EPISODE · Jan 27, 2024 · 14 MIN
27 gennaio - Giorno della Memoria
from Calendario Civile | Le date che hanno segnato la storia del Novecento · host Fondazione Gramsci Emilia-Roma
Rovine ebraiche e terre contaminatedi Antonella Salomoni, Università di Bologna 27 gennaio 1945 | Giorno della MemoriaCalendario Civile | Le date che hanno segnato la storia del Novecento una serie della Fondazione Gramsci Emillia-Romagna ---La riflessione ci accompagna, attraverso ricostruzione storica, versi poetici e immagini iconografiche, tra le rovine ebraiche dell’Europa orientale. Il secondo conflitto mondiale lascia infatti un paesaggio di rovine in tutta Europa, ma nelle regioni dell’Europa orientale si “inciampa” a ogni passo in rovine ebraiche: fosse comuni, sinagoghe incendiate, cimiteri devastati, villaggi o quartieri urbani completamente cancellati. Soldati e civili, all’indomani della liberazione, hanno dovuto affrontare il trauma che genera la visione di luoghi con resti umani dispersi per ogni dove. La consapevolezza che la profanazione dei corpi non abbia fine emerge chiaramente dalle tante corrispondenze e dai molti racconti. Migliaia di salme giacciono in spazi privi di recinzione e lasciati al pascolo di bestiame; i siti degli eccidi, per quanto ben noti, sono privi d’indicazione e consegnati all’incuria. Si percepisce un diffuso atteggiamento di disprezzo per le vittime che demoralizza gli abitanti che cercano di rientrare nelle loro residenze e i combattenti in visita nei paesi d’origine. Le citazioni e le letture presenti nell’intervento sono tratte da: Vasilij Grossmann, Ucraina senza ebrei , Adelphi, 2023; David Dragunskij, 4 dicembre 1945, in Il Comitato antifascista ebraico in URSS, 1941-1948, a cura di Shimon Redlich, Moskva, Meždunarodnye Otnošenija, 1996, p. 108 e in Antonella Salomoni, L’Unione Sovietica e la shoah, Bologna, Il Mulino, 2007, p. 200; Il'ja L'vovič Sel’vinskij, Io l’ho visto!, in «Krasnaja Zvezda», 27 febbraio 1942, p. 3; Edith Bruck, Tempi, Milano, La Nave di Teseo, 2021, p. 18.
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Rovine ebraiche e terre contaminatedi Antonella Salomoni, Università di Bologna 27 gennaio 1945 | Giorno della MemoriaCalendario Civile | Le date che hanno segnato la storia del Novecento una serie della Fondazione Gramsci Emillia-Romagna ---La riflessione ci accompagna, attraverso ricostruzione storica, versi poetici e immagini iconografiche, tra le rovine ebraiche dell’Europa orientale. Il secondo conflitto mondiale lascia infatti un paesaggio di rovine in tutta Europa, ma nelle regioni dell’Europa orientale si “inciampa” a ogni passo in rovine ebraiche: fosse comuni, sinagoghe incendiate, cimiteri devastati, villaggi o quartieri urbani completamente cancellati. Soldati e civili, all’indomani della liberazione, hanno dovuto affrontare il trauma che genera la visione di luoghi con resti umani dispersi per ogni dove. La consapevolezza che la profanazione dei corpi non abbia fine emerge chiaramente dalle tante corrispondenze e dai molti racconti. Migliaia di salme giacciono in spazi privi di recinzione e lasciati al pascolo di bestiame; i siti degli eccidi, per quanto ben noti, sono privi d’indicazione e consegnati all’incuria. Si percepisce un diffuso atteggiamento di disprezzo per le vittime che demoralizza gli abitanti che cercano di rientrare nelle loro residenze e i combattenti in visita nei paesi d’origine. Le citazioni e le letture presenti nell’intervento sono tratte da: Vasilij Grossmann, Ucraina senza ebrei , Adelphi, 2023; David Dragunskij, 4 dicembre 1945, in Il Comitato antifascista ebraico in URSS, 1941-1948, a cura di Shimon Redlich, Moskva, Meždunarodnye Otnošenija, 1996, p. 108 e in Antonella Salomoni, L’Unione Sovietica e la shoah, Bologna, Il Mulino, 2007, p. 200; Il'ja L'vovič Sel’vinskij, Io l’ho visto!, in «Krasnaja Zvezda», 27 febbraio 1942, p. 3; Edith Bruck, Tempi, Milano, La Nave di Teseo, 2021, p. 18.
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