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Epicuro - Lettera sulla felicità

Non si è mai troppo giovani o troppo vecchi per la conoscenza della felicità. A qualsiasi età è bello occuparsi del benessere dell'anima. Chi sostiene che non è ancora giunto il momento di dedicarsi alla conoscenza di essa, o che ormai è troppo tardi,...

An episode of the Molecole Urban podcast, hosted by Edoardo Imperiale, titled "Epicuro - Lettera sulla felicità" was published on July 8, 2024 and runs 18 minutes.

July 8, 2024 ·18m · Molecole Urban

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Non si è mai troppo giovani o troppo vecchi per la conoscenza della felicità. A qualsiasi etàè bello occuparsi del benessere dell'anima. Chi sostiene che non è ancora giunto il momento didedicarsi alla conoscenza di essa, o che ormai è troppo tardi, è come se andasse dicendo che non èancora il momento di essere felice, o che ormai è passata l'età. Da giovani come da vecchi è giustoche noi ci dedichiamo a conoscere la felicità. Per sentirci sempre giovani quando saremo avanticon gli anni in virtù del grato ricordo della felicità avuta in passato, e da giovani, irrobustiti in essa,per prepararci a non temere l'avvenire. Cerchiamo di conoscere allora le cose che fanno la felicità,perché quando essa c'è tutto abbiamo, altrimenti tutto facciamo per averla.Il vero saggio, come non gli dispiace vivere, così non teme di non vivere più. La vita per luinon è un male, né è un male il non vivere. Ma come dei cibi sceglie i migliori, non la quantità, cosìnon il tempo più lungo si gode, ma il più dolce. Chi ammonisce poi il giovane a vivere bene e ilvecchio a ben morire è stolto non solo per la dolcezza che c'è sempre nella vita, anche da vecchi,ma perché una sola è l'arte del ben vivere e del ben morire. Ancora peggio chi va dicendo: bellonon essere mai nato, ma, nato, al più presto varcare la porta dell' Ade.Ricordiamoci poi che il futuro non è del tutto nostro, ma neanche del tutto non nostro.Solo così possiamo non aspettarci che assolutamente s'avveri, né allo stesso modo disperare delcontrario. Così pure teniamo presente che per quanto riguarda i desideri, solo alcuni sono naturali,altri sono inutili, e fra i naturali solo alcuni quelli proprio necessari, altri naturali soltanto. Ma fra inecessari certi sono fondamentali per la felicità, altri per il benessere fisico, altri per la stessa vita.Una ferma conoscenza dei desideri fa ricondurre ogni scelta o rifiuto al benessere del corpoe alla perfetta serenità dell'animo, perché questo è il compito della vita felice, a questo noiindirizziamo ogni nostra azione, al fine di allontanarci dalla sofferenza e dall'ansia. Una voltaraggiunto questo stato ogni bufera interna cessa, perché il nostro organismo vitale non è piùbisognoso di alcuna cosa, altro non deve cercare per il bene dell'animo e del corpo. Infattiproviamo bisogno del piacere quando soffriamo per la mancanza di esso. Quando invece nonsoffriamo non ne abbiamo bisogno.Per questo noi riteniamo il piacere principio e fine della vita felice, perché lo abbiamoriconosciuto bene primo e a noi congenito. Ad esso ci ispiriamo per ogni atto di scelta o di rifiuto, escegliamo ogni bene in base al sentimento del piacere e del dolore. E' bene primario e naturale pernoi, per questo non scegliamo ogni piacere. Talvolta conviene tralasciarne alcuni da cui può venircipiù male che bene, e giudicare alcune sofferenze preferibili ai piaceri stessi se un piacere piùgrande possiamo provare dopo averle sopportate a lungo. Ogni piacere dunque è bene per suaintima natura, ma noi non li scegliamo tutti. Allo stesso modo ogni dolore è male, ma non tuttisono sempre da fuggire.Bisogna giudicare gli uni e gli altri in base alla considerazione degli utili e dei danni. Certevolte sperimentiamo che il bene si rivela per noi un male, invece il male un bene. Consideriamoinoltre una gran cosa l'indipendenza dai bisogni non perché sempre ci si debba accontentare delpoco, ma per godere anche di questo poco se ci capita di non avere molto, convinti come siamoche l'abbondanza si gode con più dolcezza se meno da essa dipendiamo. In fondo ciò cheveramente serve non è difficile a trovarsi, l'inutile è difficile.I sapori semplici danno lo stesso piacere dei più raffinati, l'acqua e un pezzo di pane...

