Episodio 394 - Perché non riesci a lasciare andare. Domande e risposte episode artwork

EPISODE · Jun 12, 2026 · 58 MIN

Episodio 394 - Perché non riesci a lasciare andare. Domande e risposte

from Relazioniamoci di Antonio Quaglietta · host Antonio Quaglietta

Perché dovremmo lasciare andare? Il cambiamento, di solito, porta con sé benefici fondamentali per il nostro benessere psicofisico. Quando decidiamo di mollare la presa, guadagniamo tre risorse preziose:Energia: tutto ciò che tratteniamo (spesso senza rendercene conto) consuma energia mentale, emotiva e psichica. È per questo che a volte ci sentiamo esausti senza un motivo apparente: c'è un carico sotterraneo che mantiene in piedi ciò che non lasciamo andare. Liberandocene, riacquistiamo immediatamente vitalità.Presenza: rimanere concentrati sul passato ci toglie dal momento presente, privandoci del benessere attuale.Spazio: trattenere il vecchio toglie spazio al nuovo, bloccando il flusso della vita.Spesso però ci incastriamo in un paradosso del cambiamento: vogliamo avere di più, ma senza lasciare andare nulla. Desideriamo cambiare, pretendendo però di rimanere esattamente identici a noi stessi. Cosa ci impedisce davvero di lasciare andare? La risposta sta nel prezzo che cerchiamo di evitare: il discomfort (il dolore emotivo legato al distacco).Per superare questo blocco, dobbiamo comprendere la natura del dolore:*Il dolore del lasciare andare è inevitabile, ma ha una fine.*Il dolore del trattenere è evitabile, ma dura all'infinito.Che cos'è, di fatto, lasciare andare?Non è un atto immediato, ma un percorso che richiede consapevolezza (è un processo che inizia quando ci rendiamo conto di essere attaccati a qualcosa); accettazione (significa arrendersi ai dati di realtà); scelta (è una decisione intenzionale, un atto di volontà con cui stabiliamo di non aggrapparci più)Prima di agire, dobbiamo porci una domanda fondamentale: “Sono davvero disposto a lasciare andare?”Cosa si può fare concretamente? Se la risposta alla domanda precedente è sì, ecco due strumenti pratici per aiutarti a chiudere il cerchio:Scrivere una lettera di congedo: mettere nero su bianco le proprie emozioni offre il tempo necessario per elaborare il distacco e salutare ciò che è stato. È utile scrivere sinceramente cosa sentiamo, anche esprimendo gratitudine per ciò che stiamo lasciando andare.Utilizzare la visualizzazione guidata (la galleria dei ricordi-guardi la tua storia dall'esterno, come se fossi uno spettatore in un museo; o il lancio- immagini l'oggetto del tuo attaccamento e visualizzi l'atto di lanciarlo il più lontano possibile da te).Sei disposto a lasciare andare?Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.

Perché dovremmo lasciare andare? Il cambiamento, di solito, porta con sé benefici fondamentali per il nostro benessere psicofisico. Quando decidiamo di mollare la presa, guadagniamo tre risorse preziose:Energia: tutto ciò che tratteniamo (spesso senza rendercene conto) consuma energia mentale, emotiva e psichica. È per questo che a volte ci sentiamo esausti senza un motivo apparente: c'è un carico sotterraneo che mantiene in piedi ciò che non lasciamo andare. Liberandocene, riacquistiamo immediatamente vitalità.Presenza: rimanere concentrati sul passato ci toglie dal momento presente, privandoci del benessere attuale.Spazio: trattenere il vecchio toglie spazio al nuovo, bloccando il flusso della vita.Spesso però ci incastriamo in un paradosso del cambiamento: vogliamo avere di più, ma senza lasciare andare nulla. Desideriamo cambiare, pretendendo però di rimanere esattamente identici a noi stessi. Cosa ci impedisce davvero di lasciare andare? La risposta sta nel prezzo che cerchiamo di evitare: il discomfort (il dolore emotivo legato al distacco).Per superare questo blocco, dobbiamo comprendere la natura del dolore:*Il dolore del lasciare andare è inevitabile, ma ha una fine.*Il dolore del trattenere è evitabile, ma dura all'infinito.Che cos'è, di fatto, lasciare andare?Non è un atto immediato, ma un percorso che richiede consapevolezza (è un processo che inizia quando ci rendiamo conto di essere attaccati a qualcosa); accettazione (significa arrendersi ai dati di realtà); scelta (è una decisione intenzionale, un atto di volontà con cui stabiliamo di non aggrapparci più)Prima di agire, dobbiamo porci una domanda fondamentale: “Sono davvero disposto a lasciare andare?”Cosa si può fare concretamente? Se la risposta alla domanda precedente è sì, ecco due strumenti pratici per aiutarti a chiudere il cerchio:Scrivere una lettera di congedo: mettere nero su bianco le proprie emozioni offre il tempo necessario per elaborare il distacco e salutare ciò che è stato. È utile scrivere sinceramente cosa sentiamo, anche esprimendo gratitudine per ciò che stiamo lasciando andare.Utilizzare la visualizzazione guidata (la galleria dei ricordi-guardi la tua storia dall'esterno, come se fossi uno spettatore in un museo; o il lancio- immagini l'oggetto del tuo attaccamento e visualizzi l'atto di lanciarlo il più lontano possibile da te).Sei disposto a lasciare andare?Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.

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