EPISODE · Mar 9, 2026 · 4 MIN
10 marzo 1946 - Primo voto alle donne
from Calendario Civile | Le date che hanno segnato la storia del Novecento · host Fondazione Gramsci Emilia-Roma
Votare è un grande atto di libertà di Dacia Maraini10 marzo 1946 | Il decreto n. 74 riconosce alle donne italiane il diritto di votare ed essere eletteCalendario Civile | Le date che hanno segnato la storia del Novecento una serie della Fondazione Gramsci Emillia-Romagna ---Con il decreto legislativo luogotenenziale n. 74 del 10 marzo 1946, le donne italiane ottennero per la prima volta il diritto di votare ed essere elette alle elezioni amministrative postbelliche. Ottant'anni dopo, Dacia Maraini, scrittrice tra le più importanti della letteratura italiana contemporanea, riflette sul significato di quella conquista e sul rischio che le nuove generazioni la diano per scontata.Nel suo contributo al Calendario Civile, Dacia Maraini ricorda che il diritto di voto non è mai stato un fatto ovvio: negato per secoli alle donne, fu a lungo negato anche agli uomini — come accadde sotto il fascismo. Le radici di questa conquista, spiega, affondano nel Rinascimento italiano, nell'idea del cittadino con diritti e doveri, poi ripresa e amplificata dalla Rivoluzione francese.Maraini rivolge un appello diretto alle giovani generazioni: non votare non è una forma di protesta, è semplicemente regalare la propria voce a chi ha idee contrarie alle proprie. E chiede alla scuola di farsi carico di tramandare questa storia, perché solo chi conosce il lungo cammino verso il suffragio può capirne il valore. «Il voto non è un dovere, è un grande diritto e un grande atto di libertà.»
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Votare è un grande atto di libertà di Dacia Maraini10 marzo 1946 | Il decreto n. 74 riconosce alle donne italiane il diritto di votare ed essere eletteCalendario Civile | Le date che hanno segnato la storia del Novecento una serie della Fondazione Gramsci Emillia-Romagna ---Con il decreto legislativo luogotenenziale n. 74 del 10 marzo 1946, le donne italiane ottennero per la prima volta il diritto di votare ed essere elette alle elezioni amministrative postbelliche. Ottant'anni dopo, Dacia Maraini, scrittrice tra le più importanti della letteratura italiana contemporanea, riflette sul significato di quella conquista e sul rischio che le nuove generazioni la diano per scontata.Nel suo contributo al Calendario Civile, Dacia Maraini ricorda che il diritto di voto non è mai stato un fatto ovvio: negato per secoli alle donne, fu a lungo negato anche agli uomini — come accadde sotto il fascismo. Le radici di questa conquista, spiega, affondano nel Rinascimento italiano, nell'idea del cittadino con diritti e doveri, poi ripresa e amplificata dalla Rivoluzione francese.Maraini rivolge un appello diretto alle giovani generazioni: non votare non è una forma di protesta, è semplicemente regalare la propria voce a chi ha idee contrarie alle proprie. E chiede alla scuola di farsi carico di tramandare questa storia, perché solo chi conosce il lungo cammino verso il suffragio può capirne il valore. «Il voto non è un dovere, è un grande diritto e un grande atto di libertà.»
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