EPISODE · Jul 4, 2026 · 1H 5M
Episodio 397 - La cura di sé non è egoismo: come imparare ad amarsi
from Relazioniamoci di Antonio Quaglietta · host Antonio Quaglietta
Prendersi cura di sé non è un atto di egoismo. È l'atto d'amore più grande che possiamo fare per noi stessi e per le nostre relazioni. Esiste, infatti, un malinteso profondo che ci blocca ogni giorno: confondere la cura di sé con l'egoismo. L'egoismo ha a che fare con il danneggiare l'altro per un tornaconto personale. La cura di sé, invece, si muove nella direzione opposta. Non a caso, la stessa tradizione antica ci ricorda di "amare il prossimo tuo come te stesso": non puoi dare agli altri ciò che non dai prima a te. Eppure, continuiamo a ripetere che "non abbiamo tempo" per noi. Il modo in cui gestiamo questo spazio dipende dai nostri stati di coscienza – ovvero da ciò che riusciamo a percepire di noi stessi – e dalle diverse parti psicologiche che convivono dentro di noi. Ognuna di queste parti ha un rapporto diverso con la cura di sé. Nel corso della vita, per proteggerci, abbiamo sviluppato dei meccanismi automatici. Alcune parti di noi hanno letteralmente "imparato a fare a meno" del benessere personale, ognuna a modo suo: *La Crocerossina (Chi sposta la cura): È la parte che attiva la cura solo "in uscita". Si occupa costantemente degli altri per evitare di guardare se stessa.L'Iper-performante (Chi la nega con il fare): È la parte che non riesce a fermarsi perché associa il proprio valore al rendimento. Per questa parte tu vali solo se produci, solo se sei utile. Il concetto stesso di fermarsi a riposare non è previsto dal sistema.L'Evitante (Chi la teme): È la parte che ha paura di fermarsi perché l'ascolto significa avvicinarsi a sé, e avvicinarsi a sé fa paura. C'è il timore inconscio di cosa si potrebbe trovare dentro quel silenzio.L'Indegno (Chi non se lo permette): È quella sfumatura interiore che si sente profondamente inadeguata e non meritevole di attenzioni, amore o riposo.Il Rimandatore: È la parte che riconosce il bisogno, ma usa la scusa del "lo farò dopo/quando avrò tempo", spostando la cura di sé sempre un passo più in là.Tutte queste dinamiche non sono "sbagliate": sono strategie che un tempo ti hanno protetto. Per questo motivo, la soluzione non è fare la guerra a queste parti di te. Ciò che combatti si fortifica; ciò che curi si trasforma. La vera cura di sé non consiste nell'aggiungere un'altra attività stressante alla tua lista di cose da fare, ma nel togliere il comando a queste parti automatiche. Quando senti la resistenza a fermarti, prova a dialogare internamente con la parte che sta prendendo il controllo e chiedile senza giudizio: Da cosa mi stai proteggendo in questo momento? Di cosa hai bisogno per poterti rilassare? Prendersi cura di sé significa accogliere anche queste resistenze. Quando comprendi che l'Iper-performante corre solo per farti sentire amato, o che la Crocerossina cura gli altri per non sentire il proprio dolore, puoi ringraziarle, rassicurarle e riprendere in mano il timone della tua vita.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.
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Prendersi cura di sé non è un atto di egoismo. È l'atto d'amore più grande che possiamo fare per noi stessi e per le nostre relazioni. Esiste, infatti, un malinteso profondo che ci blocca ogni giorno: confondere la cura di sé con l'egoismo. L'egoismo ha a che fare con il danneggiare l'altro per un tornaconto personale. La cura di sé, invece, si muove nella direzione opposta. Non a caso, la stessa tradizione antica ci ricorda di "amare il prossimo tuo come te stesso": non puoi dare agli altri ciò che non dai prima a te. Eppure, continuiamo a ripetere che "non abbiamo tempo" per noi. Il modo in cui gestiamo questo spazio dipende dai nostri stati di coscienza – ovvero da ciò che riusciamo a percepire di noi stessi – e dalle diverse parti psicologiche che convivono dentro di noi. Ognuna di queste parti ha un rapporto diverso con la cura di sé. Nel corso della vita, per proteggerci, abbiamo sviluppato dei meccanismi automatici. Alcune parti di noi hanno letteralmente "imparato a fare a meno" del benessere personale, ognuna a modo suo: *La Crocerossina (Chi sposta la cura): È la parte che attiva la cura solo "in uscita". Si occupa costantemente degli altri per evitare di guardare se stessa.L'Iper-performante (Chi la nega con il fare): È la parte che non riesce a fermarsi perché associa il proprio valore al rendimento. Per questa parte tu vali solo se produci, solo se sei utile. Il concetto stesso di fermarsi a riposare non è previsto dal sistema.L'Evitante (Chi la teme): È la parte che ha paura di fermarsi perché l'ascolto significa avvicinarsi a sé, e avvicinarsi a sé fa paura. C'è il timore inconscio di cosa si potrebbe trovare dentro quel silenzio.L'Indegno (Chi non se lo permette): È quella sfumatura interiore che si sente profondamente inadeguata e non meritevole di attenzioni, amore o riposo.Il Rimandatore: È la parte che riconosce il bisogno, ma usa la scusa del "lo farò dopo/quando avrò tempo", spostando la cura di sé sempre un passo più in là.Tutte queste dinamiche non sono "sbagliate": sono strategie che un tempo ti hanno protetto. Per questo motivo, la soluzione non è fare la guerra a queste parti di te. Ciò che combatti si fortifica; ciò che curi si trasforma. La vera cura di sé non consiste nell'aggiungere un'altra attività stressante alla tua lista di cose da fare, ma nel togliere il comando a queste parti automatiche. Quando senti la resistenza a fermarti, prova a dialogare internamente con la parte che sta prendendo il controllo e chiedile senza giudizio: Da cosa mi stai proteggendo in questo momento? Di cosa hai bisogno per poterti rilassare? Prendersi cura di sé significa accogliere anche queste resistenze. Quando comprendi che l'Iper-performante corre solo per farti sentire amato, o che la Crocerossina cura gli altri per non sentire il proprio dolore, puoi ringraziarle, rassicurarle e riprendere in mano il timone della tua vita.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.
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