Fatto l’algoritmo, trovato l’inganno episode artwork

EPISODE · Feb 4, 2025 · 3 MIN

Fatto l’algoritmo, trovato l’inganno

from Good morning privacy! · host Guido Scorza

Si dice spesso che gli algoritmi sono le leggi di questo secolo.Nessuna sorpresa, dunque, se l’antico brocardo secondo il quale “fatta la legge, trovato l’inganno”, possa efficacemente essere parafrasato in un più moderno “fatto l’algoritmo, trovato l’inganno”.A confermarlo una storia che rimbalza da YouTube dove una Youtuber, stanca di perdere visualizzazioni per colpa di una quantità enorme di video generati artificialmente e pubblicati online all’unico scopo di raccogliere views e denari ha deciso di dichiarare guerra a chi li genera.La soluzione che ha elaborato per scendere in campo è ingegnosa e sembra funzionare.Tenuto conto che i suoi concorrenti per generare i video usano largamente gli script dei sottotitoli che lei – così come milioni di youtuber in carne ed ossa – inserisce nei propri contenuti ha, semplicemente, deciso di avvelenare questi script.Per farlo vi inserisce dei contenuti privi di senso, invisibili agli occhi umani – e che quindi non disturbano il suo pubblico – ma visibili dagli algoritmi e capaci di mandarli in panne.Certo la soluzione, lo racconta lei stessa, non è efficace al 100% perché esistono rimedi attraverso i quali gli algoritmi possono evitare di cadere nel tranello ma pare sufficiente a suggerire ai più di desistere facendo risultare la partita difficile da vincere.L’iniziativa di F4mi come si fa chiamare la YouTuber protagonista di questa originale battaglia da Davide contro Golia, peraltro, si inserisce nell’ambito di un autentico movimento di resistenza che va diffondendosi sul web contro i crawler delle grandi fabbriche di intelligenza artificiale che continuano a fare razzia di ogni genere di contenuto talvolta persino ignorando i comandi con i quali i gestori dei siti rappresentano la volontà di passare oltre e tenere giù le mani da dati, informazioni e contenuti pubblicati online.Una partita quella in corso da seguire con il fiato sospeso.Al contempo l’idea di F4mi fa sorgere un sospetto.E se la stessa tecnica di avvelenamento dei pozzi di approvvigionamento dei modelli algoritmici fosse adottata anche da chi rende disponibili dati, informazioni e contenuti utilizzati dagli algoritmi per risolvere problemi – con tutto il rispetto per la generazione di contenuti destinati a raccogliere visualizzazioni su YouTube – più seri?Non c’è il rischio che questi avvelenamenti a monte producano disastrose decisioni algoritmiche a valle?E, in ogni caso, non varrebbe la pena affrontare e risolvere una volta per tutte la questione?Possibile che debbano essere mercato e industria a decidere se sia normale e sostenibile, nella dimensione della concorrenza e in quella della democrazia, che pochi trasformino in asset tecno-commerciali dati, informazioni e contenuti di miliardi di persone?A questa idea proprio non convince.Ma, naturalmente, parliamone.Frattanto buona giornata e, naturalmente, good morning privacy.

