EPISODE · Oct 16, 2024
Colonia, Augustusburg, Aquisgrana - Venti e cattedrali
from Cultureland Germany - Storie di arte, design e musica
Le correnti d’aria si muovono in alto, sopra le montagne e gli sguardi. Hanno il colore di un vetro pulito, ma i loro effetti sono più che tangibili, soprattutto quando si avvicinano al suolo, quando sradicano alberi e li accarezzano, quando fanno volare i fazzoletti dalle mani dei miei cittadini e quando s’infrangono sulle finestre delle mie case, dove si fanno avvertire con soffi e vibrazioni. Io, Aquisgrana, mi sento una città vecchia, o per meglio dire saggia, e nel raccogliere questa saggezza ho assistito, accolto e respinto molti di questi venti, ancor prima della nascita del Figlio di Dio, quando i primi insediamenti si stanziarono tra le foreste e le sorgenti termali che mi circondano. Un giorno, poi, arrivò Carlo, detto il Magno, che mi scelse come casa, seguì gli insegnamenti di quel Figlio, cristianizzò i pagani e, nel Natale dell’800, fu incoronato Imperatore da Papa Leone III, nella basilica di San Pietro, a Roma. Una basilica maestosa, sembra, e quella maestosità volle riportarla anche qui da me, a suo modo: in soli 10 anni mi donò una Cattedrale con la benedizione della Santa Maria, che nel corso dei secoli si ampliò, rimanendo, ad oggi, uno dei migliori edifici conservati di quel periodo, riconosciuta poi tra i primi patrimoni UNESCO mondiali, a più di mille anni dalla sua costruzione. Una costruzione magica, con quel suo altare ruotato di 38 gradi verso est rispetto alla struttura delle vie romane, che diede in seguito vita a diverse piazze triangolari nella zona confinante; il trono, costruito si dice, con il marmo del santo sepolcro di Gerusalemme, e il tesoro, fatto di 130 opere, tra manoscritti, rilegature, casule, dipinti e sculture. Ricordo quel periodo e il vento di novità che portava l’imperatore. Con lui divenni il centro culturale e intellettuale d’Europa, ambita meta di pellegrinaggio, soprattutto alla cadenza dei sette anni, quando ai viaggiatori era permesso ammirare il lenzuolo e il tovagliolo di Gesù, l’abito della Vergine Maria e il panno per la decapitazione di Giovanni Battista, reliquie ricevute in dono da Carlo Magno e conservate nella pietra della Cattedrale. Sempre dall’Italia, poi, arrivò un altro vento, che cominciò a soffiare a Milano e, grazie all’ecclesiastico Reinald von Dassel, portò le ossa dei Re Magi a Colonia. Per la città cominciò tutto così, il cantiere eterno di Dio: un susseguirsi d’arcivescovi che, a partire dal 1248, costruirono anche là una cattedrale; un processo che durò più di 600 anni, dove si partì con l’altare maggiore, imprescindibile, con una lastra monolitica di calcare nero, la più grande tra le chiese cristiane; ci furono poi gli stalli del coro in legno di quercia, proprio dietro quell’altare, circondati dalle 14 statue a pilastro; verticalmente, a riparare dai venti, fu installato il ciclo di vetrate colorate più esteso d’Europa, che si dice possa rendere tangibile l’onnipotenza di Dio durante i racconti biblici, in mezzo alle tombe dei 12 arcivescovi lì sepolti. In cima ai soffitti e ai tetti, invece, Decke Pitter, la campana grassa, la campana di San Pietro, 24 tonnellate di metallo che risuonano in occasioni speciali e festività. Qui, anche i venti più forti faticano a farla oscillare. La corrente che soffia a sud di quelle abitazioni, invece, a sud di Colonia, porta all’area dei castelli, dove svetta il Palazzo Brühl, residenza preferita dell'Elettore di Colonia e Arcivescovo Clemens August, della Casa di Wittelsbach. Una delle prima creazioni di rilievo del rococò tedesco, dove, tra i molti artisti, vi lavorò anche il grande architetto Balthasar Neumann, che diede vita allo scalone d’onore, opera dinamica ed elegante. E seguendo la scia brillante di quel rococò, a una romantica passeggiata di distanza dal Palazzo, lo stesso arcivescovo fece costruire la Palazzina di Caccia di Falkenlust, sempre sotto la direzione del più corteggiato architetto del momento, il belga François de Cuvilliés. Là, dove la posizione della prima pietra venne determinata dalla traiettoria degli aironi, cavalieri d’aria e prede della falconeria, scommesse di vita in volo nel loro tragitto verso il Vecchio Fiume, a Wesseling. E alcune delle loro piume, ogni tanto, risalgono il Reno, le sento da qui, da Aquisgrana, sono sollevate dal vento e trasportate sopra le montagne, invisibili tra le correnti, mentre a terra la vita continua, e la città di Carlo Magno, immortale, accoglie pellegrini e turisti da tutto il mondo. Colonia, Aquisgrana e Augustusburg si trovano all'interno dell'ITINERARIO FAMILY presente sul sito ufficiale dell'ente turistico tedesco. Consultalo per idee di viaggio alla scoperta dei siti UNESCO della Germania
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Colonia, Augustusburg, Aquisgrana - Venti e cattedrali
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