Non si è mai troppo giovani o troppo vecchi per la conoscenza della felicità. A qualsiasi etàè bello occuparsi del benessere dell'anima. Chi sostiene che non è ancora giunto il momento didedicarsi alla conoscenza di essa, o che ormai è troppo tardi, è come se andasse dicendo che non èancora il momento di essere felice, o che ormai è passata l'età. Da giovani come da vecchi è giustoche noi ci dedichiamo a conoscere la felicità. Per sentirci sempre giovani quando saremo avanticon gli anni in virtù del grato ricordo della felicità avuta in passato, e da giovani, irrobustiti in essa,per prepararci a non temere l'avvenire. Cerchiamo di conoscere allora le cose che fanno la felicità,perché quando essa c'è tutto abbiamo, altrimenti tutto facciamo per averla.Il vero saggio, come non gli dispiace vivere, così non teme di non vivere più. La vita per luinon è un male, né è un male il non vivere. Ma come dei cibi sceglie i migliori, non la quantità, cosìnon il tempo più lungo si gode, ma il più dolce. Chi ammonisce poi il giovane a vivere bene e ilvecchio a ben morire è stolto non solo per la dolcezza che c'è sempre nella vita, anche da vecchi,ma perché una sola è l'arte del ben vivere e del ben morire. Ancora peggio chi va dicendo: bellonon essere mai nato, ma, nato, al più presto varcare la porta dell' Ade.Ricordiamoci poi che il futuro non è del tutto nostro, ma neanche del tutto non nostro.Solo così possiamo non aspettarci che assolutamente s'avveri, né allo stesso modo disperare delcontrario. Così pure teniamo presente che per quanto riguarda i desideri, solo alcuni sono naturali,altri sono inutili, e fra i naturali solo alcuni quelli proprio necessari, altri naturali soltanto. Ma fra inecessari certi sono fondamentali per la felicità, altri per il benessere fisico, altri per la stessa vita.Una ferma conoscenza dei desideri fa ricondurre ogni scelta o rifiuto al benessere del corpoe alla perfetta serenità dell'animo, perché questo è il compito della vita felice, a questo noiindirizziamo ogni nostra azione, al fine di allontanarci dalla sofferenza e dall'ansia. Una voltaraggiunto questo stato ogni bufera interna cessa, perché il nostro organismo vitale non è piùbisognoso di alcuna cosa, altro non deve cercare per il bene dell'animo e del corpo. Infattiproviamo bisogno del piacere quando soffriamo per la mancanza di esso. Quando invece nonsoffriamo non ne abbiamo bisogno.Per questo noi riteniamo il piacere principio e fine della vita felice, perché lo abbiamoriconosciuto bene primo e a noi congenito. Ad esso ci ispiriamo per ogni atto di scelta o di rifiuto, escegliamo ogni bene in base al sentimento del piacere e del dolore. E' bene primario e naturale pernoi, per questo non scegliamo ogni piacere. Talvolta conviene tralasciarne alcuni da cui può venircipiù male che bene, e giudicare alcune sofferenze preferibili ai piaceri stessi se un piacere piùgrande possiamo provare dopo averle sopportate a lungo. Ogni piacere dunque è bene per suaintima natura, ma noi non li scegliamo tutti. Allo stesso modo ogni dolore è male, ma non tuttisono sempre da fuggire.Bisogna giudicare gli uni e gli altri in base alla considerazione degli utili e dei danni. Certevolte sperimentiamo che il bene si rivela per noi un male, invece il male un bene. Consideriamoinoltre una gran cosa l'indipendenza dai bisogni non perché sempre ci si debba accontentare delpoco, ma per godere anche di questo poco se ci capita di non avere molto, convinti come siamoche l'abbondanza si gode con più dolcezza se meno da essa dipendiamo. In fondo ciò cheveramente serve non è difficile a trovarsi, l'inutile è difficile.I sapori semplici danno lo stesso piacere dei più raffinati, l'acqua e un pezzo di pane...
The Fundamental Molecule Burnt Island Ventures Welcome to The Fundamental Molecule. This show explores the intersection of water, technology and entrepreneurship. Each week, Tom Ferguson, Managing Partner of Burnt Island Ventures, interviews innovators, experts, entrepreneurs and investors in the world of water, to help us understand where this trillion dollar industry is headed. These are the stories of the people building the future of the world’s most valuable and fundamental resource.Explore all of our episodes and learn more at https://www.burntislandventures.com/the-fundamental-molecule FAP Le Programme TITIRI Voici l’histoire d’une molécule chimique qui vient percuter les habitudes de vie et les traditions d’un territoire. FAP vous amène au cœur d’une pollution bien réelle qui a commencé il y’a de cela 50 ans et dont les effets se perpétuent jusqu’à ce jour. 🔸 Cette histoire prend place en Guadeloupe et en Martinique où la chlordécone, substance active de deux insecticides, Képone et Curlone, est utilisée pour lutter contre le charançon du bananier. Entre 1972 et 1993, des quantités considérables de cette molécule toxique, potentiellement cancérogène pour l’Homme sont épandues sur les sols. 🔸 Aujourd’hui on la retrouve dans les sources, les cour Live Beyond the Norms Chris Burres You want to have a spectacular life.  You want to live longer as long as you are healthy mentally and physically.  This podcast has been a vision of mine for the last two and a half years.  As I continue to share with people the astounding results, 90% extension of life in test subjects, reported in peer-reviewed published research about our molecule ESS60, I started to think about what it would be like to live longer.  Not just longer, but ALOT longer.  I also started thinking about how living longer would disrupt the vision many people had about their lives and the final years of that life.  This podcast is big enough to cover all aspects of Living Beyond the Norms but it will start and probably focus on health and longevity and the cutting-edge research which promises significantly longer and healthier living.  It will also cover the unconventional strategies employed today by today's experts to help people Live Beyond the Norms.
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