EPISODE · Nov 17, 2025 · 13 MIN
Ep.3 - Emily Blunt: la voce che ha trovato spazio sul palco, e poi nella vita
from Balbuzie. Storie di voci, a loro modo perfette · host Gio Arcuri
In questo episodio incontriamo una voce che, prima di essere famosa, ha dovuto imparare a convivere con i propri blocchi. Una voce che ha cercato spazio, ritmo, respiro. Una voce che ha scoperto modi inattesi per esistere quando parlare sembrava impossibile.Emily Blunt è oggi un volto internazionale, ma la sua relazione con la balbuzie nasce molto prima: nell’infanzia, nelle prime frasi spezzate, nelle risate dei compagni, negli sguardi che non capivano. È una storia fatta di tentativi, inciampi, tentativi di cura che non funzionano, e di un momento preciso in cui una porta si apre e la voce trova un varco. Non una guarigione, ma una possibilità.L’episodio descrive anche come alcune condizioni possano favorire la fluenza nelle persone che balbettano e perché il cervello, in determinate situazioni, sembra “trovare un altro binario”. Parlo anche del rapporto tra balbuzie e telefono, tema riconosciuto da moltissime persone che convivono come me con la balbuzie: la mancanza del volto dell’altro, l’attesa, il silenzio che amplifica tutto.Emily Blunt negli anni è diventata un personaggio pubblico di riferimento nel raccontare la balbuzie: sostiene bambini e famiglie attraverso il suo lavoro come testimonial per l’American Institute for Stuttering, contribuendo a combattere lo stigma. Non ha mai nascosto la propria esperienza, Emily: l’ha trasformata in una risorsa, in un gesto politico, in un atto di gentilezza verso chi vive le stesse difficoltà.Questo episodio non è la storia della sua “guarigione”, perché la balbuzie non è un mostro da uccidere. È la storia di una convivenza. Di una voce che ha trovato spazio prima sul palco, e poi nella vita.Io balbetto, quindi io parlo.E lei recita, quindi esiste.Balbuzie. Storie di voci, a loro modo perfetteScrittura e voce: Gio ArcuriRevisione: Silvia MontiOgni settimana un nuovo episodio.FONTI PRINCIPALI EPISODIO:Fanpage.it“Emily Blunt svela di essere balbuziente: È un disturbo che la gente prende in giro e bullizza.”Contiene: l’esordio della balbuzie, le prese in giro, l’idea dell’insegnante, la scoperta della fluenza tramite imitazione, il ruolo dell’AISIl Napolista“Emily Blunt, Oppenheimer: Ho cominciato a recitare a 10 anni, perché soffro di balbuzie.”Contiene: la storia familiare, il percorso pre-artistico, la scoperta della recitazione, la difficoltà telefonica, il fatto che non si guarisce mai del tutto, il legame con AISStuttering Foundation of America (SFA)“Emily Blunt Talks About Stuttering.”Contiene: il racconto dell’insegnante che le propose di recitare con un accento, l’esperienza di fluency through character, il ruolo delle imitazioni, le interviste, il discorso sull’essere una stutterer da bambina.Variety“Emily Blunt Says Living With a Stutter Is Like Having an Imposter in Your Body Who Doesn’t Pay Rent.”Contiene: le difficoltà telefoniche, il lavoro con bambini e genitori attraverso l’American Institute for Stuttering, la dimensione emotiva di vergogna, paura e stigma.MUSICA EPISODIO:Music track intro: Lighthouse by Zambolinohttps://freetouse.com/music, Free Music No Copyright (Safe)Music track narrazione: Pink Clouds by Epic Spectrum, https://freetouse.com/music. Free Music Without Copyright (Safe)
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In questo episodio incontriamo una voce che, prima di essere famosa, ha dovuto imparare a convivere con i propri blocchi. Una voce che ha cercato spazio, ritmo, respiro. Una voce che ha scoperto modi inattesi per esistere quando parlare sembrava impossibile.Emily Blunt è oggi un volto internazionale, ma la sua relazione con la balbuzie nasce molto prima: nell’infanzia, nelle prime frasi spezzate, nelle risate dei compagni, negli sguardi che non capivano. È una storia fatta di tentativi, inciampi, tentativi di cura che non funzionano, e di un momento preciso in cui una porta si apre e la voce trova un varco. Non una guarigione, ma una possibilità.L’episodio descrive anche come alcune condizioni possano favorire la fluenza nelle persone che balbettano e perché il cervello, in determinate situazioni, sembra “trovare un altro binario”. Parlo anche del rapporto tra balbuzie e telefono, tema riconosciuto da moltissime persone che convivono come me con la balbuzie: la mancanza del volto dell’altro, l’attesa, il silenzio che amplifica tutto.Emily Blunt negli anni è diventata un personaggio pubblico di riferimento nel raccontare la balbuzie: sostiene bambini e famiglie attraverso il suo lavoro come testimonial per l’American Institute for Stuttering, contribuendo a combattere lo stigma. Non ha mai nascosto la propria esperienza, Emily: l’ha trasformata in una risorsa, in un gesto politico, in un atto di gentilezza verso chi vive le stesse difficoltà.Questo episodio non è la storia della sua “guarigione”, perché la balbuzie non è un mostro da uccidere. È la storia di una convivenza. Di una voce che ha trovato spazio prima sul palco, e poi nella vita.Io balbetto, quindi io parlo.E lei recita, quindi esiste.Balbuzie. Storie di voci, a loro modo perfetteScrittura e voce: Gio ArcuriRevisione: Silvia MontiOgni settimana un nuovo episodio.FONTI PRINCIPALI EPISODIO:Fanpage.it“Emily Blunt svela di essere balbuziente: È un disturbo che la gente prende in giro e bullizza.”Contiene: l’esordio della balbuzie, le prese in giro, l’idea dell’insegnante, la scoperta della fluenza tramite imitazione, il ruolo dell’AISIl Napolista“Emily Blunt, Oppenheimer: Ho cominciato a recitare a 10 anni, perché soffro di balbuzie.”Contiene: la storia familiare, il percorso pre-artistico, la scoperta della recitazione, la difficoltà telefonica, il fatto che non si guarisce mai del tutto, il legame con AISStuttering Foundation of America (SFA)“Emily Blunt Talks About Stuttering.”Contiene: il racconto dell’insegnante che le propose di recitare con un accento, l’esperienza di fluency through character, il ruolo delle imitazioni, le interviste, il discorso sull’essere una stutterer da bambina.Variety“Emily Blunt Says Living With a Stutter Is Like Having an Imposter in Your Body Who Doesn’t Pay Rent.”Contiene: le difficoltà telefoniche, il lavoro con bambini e genitori attraverso l’American Institute for Stuttering, la dimensione emotiva di vergogna, paura e stigma.MUSICA EPISODIO:Music track intro: Lighthouse by Zambolinohttps://freetouse.com/music, Free Music No Copyright (Safe)Music track narrazione: Pink Clouds by Epic Spectrum, https://freetouse.com/music. Free Music Without Copyright (Safe)
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