17. Esporre da lingua madre a seconda lingua - Giuseppe episode artwork

EPISODE · Jul 27, 2025 · 4 MIN

17. Esporre da lingua madre a seconda lingua - Giuseppe

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Trascrizione generata automaticamente0:00: Come faccio a far passare una persona da una corretta esposizione in italiano, in lingua madre a una corretta o decente almeno esposizione in una lingua straniera? 0:13: Chiede Giuseppe. 0:15: e qua partiamo da un presupposto, cioè il fatto che il disturbo specifico ha spesso uno svantaggio su quello che è la lingua, perché, abbiamo un'esposizione bassa a livello di tempo su quella che è appunto la lingua stessa. 0:33: Quindi di inglese ci sono mediamente tre ore settimanali in quelle che sono le ore della secondaria di secondo grado, per cui Quindi questo già ci dice che se io tre ore ho occasione di affrontare, la una seconda lingua durante la settimana, il consolidamento in sé è già molto basso. 0:56: e poi l'altro aspetto è che spesso l'altra lingua non ha le caratteristiche della nostra, per cui, per esempio in inglese l'ortografia non è trasparente e i suoni sono diversi da quelli che vengono scritti. 1:09: Quindi questo aggiunge complessità a quello che è il compito di generare frasi automaticamente o autonomamente. 1:19: Partendo da quella che è una buona base invece che ho in lingua italiana o lingua madre, nel nostro caso italiano appunto. 1:28: Direi quindi che ci sono due primi, anzi tre prime indicazioni che si possono dare, la prima è strategica. 1:36: cioè lavorare sulla frase minima, quindi pensare a come funziona una frase minima in italiano e come anche nella lingua straniera. 1:50: La seconda cosa è di avere uno strumento che indichi quella che è la lingua madre. 1:56: Se prima quindi dicevamo che la strategia minima è produrre frasi minime, qua invece lo strumento è Cosa metto prima, cosa metto dopo, senza avere appunto poi dopo quelle che sono nel concreto le le parole o la forma, ma avere appunto com'è l'ordinamento appunto di quello che è lo scritto o l'orale quando voglio produrre oralmente. 2:21: La terza cosa utile è quella di avere tutti quelli che sono gli elementi a bassa frequenza o gli automatismi che devo riportare nel corso della mia esposizione orale, per cui, banalmente un elenco di parole con a fianco delle icone che possano rappresentare la parola stessa per recuperarle più velocemente dalla memoria. 2:46: e due magari quelli che possono essere più gli automatismi, come ad esempio i paradigmi o le diverse forme, o quelli che possono essere le indicazioni per aiutare a identificare quello che è il tempo corretto. 3:00: Vedi quindi che in questo modo abbiamo una cosa che sta nella mente, che è quella che è la strategia e due strumenti che abbiamo davanti, che sono quelli della composizione della frase, e quello invece che sono le parole a bassa frequenza. 3:12: Dopodiché, L'uso della lingua è proprio cercare di mettere insieme quelle che sono tutte queste informazioni. 3:22: per fortuna anche nella lingua straniera ci sono una serie di cose che più si consolidano, che sono quelle che naturalmente vediamo trasversalmente in tutta quella che è la carriera scolastica. 3:33: Banalmente i pronomi sono utilizzati dal primo giorno fino poi all'ultimo giorno della scuola, oppure i verbi più frequenti. 3:41: Quindi quelli sono delle delle attività delle parti di quello che è la lingua in seconda la seconda lingua, per esempio. 3:51: Che affrontiamo, non dico appunto tutte le ore che facciamo inglese, ma fondamentalmente, probabilmente sì, perché fanno parte di quello che è appunto la base che può essere più consolidata. 4:02: Quindi avendo queste competenze più dentro, perché sono state più allenate, allora usiamo quelli che sono gli strumenti per arrivare a fare il meglio che posso, con quello che ho partendo dalle caratteristiche che mi contraddistinguo.

