80 anni dallo sbarco in Normandia e la guerra è ancora un'opzione del mondo | 06/06/2024 | Il Corsivo episode artwork

EPISODE · Jun 6, 2024 · 2 MIN

80 anni dallo sbarco in Normandia e la guerra è ancora un'opzione del mondo | 06/06/2024 | Il Corsivo

from Il Corsivo di Daniele Biacchessi · host Giornale Radio

A cura di Daniele Biacchessi 80 anni dallo sbarco in Normandia  Accadeva esattamente ottant'anni fa in queste ore. Alle 4.15 di mattina del 5 giugno 1944, il comandante supremo delle forze armate americane e alleate, Dwight D. Eisenhower, disse all’ammiraglio britannico Ramsay e al generale Montgomery: «Ok, let’s go!». È il via libera al D-Day del 6 giugno, rinviato di un giorno per le avverse condizioni meteo. Iniziava la più importante operazione militare della storia contemporanea, lo sbarco alleato in Normandia. 155 mila uomini impiegati nell'operazione contro poco più di 50 mila soldati tedeschi, in gran parte blindati nei bunker piazzati in cima alle falesie che sovrastano le spiagge francesi. 11 mila aerei, 23mila paracadutisti, Migliaia tra morti, feriti, dispersi. Quell'azione ha permesso di sfondare le linee tedesche e liberare in pochi mesi Parigi e la Francia dall'occupazione nazista.  La guerra è ancora un'opzione del mondo Ottant'anni dopo lo sbarco in Normandia, la guerra è ancora un'opzione possibile. Nelle celebrazioni di questi giorni, i pochi reduci che appaiono in a Parigi, in Normandia, a Southwick in Inghilterra, alcuni ci ricordano che la guerra è comunque orrenda e che bisogna sperare che non torni. Ma altri che si mostrano accanto al presidente francese Emmanuel Macron nelle commemorazioni, se potessero, sarebbero pronti al sacrificio, oggi come allora. Le celebrazioni dello sbarco in Normandia cadono nel momento più difficile della storia dopo la fine della seconda guerra mondiale, con il conflitto tra Russia e Ucraina, la guerra tra Israele e Hamas, i venti di guerra tra Israele e hezbollah e Iran. Ieri Macron ha fatto intendere che non compirà dietro front all'idea di inviare istruttori in Ucraina. Oggi arrivano Biden e Mattarella. La speranza è che, al netto delle frasi retoriche, ricorra nei discorsi ufficiali la parola pace.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3 Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it

A cura di Daniele Biacchessi 80 anni dallo sbarco in Normandia  Accadeva esattamente ottant'anni fa in queste ore. Alle 4.15 di mattina del 5 giugno 1944, il comandante supremo delle forze armate americane e alleate, Dwight D. Eisenhower, disse all’ammiraglio britannico Ramsay e al generale Montgomery: «Ok, let’s go!». È il via libera al D-Day del 6 giugno, rinviato di un giorno per le avverse condizioni meteo. Iniziava la più importante operazione militare della storia contemporanea, lo sbarco alleato in Normandia. 155 mila uomini impiegati nell'operazione contro poco più di 50 mila soldati tedeschi, in gran parte blindati nei bunker piazzati in cima alle falesie che sovrastano le spiagge francesi. 11 mila aerei, 23mila paracadutisti, Migliaia tra morti, feriti, dispersi. Quell'azione ha permesso di sfondare le linee tedesche e liberare in pochi mesi Parigi e la Francia dall'occupazione nazista.  La guerra è ancora un'opzione del mondo Ottant'anni dopo lo sbarco in Normandia, la guerra è ancora un'opzione possibile. Nelle celebrazioni di questi giorni, i pochi reduci che appaiono in a Parigi, in Normandia, a Southwick in Inghilterra, alcuni ci ricordano che la guerra è comunque orrenda e che bisogna sperare che non torni. Ma altri che si mostrano accanto al presidente francese Emmanuel Macron nelle commemorazioni, se potessero, sarebbero pronti al sacrificio, oggi come allora. Le celebrazioni dello sbarco in Normandia cadono nel momento più difficile della storia dopo la fine della seconda guerra mondiale, con il conflitto tra Russia e Ucraina, la guerra tra Israele e Hamas, i venti di guerra tra Israele e hezbollah e Iran. Ieri Macron ha fatto intendere che non compirà dietro front all'idea di inviare istruttori in Ucraina. Oggi arrivano Biden e Mattarella. La speranza è che, al netto delle frasi retoriche, ricorra nei discorsi ufficiali la parola pace.  ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3 Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it

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