EPISODE · Jun 2, 2026
Father & Sons 386 – Holger Czukay
from RadiostART · host RadiostART
Allievo di Karlheinz Stockhausen e co-fondatore dei Can, Holger Czukay ha scardinato il rigore accademico iniettando il montaggio d’avanguardia nel corpo del Krautrock e del pop mutante. Nel ruolo di bassista, ingegnere del suono e manipolatore di nastri all’Inner Space Studio, Czukay applicava le tecniche della musica concreta all’improvvisazione radicale, distillando ore di jam ipnotiche attraverso un lavoro chirurgico di forbici e nastro adesivo. Ben prima dell’era digitale, ha anticipato il campionamento moderno e la world music con l’uso pionieristico della radio a onde corte e di dittafoni modificati, catturando frammenti dall’etere per integrarli nel flusso sonoro. Dalle intuizioni etno-ambient di Canaxis 5 (1969) fino al capolavoro solista Movies (1979), pilastro che ispirerà “My Life in the Bush of Ghosts” di Brian Eno e David Byrne, Czukay ha operato come un metodico “Dottor Frankenstein dell’era analogica”. Capace di connettere l’avanguardia colta del Novecento alla cultura pop del remix, del loop e del plunderphonics, ha ridefinito l’estetica dell’errore controllato anche attraverso storiche collaborazioni con Jah Wobble, Conny Plank e David Sylvian, consacrando il montaggio strutturale a supremo atto compositivo. TRACKLISTING: (with CAN) Father cannot yell – Paperhouse – Vitamin C – Don’t say no / (with David Sylvian) Plight / (with Rolf Dammers) Boat woman song / (with Jah Wobble) Mistery RPS / (solo) Ode to perfume – Cool in the pool – Fragrance – Ride a radio wave – Persian love Altre Informazioni
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Allievo di Karlheinz Stockhausen e co-fondatore dei Can, Holger Czukay ha scardinato il rigore accademico iniettando il montaggio d’avanguardia nel corpo del Krautrock e del pop mutante. Nel ruolo di bassista, ingegnere del suono e manipolatore di nastri all’Inner Space Studio, Czukay applicava le tecniche della musica concreta all’improvvisazione radicale, distillando ore di jam ipnotiche attraverso un lavoro chirurgico di forbici e nastro adesivo. Ben prima dell’era digitale, ha anticipato il campionamento moderno e la world music con l’uso pionieristico della radio a onde corte e di dittafoni modificati, catturando frammenti dall’etere per integrarli nel flusso sonoro. Dalle intuizioni etno-ambient di Canaxis 5 (1969) fino al capolavoro solista Movies (1979), pilastro che ispirerà “My Life in the Bush of Ghosts” di Brian Eno e David Byrne, Czukay ha operato come un metodico “Dottor Frankenstein dell’era analogica”. Capace di connettere l’avanguardia colta del Novecento alla cultura pop del remix, del loop e del plunderphonics, ha ridefinito l’estetica dell’errore controllato anche attraverso storiche collaborazioni con Jah Wobble, Conny Plank e David Sylvian, consacrando il montaggio strutturale a supremo atto compositivo. TRACKLISTING: (with CAN) Father cannot yell – Paperhouse – Vitamin C – Don’t say no / (with David Sylvian) Plight / (with Rolf Dammers) Boat woman song / (with Jah Wobble) Mistery RPS / (solo) Ode to perfume – Cool in the pool – Fragrance – Ride a radio wave – Persian love Altre Informazioni
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