Trascrizione generata automaticamente0:00: Come faccio a far passare una persona da una corretta esposizione in italiano, in lingua madre a una corretta o decente almeno esposizione in una lingua straniera? 0:13: Chiede Giuseppe. 0:15: e qua partiamo da un presupposto, cioè il fatto che il disturbo specifico ha spesso uno svantaggio su quello che è la lingua, perché, abbiamo un'esposizione bassa a livello di tempo su quella che è appunto la lingua stessa. 0:33: Quindi di inglese ci sono mediamente tre ore settimanali in quelle che sono le ore della secondaria di secondo grado, per cui Quindi questo già ci dice che se io tre ore ho occasione di affrontare, la una seconda lingua durante la settimana, il consolidamento in sé è già molto basso. 0:56: e poi l'altro aspetto è che spesso l'altra lingua non ha le caratteristiche della nostra, per cui, per esempio in inglese l'ortografia non è trasparente e i suoni sono diversi da quelli che vengono scritti. 1:09: Quindi questo aggiunge complessità a quello che è il compito di generare frasi automaticamente o autonomamente. 1:19: Partendo da quella che è una buona base invece che ho in lingua italiana o lingua madre, nel nostro caso italiano appunto. 1:28: Direi quindi che ci sono due primi, anzi tre prime indicazioni che si possono dare, la prima è strategica. 1:36: cioè lavorare sulla frase minima, quindi pensare a come funziona una frase minima in italiano e come anche nella lingua straniera. 1:50: La seconda cosa è di avere uno strumento che indichi quella che è la lingua madre. 1:56: Se prima quindi dicevamo che la strategia minima è produrre frasi minime, qua invece lo strumento è Cosa metto prima, cosa metto dopo, senza avere appunto poi dopo quelle che sono nel concreto le le parole o la forma, ma avere appunto com'è l'ordinamento appunto di quello che è lo scritto o l'orale quando voglio produrre oralmente. 2:21: La terza cosa utile è quella di avere tutti quelli che sono gli elementi a bassa frequenza o gli automatismi che devo riportare nel corso della mia esposizione orale, per cui, banalmente un elenco di parole con a fianco delle icone che possano rappresentare la parola stessa per recuperarle più velocemente dalla memoria. 2:46: e due magari quelli che possono essere più gli automatismi, come ad esempio i paradigmi o le diverse forme, o quelli che possono essere le indicazioni per aiutare a identificare quello che è il tempo corretto. 3:00: Vedi quindi che in questo modo abbiamo una cosa che sta nella mente, che è quella che è la strategia e due strumenti che abbiamo davanti, che sono quelli della composizione della frase, e quello invece che sono le parole a bassa frequenza. 3:12: Dopodiché, L'uso della lingua è proprio cercare di mettere insieme quelle che sono tutte queste informazioni. 3:22: per fortuna anche nella lingua straniera ci sono una serie di cose che più si consolidano, che sono quelle che naturalmente vediamo trasversalmente in tutta quella che è la carriera scolastica. 3:33: Banalmente i pronomi sono utilizzati dal primo giorno fino poi all'ultimo giorno della scuola, oppure i verbi più frequenti. 3:41: Quindi quelli sono delle delle attività delle parti di quello che è la lingua in seconda la seconda lingua, per esempio. 3:51: Che affrontiamo, non dico appunto tutte le ore che facciamo inglese, ma fondamentalmente, probabilmente sì, perché fanno parte di quello che è appunto la base che può essere più consolidata. 4:02: Quindi avendo queste competenze più dentro, perché sono state più allenate, allora usiamo quelli che sono gli strumenti per arrivare a fare il meglio che posso, con quello che ho partendo dalle caratteristiche che mi contraddistinguo.

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LE HAWKESBURY SOCIAL ’BACK TO LIFE’ ADAM STACEY Welcome to the ‘Le Hawkesbury Social’, 'Back to Life’ a space where we celebrate life in all its colors: happiness, joy, love, connection, and even the moments of sadness that make us human. A space where we celebrate life in all its colors: happiness, joy, love, connection, and even the moments of sadness that make us human. Hosted by a passionate mental health advocate, this show dives deep into the topics that truly matter to today’s culture and community. Each episode offers honest conversations, thoughtful reflections, and real stories that bring people together. Whether you’re here for mental health discussions, community connections, or just looking to feel seen and heard in a fast-paced world, you’re in the right place. Adam believes in building a diverse and inclusive community where voices from every background can come together, share, and support one another. That’s why every Wellness Podcast, we open the mic to local community partners, support services, and inspiring voi On va refaire le monde X "En mode coach" Lola Bon. J’ai décidé d’aborder des sujets dont on ne parle pas, par peur du jugement de l’autre, par pudeur, par insignifiance, ou par manque d’envie.Le sexe est pourtant partout. Il fait partie intégrante des relations humaines, qu’elles soient amoureuses, amicales, professionnelles, cordiales ou même fortuites. Et pourtant, on n’en parle pas, ou pas assez, ou juste pas de la bonne manière.Moi, je veux parler du sexe, du vrai, celui qui est là, devant nous, et qu’on ignore…Bienvenue sur : On va refaire le monde X En mode coach. Paris o'clock Aurélie Moureaux Le podcast qui parle de culture française en français facile Le comptoir de la psychologie Le comptoir de la psychologie Je suis Jo, psychologue clinicienne et j'ai crée ce podcast afin de rendre accessible les différents reliefs de la psychologie. Il s'agit d'un travail de construction et de déconstruction pour apprendre et s'ouvrir autour des différents thèmes que logent la psychologie et la psychanalyse. J'aborde le métier du psychologue et de sa rencontre mais aussi ses outils, concepts, représentations, symptômes etc... Pour me soutenir, j'ai crée une page Patreon : https://www.patreon.com/lecomptoirdelapsychologie Merci beaucoup pour vos contributions ainsi que vos encouragements, vos retours ❤️ Bonnes écoutes :-) Contact : [email protected] Hébergé par Acast. Visitez acast.com/privacy pour plus d'informations.

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