EPISODE · Jul 9, 2026 · 1H 21M
Francesco Bruni: «Comprendere la regia è un percorso molto lungo e io sono un po' in ritardo»
from Dicono di te · host Malcom Pagani - Chora e Tenderstories
Ep. 146: Dice che, se continuerà a fare il regista, bisognerà che cominci a guardarsi «anche un po' fuori da me». In questa intervista con Malcom Pagani, Francesco Bruni ripercorre il trasloco a Livorno, l'amicizia storica con Paolo Virzì e gli anni della formazione al Centro Sperimentale, tra partite a palletta in corridoio e l'affiancamento a giganti come Suso Cecchi D'Amico e Furio Scarpelli. La conversazione è punteggiata di aneddoti, dal rifiuto di incassare le provocazioni di Claudio Caligari al loro primo incontro, fino all'esperienza con Spike Lee, definita «una delle più grandi delusioni umane e professionali». Passato tardivamente dietro la macchina da presa con "Scialla!", grazie all'intuizione di Beppe Caschetto, Bruni affronta anche il capitolo più crudo della sua vita: un tumore vissuto nell'attesa come un «dead man walking», malattia che ha fatto evaporare vecchi amici, e che gli ha insegnato a misurare il tempo residuo, come Nanni Moretti nella scena del metro in "Aprile". Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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Ep. 146: Dice che, se continuerà a fare il regista, bisognerà che cominci a guardarsi «anche un po' fuori da me». In questa intervista con Malcom Pagani, Francesco Bruni ripercorre il trasloco a Livorno, l'amicizia storica con Paolo Virzì e gli anni della formazione al Centro Sperimentale, tra partite a palletta in corridoio e l'affiancamento a giganti come Suso Cecchi D'Amico e Furio Scarpelli. La conversazione è punteggiata di aneddoti, dal rifiuto di incassare le provocazioni di Claudio Caligari al loro primo incontro, fino all'esperienza con Spike Lee, definita «una delle più grandi delusioni umane e professionali». Passato tardivamente dietro la macchina da presa con "Scialla!", grazie all'intuizione di Beppe Caschetto, Bruni affronta anche il capitolo più crudo della sua vita: un tumore vissuto nell'attesa come un «dead man walking», malattia che ha fatto evaporare vecchi amici, e che gli ha insegnato a misurare il tempo residuo, come Nanni Moretti nella scena del metro in "Aprile". Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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Francesco Bruni: «Comprendere la regia è un percorso molto lungo e io sono un po' in ritardo»
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