EPISODE · May 13, 2026 · 5 MIN
Editoria. Corte di Giustizia UE dà torto su equo compenso a Meta, che però conserva ancora vero potere: decidere se le news devono esistere
La Corte di Giustizia UE conferma la legittimità del regolamento Agcom sull’equo compenso per gli editori online.La decisione rafforza il sistema italiano, ma non chiude definitivamente la partita aperta da Meta davanti al TAR Lazio: il diritto alla remunerazione è ammesso solo se collegato all’autorizzazione all’utilizzo online delle pubblicazioni giornalistiche. Sebbene gli editori possano poter rifiutare l’uso dei contenuti o concederlo anche gratuitamente, la Corte chiarisce che non può essere imposto alcun pagamento ai prestatori che non utilizzano le pubblicazioni. Gli obblighi di trattativa, trasparenza dei dati e divieto di riduzione della visibilità sono ritenuti compatibili col diritto UE, anche se limitano la libertà d’impresa delle piattaforme, in quanto lo fanno in modo giustificato e proporzionato. Agcom esce rafforzata nel ruolo di regolatore, ma i giudici italiani dovranno verificare l’applicazione concreta del modello. La vittoria degli editori è quindi significativa, ma parziale, perché Meta conserva margini giuridici e strategici. Sullo sfondo resta poi il nodo più ampio: l’I.A. generativa e il web scraping potrebbero spostare il conflitto dal compenso alla remunerazione della “materia prima cognitiva” digitale.
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