EPISODE · Jan 15, 2026 · 3 MIN
Basta un dito per proteggere la privacy dei nostri figli
from Good morning privacy! · host Guido Scorza
Se proprio non sappiamo resistere alla tentazione di pubblicare le loro foto, basta un dito per proteggere la privacy dei nostri figli Oggi nessuna notizia di attualità per iniziare la giornata ma un consiglio utile, anzi, secondo me prezioso, per tutti ma, in particolare, per noi genitori. Pubblicare le foto dei nostri figli è spesso una tentazione irresistibile. Lo si fa di continuo. Il primo bagnetto, il primo giorno di scuola, il compleanno e chi più ne ha più ne metta. È una pessima abitudine ma è dura a morire. Quindi in attesa di riuscire a sconfiggerla vale, forse, la pena provare a limitarne le conseguenze. La sigla e vi racconto come. [—] La necessaria premessa è questa: pubblicare online una foto dei nostri figli non è una buona idea, anzi, se mi si consente un abuso di schiettezza è davvero una pessima idea. Le ragioni sono tante. Ve ne racconto tre. La prima è che non dovremmo mai dar per scontato che crescendo i nostri figli siano felici della nostra scelta di condividere le loro immagini da bambini con il resto del mondo ma, a quel punto, tornare indietro potrebbe essere – e nella più parte dei casi sarà – impossibile. Mentre, infatti, ci vuole un attimo a pubblicare un contenuto online, una vita può non bastare per renderlo di nuovo privato. E iniziano a moltiplicarsi in giro per il mondo le azioni proposte da ex bambini, divenuti adolescenti, nei confronti di genitori, zii e persino nonni, perché cancellino le loro foto dai social network perché non vogliono, per esempio, che quella foto del loro primo bagnetto o della loro prima corsetta in costume sulla spiaggia rappresenti il loro biglietto da visita nel primo giorno di liceo. La seconda è che, sfortunatamente, con l’intelligenza artificiale che avanza, ormai, chiunque, in pochi tap sullo schermo di uno smartphone può prendere da una foto che abbiamo pubblicato online pieni di orgoglio materno o paterno il viso dei nostri figli e trasformarlo in quello di pornoattore o di una pornoattrice destinato a soddisfare gli appetiti più malati e perversi di quella parte di umanità disumana che ci piacerebbe non esistesse ma, invece, esiste. Capita molto più spesso di quanto si possa immaginare. La terza è che le foto che pubblichiamo e il loro sfondo – magari con la targa della scuola frequentata dai nostri figli o il campetto dove giocano a pallone – potrebbero fornire indicazioni preziose a quella stessa umanità disumana che potrebbe volerli adescare. E, anche questo, purtroppo, la cronaca racconta che succede, succede e ancora succede. Ma se nonostante queste e le tante altre ragioni che suggeriscono di non farlo non sappiamo resistere dal pubblicare online la foto dei nostri figli, almeno, sfochiamo i loro visi. Farlo è facilissimo. Sull’iphone, dalla versione IOS18 in avanti – e, quindi, senza bisogno di avere l’ultimo modello – basta un dito e una manciata di secondi. Si fa così. Si sceglie la foto che non si sa resistere alla tentazione di pubblicare. Si va su “modifica” e quindi su “ripulisci”. A questo punto si cerchia il viso con un dito. L’intelligenza artificiale di Apple fa il resto e sfoca il volto di nostra figlia o nostro figlio rendendo impossibile per chiunque, dopo la pubblicazione, visualizzare il suo volto. È facile, costa poco tempo, garantisce un risultato ragionevole – anche se non il massimo – in termini di bilanciamento tra la spinta a pubblicare quella foto e l’esigenza di proteggere la privacy dei nostri figli e lasciare, come dovrebbe venirci in realtà naturale, che divenuti capaci di farlo siano loro a scegliere in autonomia dove tracciare la linea di confine tra le dimensioni pubblica, privata e segreta della loro esistenza. Pochi secondi, un dito e, certo, la rinuncia a far veder al mondo intero il sorriso dei nostri figli. È il prezzo di una scelta giusta o, almeno, meno sbagliata di quella che in tanti, da genitori, facciamo spesso. Buona giornata e good morning privacy!
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