Dimmi chi sei sui social e ti dirò se puoi entrare episode artwork

EPISODE · Mar 7, 2025 · 3 MIN

Dimmi chi sei sui social e ti dirò se puoi entrare

from Good morning privacy! · host Guido Scorza

Mala tempura currunt almeno per le cose della privacy, almeno negli Stati Uniti d’America anche se certe idee, sfortunatamente, sono contagiose e corrono più veloci di quanto dovrebbero.Chi ne dubitasse può leggere la proposta appena messa in consultazione pubblica delle nuove regole con le quali la seconda amministrazione Trump vorrebbe disciplinare le domande di cittadinanza e di residenza.Secondo quanto si legge nella proposta per sperare in una risposta positiva bisognerebbe mettere a disposizione dei funzionari di Governo l’intera propria storia sui social network.Una sorta di social investigation, indispensabile, stando a quanto sostiene l’amministrazione, per esser certi di dare la luce verde a chi lo merita per davvero.Una misura sproporzionata e liberticida secondo le associazioni per la difesa dei diritti civili.Certamente – e, a prescindere dalle diverse possibili opinioni – una dimostrazione plastica di quello che si intende quando si dice che il fine giustifica i mezzi.Negli USA, in questo momento, almeno a questo proposito, sembrano esserne convinti.E, quindi, si trova naturale – apparendo, forse peraltro sbagliando, tecnologicamente possibile - valutare una persona che chiede la cittadinanza americana non per chi è ma per chi è stata o, forse, meglio ancora, per chi appare essere stata dall’analisi dei suoi profili social.Un’analisi, peraltro, che è facile immaginare, in considerazione della quantità enorme e dell’eterogeneità dei dati e delle informazioni presenti sui social, sarà presto demandata a algoritmi addestrati chissà come e, magari, pieni di bias e pregiudizi di ogni tipo.Qualcuno, magari, verrà tenuto fuori per aver postato questa o quella foto che lo ritrae mentre manifesta contro quella o questa iniziativa del Governo in carica o perché l’algoritmo confonderà per vero un suo travestimento carnevalesco che lo ritrae con gli abiti di un qualche criminale cinematografico.Difficile anche solo immaginare, se le nuove regole entrassero in vigore nella loro attuale formulazione, come cambierebbe il rapporto tra i social network e chiunque pensi di potersi un giorno trovare a dover chiedere la cittadinanza americana.Magari, anche solo la pubblicazione di un podcast come questo, critico rispetto a un’idea che non appare tra le migliori possibile, potrebbe costare a qualcuno la cittadinanza.Oggettivamente una compressione enorme delle libertà fondamentali di milioni di persone, a cominciare proprio da quel primo emendamento così caro oltre oceano.E i maligni già dicono che si comincia con gli immigrati ma presto si chiederà altrettanto ai cittadini americani, magari per la loro assunzione nella pubblica amministrazione.E non è da escludere vada proprio così perché quando una tecnologia esiste e la si comincia a usare in un certo ambito, il più delle volte con l’alibi che si tratta di un casa eccezionale e che si tratta di una misura straordinaria, poi estenderne l’ambito di applicazione a situazioni meno eccezionali diventa facile, troppo facile.Stiamo a vedere.C’è ancora tempo, due mesi, per sperare che la consultazione pubblica suggerisca un ripensamento.Frattanto buona giornata e good morning privacy.

