24 marzo 1946 - Primo voto delle donne in Emilia-Romagna episode artwork

EPISODE · Mar 24, 2026 · 22 MIN

24 marzo 1946 - Primo voto delle donne in Emilia-Romagna

from Calendario Civile | Le date che hanno segnato la storia del Novecento · host Fondazione Gramsci Emilia-Roma

"Senza la libertà della donna non si può realizzare la democrazia"Micaela Caslaboni legge Teresa Noce24 marzo 1946 | Elezioni amministrative di Bologna con il primo voto e le prime candidature delle donneCalendario Civile | Le date che hanno segnato la storia del Novecento una serie della Fondazione Gramsci Emillia-Romagna ---In occasione dell'ottantesimo anniversario del 24 marzo 1946, la Fondazione Gramsci Emilia-Romagna celebra una data spartiacque per la storia dell'Italia democratica. In quel giorno, in numerosi comuni tra cui Bologna, si tennero le prime elezioni amministrative dopo la caduta del fascismo: fu il momento storico in cui le donne esercitarono per la prima volta il diritto di voto, con la possibilità di essere elette e di entrare a far parte delle giunte comunali.Per onorare questa ricorrenza, presentiamo una lettura scenica di Micaela Casalboni (Teatro dell’Argine) dedicata allo storico discorso pronunciato da Teresa Noce al primo Convegno delle Donne Comuniste, tenutosi a Milano il 26 agosto 1945. Questo documento, conservato presso l’Archivio di Vittorina Dal Monte, rappresenta un manifesto politico e civile di straordinaria forza.Nel suo intervento, Noce sottolinea come il voto non sia un semplice atto formale, ma il punto di partenza per una vera emancipazione. Il discorso tocca temi di una modernità sorprendente la necessità della parità salariale per evitare lo sfruttamento di tutto il popolo, il superamento di una legislazione che considerava la donna una "minorenne" perennemente soggetta a un tutore , e il riconoscimento della maternità come funzione sociale che lo Stato ha il dovere di proteggere. Teresa Noce conclude con un appello all'auto-educazione e alla fiducia nelle proprie capacità.La democrazia, sostiene, deve essere applicata e non solo pronunciata, iniziando proprio dalla propria casa e dai gesti quotidiani per giungere fino alle elezioni. È un invito a costruire un'Italia nuova, dove la partecipazione femminile sia la garanzia di una democrazia più reale, vera e progressiva per l'intero Paese.  L’immagine in copertina è tratta da un manifesto della banca dati Manifestipolitici.it del 1990. "Teresa Noce (Estella). Giornata di studio promossa dall'Archivio storico delle donne C. Ravera in collaborazione con il gruppo interparlamentare delle donne comuniste, la Filtea e la commissione femminile della federazione del Pci di Bologna (Bologna 18 giugno 1990)

"Senza la libertà della donna non si può realizzare la democrazia"Micaela Caslaboni legge Teresa Noce24 marzo 1946 | Elezioni amministrative di Bologna con il primo voto e le prime candidature delle donneCalendario Civile | Le date che hanno segnato la storia del Novecento una serie della Fondazione Gramsci Emillia-Romagna ---In occasione dell'ottantesimo anniversario del 24 marzo 1946, la Fondazione Gramsci Emilia-Romagna celebra una data spartiacque per la storia dell'Italia democratica. In quel giorno, in numerosi comuni tra cui Bologna, si tennero le prime elezioni amministrative dopo la caduta del fascismo: fu il momento storico in cui le donne esercitarono per la prima volta il diritto di voto, con la possibilità di essere elette e di entrare a far parte delle giunte comunali.Per onorare questa ricorrenza, presentiamo una lettura scenica di Micaela Casalboni (Teatro dell’Argine) dedicata allo storico discorso pronunciato da Teresa Noce al primo Convegno delle Donne Comuniste, tenutosi a Milano il 26 agosto 1945. Questo documento, conservato presso l’Archivio di Vittorina Dal Monte, rappresenta un manifesto politico e civile di straordinaria forza.Nel suo intervento, Noce sottolinea come il voto non sia un semplice atto formale, ma il punto di partenza per una vera emancipazione. Il discorso tocca temi di una modernità sorprendente la necessità della parità salariale per evitare lo sfruttamento di tutto il popolo, il superamento di una legislazione che considerava la donna una "minorenne" perennemente soggetta a un tutore , e il riconoscimento della maternità come funzione sociale che lo Stato ha il dovere di proteggere. Teresa Noce conclude con un appello all'auto-educazione e alla fiducia nelle proprie capacità.La democrazia, sostiene, deve essere applicata e non solo pronunciata, iniziando proprio dalla propria casa e dai gesti quotidiani per giungere fino alle elezioni. È un invito a costruire un'Italia nuova, dove la partecipazione femminile sia la garanzia di una democrazia più reale, vera e progressiva per l'intero Paese.  L’immagine in copertina è tratta da un manifesto della banca dati Manifestipolitici.it del 1990. "Teresa Noce (Estella). Giornata di studio promossa dall'Archivio storico delle donne C. Ravera in collaborazione con il gruppo interparlamentare delle donne comuniste, la Filtea e la commissione femminile della federazione del Pci di Bologna (Bologna 18 giugno 1990)

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