverpool.‘Baba’ Asim Karabegovic, SOS BalkanRoute.Scritto da Giacomo Corticelli.Musiche di Giulio Deboni Do Vago.Produzione, mixaggio e fotografie: donpears.Iscriviti ai canali social per tutti gli aggiornamenti e le foto del viaggio:Instagram ; Facebook ; Telegram .Scopri e sostieni il progetto con una donazione, cliccando QUI.Clicca la campanellina e regalami le stelline se ascolti su Sputify !
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