Mala tempura currunt almeno per le cose della privacy, almeno negli Stati Uniti d’America anche se certe idee, sfortunatamente, sono contagiose e corrono più veloci di quanto dovrebbero.Chi ne dubitasse può leggere la proposta appena messa in consultazione pubblica delle nuove regole con le quali la seconda amministrazione Trump vorrebbe disciplinare le domande di cittadinanza e di residenza.Secondo quanto si legge nella proposta per sperare in una risposta positiva bisognerebbe mettere a disposizione dei funzionari di Governo l’intera propria storia sui social network.Una sorta di social investigation, indispensabile, stando a quanto sostiene l’amministrazione, per esser certi di dare la luce verde a chi lo merita per davvero.Una misura sproporzionata e liberticida secondo le associazioni per la difesa dei diritti civili.Certamente – e, a prescindere dalle diverse possibili opinioni – una dimostrazione plastica di quello che si intende quando si dice che il fine giustifica i mezzi.Negli USA, in questo momento, almeno a questo proposito, sembrano esserne convinti.E, quindi, si trova naturale – apparendo, forse peraltro sbagliando, tecnologicamente possibile - valutare una persona che chiede la cittadinanza americana non per chi è ma per chi è stata o, forse, meglio ancora, per chi appare essere stata dall’analisi dei suoi profili social.Un’analisi, peraltro, che è facile immaginare, in considerazione della quantità enorme e dell’eterogeneità dei dati e delle informazioni presenti sui social, sarà presto demandata a algoritmi addestrati chissà come e, magari, pieni di bias e pregiudizi di ogni tipo.Qualcuno, magari, verrà tenuto fuori per aver postato questa o quella foto che lo ritrae mentre manifesta contro quella o questa iniziativa del Governo in carica o perché l’algoritmo confonderà per vero un suo travestimento carnevalesco che lo ritrae con gli abiti di un qualche criminale cinematografico.Difficile anche solo immaginare, se le nuove regole entrassero in vigore nella loro attuale formulazione, come cambierebbe il rapporto tra i social network e chiunque pensi di potersi un giorno trovare a dover chiedere la cittadinanza americana.Magari, anche solo la pubblicazione di un podcast come questo, critico rispetto a un’idea che non appare tra le migliori possibile, potrebbe costare a qualcuno la cittadinanza.Oggettivamente una compressione enorme delle libertà fondamentali di milioni di persone, a cominciare proprio da quel primo emendamento così caro oltre oceano.E i maligni già dicono che si comincia con gli immigrati ma presto si chiederà altrettanto ai cittadini americani, magari per la loro assunzione nella pubblica amministrazione.E non è da escludere vada proprio così perché quando una tecnologia esiste e la si comincia a usare in un certo ambito, il più delle volte con l’alibi che si tratta di un casa eccezionale e che si tratta di una misura straordinaria, poi estenderne l’ambito di applicazione a situazioni meno eccezionali diventa facile, troppo facile.Stiamo a vedere.C’è ancora tempo, due mesi, per sperare che la consultazione pubblica suggerisca un ripensamento.Frattanto buona giornata e good morning privacy.

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RAISING THE BAR MUSICHYPEBEAST The RAISING THE BAR Podcast is dedicated to providing a fresh and unconventional broadcast platform for the biggest names in music and entertainment.The interview insight provided by the staff of MUSICHYPEBEAST separates us from the pack. The passion of RAISING THE BAR podcast is fueled by Millennial Music culture. Hosted on Acast. See acast.com/privacy for more information. CISO Perspectives (public) N2K Networks This season on CISO Perspectives, host Kim Jones explores some of the challenges of leading through uncertainty. We explore the complexity of the changing nature of regulation and working with the federal government, the evolution of privacy and fraud, and how emerging technologies like AI and quantum computing are changing cyber. When you don’t know what questions to ask, you’re afraid to ask, or don’t know who to ask, CISO Perspectives provides the foundation for learning in this brave new world. Tao Te Ching by Laozi (Author), Stephen Mitchell (Full Audiobook) Laozi Lao-tzu's Tao Te Ching, or Book of the Way, is the classic manual on the art of living, and one of the wonders of the world. In eighty-one brief chapters, the Tao Te Ching looks at the basic predicament of being alive and gives advice that imparts balance and perspective, a serene and generous spirit. This book is about wisdom in action. It teaches how to work for the good with the effortless skill that comes from being in accord with the Tao (the basic principle of the universe) and applies equally to good government and sexual love; to child rearing, business, and ecology.Stephen Mitchell's bestselling version has been widely acclaimed as a gift to contemporary culture. Al-Quran In English Dr. Soha The complete Quran translation in English, Narrated by Dr. Soha. Hosted on Acast. See acast.com/privacy for more information.

Frequently Asked Questions

How long is this episode of Good morning privacy!?

This episode is 3 minutes long.

When was this Good morning privacy! episode published?

This episode was published on March 7, 2025.

What is this episode about?

Mala tempura currunt almeno per le cose della privacy, almeno negli Stati Uniti d’America anche se certe idee, sfortunatamente, sono contagiose e corrono più veloci di quanto dovrebbero.Chi ne dubitasse può leggere la proposta appena messa in...

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