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EPISODE · May 26, 2026 · 3 MIN

Confindustria, l'energia è la priorità, tornare al nucleare

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ROMA (ITALPRESS) - La questione energetica torna al centro del confronto tra imprese e governo, in un momento segnato dalle tensioni internazionali, dai conflitti e dal rischio che energia e materie prime diventino sempre più strumenti di pressione economica e geopolitica. All’assemblea annuale di Confindustria, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il presidente degli industriali Emanuele Orsini ha sottolineato come per le imprese italiane il costo dell’energia sia ormai una minaccia diretta alla competitività. “La prima leva è l’energia”, ha detto Orsini, sottolineando che per il sistema produttivo il prezzo dell’energia è diventato “una vera e propria minaccia esistenziale”. E il punto, secondo Confindustria, è che l’Italia non può continuare a pagarla nei propri stabilimenti ai prezzi più alti d’Europa. Da qui la proposta: riportare l’energia nella competenza esclusiva dello Stato. Una scelta che, per Orsini, dovrebbe essere presa “con coraggio e in modo bipartisan”, superando frammentazioni e ritardi decisionali. Il presidente di Confindustria ha richiamato le scelte compiute in passato, a partire dalla rinuncia al nucleare, e dalle difficoltà legate alle decisioni sulle rinnovabili. Il risultato, ha detto, è che l’Italia è oggi “fuori scala e fuori mercato”. Il tema energetico si intreccia direttamente con lo scenario globale. Orsini ha ricordato che la guerra non produce soltanto distruzione e sofferenza, ma anche crisi economiche profonde. “La guerra è una sconfitta per l’umanità”, ha affermato, perché genera nuova povertà, indebolisce alleanze consolidate e trasforma l’energia e le materie prime in strumenti di ricatto. In questo quadro, secondo Confindustria, restare fermi avrebbe un costo altissimo. L’Europa, ha detto Orsini, è sempre più necessaria, ma deve cambiare strada e cambiare marcia. Per le imprese, la sicurezza energetica non è più solo una questione industriale, ma una condizione strategica per difendere produzione, occupazione e autonomia economica. Tra le soluzioni indicate dagli industriali c’è anche il ritorno al nucleare. Orsini ha chiesto di accelerare, sostenendo che al Paese serve “corrente di continuità a zero emissioni”, qualcosa che le rinnovabili, pur necessarie, non possono garantire da sole. E ha respinto l’obiezione sui tempi lunghi: dire che il nucleare sia inutile perché servono dieci o quindici anni per attivarlo, ha detto, è falso. “Inutile è ogni anno, ogni mese, che si perde”. Sulla stessa linea il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che davanti alla platea di Confindustria ha confermato la volontà del governo di proseguire sulla strada del ritorno al nucleare in Italia, puntando su tecnologie innovative, mini reattori modulari, sicuri e puliti. “Entro l’estate sarà approvata la legge delega”, ha annunciato Meloni, aggiungendo di non avere dubbi sul fatto che la ripresa del nucleare sia un obiettivo alla portata del Paese.abr/gtr

ROMA (ITALPRESS) - La questione energetica torna al centro del confronto tra imprese e governo, in un momento segnato dalle tensioni internazionali, dai conflitti e dal rischio che energia e materie prime diventino sempre più strumenti di pressione economica e geopolitica. All’assemblea annuale di Confindustria, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il presidente degli industriali Emanuele Orsini ha sottolineato come per le imprese italiane il costo dell’energia sia ormai una minaccia diretta alla competitività. “La prima leva è l’energia”, ha detto Orsini, sottolineando che per il sistema produttivo il prezzo dell’energia è diventato “una vera e propria minaccia esistenziale”. E il punto, secondo Confindustria, è che l’Italia non può continuare a pagarla nei propri stabilimenti ai prezzi più alti d’Europa. Da qui la proposta: riportare l’energia nella competenza esclusiva dello Stato. Una scelta che, per Orsini, dovrebbe essere presa “con coraggio e in modo bipartisan”, superando frammentazioni e ritardi decisionali. Il presidente di Confindustria ha richiamato le scelte compiute in passato, a partire dalla rinuncia al nucleare, e dalle difficoltà legate alle decisioni sulle rinnovabili. Il risultato, ha detto, è che l’Italia è oggi “fuori scala e fuori mercato”. Il tema energetico si intreccia direttamente con lo scenario globale. Orsini ha ricordato che la guerra non produce soltanto distruzione e sofferenza, ma anche crisi economiche profonde. “La guerra è una sconfitta per l’umanità”, ha affermato, perché genera nuova povertà, indebolisce alleanze consolidate e trasforma l’energia e le materie prime in strumenti di ricatto. In questo quadro, secondo Confindustria, restare fermi avrebbe un costo altissimo. L’Europa, ha detto Orsini, è sempre più necessaria, ma deve cambiare strada e cambiare marcia. Per le imprese, la sicurezza energetica non è più solo una questione industriale, ma una condizione strategica per difendere produzione, occupazione e autonomia economica. Tra le soluzioni indicate dagli industriali c’è anche il ritorno al nucleare. Orsini ha chiesto di accelerare, sostenendo che al Paese serve “corrente di continuità a zero emissioni”, qualcosa che le rinnovabili, pur necessarie, non possono garantire da sole. E ha respinto l’obiezione sui tempi lunghi: dire che il nucleare sia inutile perché servono dieci o quindici anni per attivarlo, ha detto, è falso. “Inutile è ogni anno, ogni mese, che si perde”. Sulla stessa linea il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che davanti alla platea di Confindustria ha confermato la volontà del governo di proseguire sulla strada del ritorno al nucleare in Italia, puntando su tecnologie innovative, mini reattori modulari, sicuri e puliti. “Entro l’estate sarà approvata la legge delega”, ha annunciato Meloni, aggiungendo di non avere dubbi sul fatto che la ripresa del nucleare sia un obiettivo alla portata del Paese.abr/gtr

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