EPISODE · Sep 18, 2024
Amburgo e Mare dei Wadden – Quadri e vichinghi
from Cultureland Germany - Storie di arte, design e musica
Il mare era spesso presente nei suoi quadri. Credo di ammirarlo in modo particolare per questo, anche se siamo sempre stati distanti: io, Amburgo, nel vecchio continente, lui, Rob Gonsalves, figlio di zingari emigrati nel Nuovo Mondo, sulle sponde bagnate dall’Ontario. Eppure, dicevo, l’acqua ci accomuna. Nei suoi quadri funge da tappeto su cui poggiano scene surrealiste, fatte d’illusioni, umanità e specchi. Ce n’è uno in particolare, intitolato Sun Sets Sails, dove, durante quello che può essere un tramonto, un’alba, o entrambi, il bianco delle vele si trasforma gradualmente nello spazio vuoto di archi sotto un acquedotto romano. Ecco, in quella fusione, in quella trasposizione di spazi e costruzioni, rivedo spesso l’Elbphilharmonie, la sala da concerti che ricorda proprio una vela issata, un’onda, un cristallo di quarzo. Meravigliosamente blu. Si staglia al centro dell’Hafen City, un quartiere che ho visto nascere e svilupparsi in questi ultimi anni, un quartiere che ha preso il posto del vecchio porto sull’Elba, che rappresenta me, Amburgo; una riqualificazione cominciata con la palificazione dei ponti di Kibbelsteg, che sta continuando e che tra poco terminerà, e allora il sipario verrà dischiuso ufficialmente su quest’opera d’arte. Sempre all’interno dell’Hafen City, poi, si trova la Speicherstadt, zona di musei e storia, il cui passato è diviso tra case di lusso e quartieri operai, uniti nella condivisione della vita attorno al porto. Proprio tra queste vie mi fermo ogni tanto, osservo il Castello sull’Acqua, rivedo Rob e una o più delle sue opere, la luce riflessa e il mondo che si capovolge, realismo magico che prende vita. In quei frangenti mi lascio andare nell’Elba, occhi chiusi come nel quadro The Phenomenon of Floating, risalgo le acque e imparo dalle stelle, sfocio nell’oceano, mi tengo vicina alla terraferma e passo tra le isole Frisone, poco più a ovest, nel Mare dei Wadden: piane fangose formate dalle maree di secoli addietro. Qui, uccelli migratori, focene, pesci e crostacei convivono in un ecosistema intertidale tra i più importanti in Europa. Aree salmastre che ospitano migliaia di esemplari tra flora e fauna, dove il tempo non esiste se non per i cicli stessi della natura. E scopro poi, che io, Amburgo, sono cuspide, insieme al Mare dei Wadden, di un triangolo completato dal sito archeologico di Hedeby, a nord, vicino la Danimarca, sulla linea di fortificazione del Danevirke, linea di confine tra la penisola dello Jutland e la terraferma europea. Resti di una città commerciale che risale a 2000 anni fa, mura e fossati, insediamenti e cimiteri, confine tra l’impero franco e il regno danese, testimone dell’eccezionale espansione della rete commerciale e degli scambi interculturali negli anni. Casa di naufragi e memorie, Hedeby è circondata da un bastione semicircolare protetto da un forte collinare, tra l’altro importante testimonianza dell’era vichinga. Una definizione, questa, con etimologia differente da quella moderna, dove il termine vichingo era usato per definire i viaggiatori del mare, come decifrato dalle pietre runiche rinvenute, e che rappresentava commercio, incursioni e guerre avvenute lontano da casa. E lontano da casa, coscientemente o meno, doveva sentirsi anche Rob. Guardo i suoi quadri, e ciò che mi trasmettono è la ricerca, paesaggi in evoluzione, il viaggio, elementi che rappresentano anche me, Amburgo, dove acque in movimento prendono vita, danzano, come nel dipinto Water Dancing, si muovono per evocare, scoprire, un tormento che regala emozioni vivide, subliminali, terrene e sognatrici. Amburgo e il mare dei si trovano all'interno dell'ITINERARIO COSTIERO presente sul sito ufficiale dell'ente turistico tedesco. Consultalo per idee di viaggio alla scoperta dei siti UNESCO della Germania.
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Amburgo e Mare dei Wadden – Quadri e vichinghi
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