Si dice spesso che gli algoritmi sono le leggi di questo secolo.Nessuna sorpresa, dunque, se l’antico brocardo secondo il quale “fatta la legge, trovato l’inganno”, possa efficacemente essere parafrasato in un più moderno “fatto l’algoritmo, trovato l’inganno”.A confermarlo una storia che rimbalza da YouTube dove una Youtuber, stanca di perdere visualizzazioni per colpa di una quantità enorme di video generati artificialmente e pubblicati online all’unico scopo di raccogliere views e denari ha deciso di dichiarare guerra a chi li genera.La soluzione che ha elaborato per scendere in campo è ingegnosa e sembra funzionare.Tenuto conto che i suoi concorrenti per generare i video usano largamente gli script dei sottotitoli che lei – così come milioni di youtuber in carne ed ossa – inserisce nei propri contenuti ha, semplicemente, deciso di avvelenare questi script.Per farlo vi inserisce dei contenuti privi di senso, invisibili agli occhi umani – e che quindi non disturbano il suo pubblico – ma visibili dagli algoritmi e capaci di mandarli in panne.Certo la soluzione, lo racconta lei stessa, non è efficace al 100% perché esistono rimedi attraverso i quali gli algoritmi possono evitare di cadere nel tranello ma pare sufficiente a suggerire ai più di desistere facendo risultare la partita difficile da vincere.L’iniziativa di F4mi come si fa chiamare la YouTuber protagonista di questa originale battaglia da Davide contro Golia, peraltro, si inserisce nell’ambito di un autentico movimento di resistenza che va diffondendosi sul web contro i crawler delle grandi fabbriche di intelligenza artificiale che continuano a fare razzia di ogni genere di contenuto talvolta persino ignorando i comandi con i quali i gestori dei siti rappresentano la volontà di passare oltre e tenere giù le mani da dati, informazioni e contenuti pubblicati online.Una partita quella in corso da seguire con il fiato sospeso.Al contempo l’idea di F4mi fa sorgere un sospetto.E se la stessa tecnica di avvelenamento dei pozzi di approvvigionamento dei modelli algoritmici fosse adottata anche da chi rende disponibili dati, informazioni e contenuti utilizzati dagli algoritmi per risolvere problemi – con tutto il rispetto per la generazione di contenuti destinati a raccogliere visualizzazioni su YouTube – più seri?Non c’è il rischio che questi avvelenamenti a monte producano disastrose decisioni algoritmiche a valle?E, in ogni caso, non varrebbe la pena affrontare e risolvere una volta per tutte la questione?Possibile che debbano essere mercato e industria a decidere se sia normale e sostenibile, nella dimensione della concorrenza e in quella della democrazia, che pochi trasformino in asset tecno-commerciali dati, informazioni e contenuti di miliardi di persone?A questa idea proprio non convince.Ma, naturalmente, parliamone.Frattanto buona giornata e, naturalmente, good morning privacy.

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Fatto l’algoritmo, trovato l’inganno

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RAISING THE BAR MUSICHYPEBEAST The RAISING THE BAR Podcast is dedicated to providing a fresh and unconventional broadcast platform for the biggest names in music and entertainment.The interview insight provided by the staff of MUSICHYPEBEAST separates us from the pack. The passion of RAISING THE BAR podcast is fueled by Millennial Music culture. Hosted on Acast. See acast.com/privacy for more information. CISO Perspectives (public) N2K Networks This season on CISO Perspectives, host Kim Jones explores some of the challenges of leading through uncertainty. We explore the complexity of the changing nature of regulation and working with the federal government, the evolution of privacy and fraud, and how emerging technologies like AI and quantum computing are changing cyber. When you don’t know what questions to ask, you’re afraid to ask, or don’t know who to ask, CISO Perspectives provides the foundation for learning in this brave new world. Tao Te Ching by Laozi (Author), Stephen Mitchell (Full Audiobook) Laozi Lao-tzu's Tao Te Ching, or Book of the Way, is the classic manual on the art of living, and one of the wonders of the world. In eighty-one brief chapters, the Tao Te Ching looks at the basic predicament of being alive and gives advice that imparts balance and perspective, a serene and generous spirit. This book is about wisdom in action. It teaches how to work for the good with the effortless skill that comes from being in accord with the Tao (the basic principle of the universe) and applies equally to good government and sexual love; to child rearing, business, and ecology.Stephen Mitchell's bestselling version has been widely acclaimed as a gift to contemporary culture. Al-Quran In English Dr. Soha The complete Quran translation in English, Narrated by Dr. Soha. Hosted on Acast. See acast.com/privacy for more information.

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How long is this episode of Good morning privacy!?

This episode is 3 minutes long.

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This episode was published on February 4, 2025.

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