EPISODE · Mar 7, 2024 · 33 MIN
Haiti non è un pranzo di gala, ma neanche una rivoluzione
from Mexico e Caribe in fiamme · host I Bastioni di Orione
Un Barbecue estremohttps://ogzero.org/tag/haiti/Haiti non è riconducibile a nessuno stereotipo: Jovenel Moïse è stato ucciso da presidente, ormai son quasi tre anni. Il caos non è mai rientrato, forse perché era presente già quando era in vita, forse dai tempi di Aristide non è più stato un paese "normale", qualunque cosa significhi.Il paese da sempre si manifesta con situazioni estreme, e anche la ferocia, pure gli affari – per lo più loschi – si collocano su un piano di estremo conflitto e al limite di ogni potenziale strategia di sopravvivenza e gestione di un potere spartitorio di un'estrema povertà. Al punto che anche il disinteresse internazionale è estremamente inaudito, finché l'esplosione di violenza e il rifiuto del sistema di potere raggiunge il parossismo, le galere vengono spalancate e le gang controllano il territorio, bloccano gli aeroporti per impedire il rientro di Ariel Henry, il premier impostosi – con l'aiuto degli Usa – alla morte di Jovenel Moïse. Nessuno è legittimato da nulla e la popolazione si difende a livello territoriale dalle gang, la polizia corrotta e debole chiede aiuto a quella internazionale, ma nemmeno l'Onu interviene direttamente, lasciando la patata bollente a paesi africani come il Kenya (addestrati dai carabinieri italici di Donna Meloni).Un groviglio etremamente ingarbugliato da cui ci districa Roberto Codazzi @kudablog
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Un Barbecue estremohttps://ogzero.org/tag/haiti/Haiti non è riconducibile a nessuno stereotipo: Jovenel Moïse è stato ucciso da presidente, ormai son quasi tre anni. Il caos non è mai rientrato, forse perché era presente già quando era in vita, forse dai tempi di Aristide non è più stato un paese "normale", qualunque cosa significhi.Il paese da sempre si manifesta con situazioni estreme, e anche la ferocia, pure gli affari – per lo più loschi – si collocano su un piano di estremo conflitto e al limite di ogni potenziale strategia di sopravvivenza e gestione di un potere spartitorio di un'estrema povertà. Al punto che anche il disinteresse internazionale è estremamente inaudito, finché l'esplosione di violenza e il rifiuto del sistema di potere raggiunge il parossismo, le galere vengono spalancate e le gang controllano il territorio, bloccano gli aeroporti per impedire il rientro di Ariel Henry, il premier impostosi – con l'aiuto degli Usa – alla morte di Jovenel Moïse. Nessuno è legittimato da nulla e la popolazione si difende a livello territoriale dalle gang, la polizia corrotta e debole chiede aiuto a quella internazionale, ma nemmeno l'Onu interviene direttamente, lasciando la patata bollente a paesi africani come il Kenya (addestrati dai carabinieri italici di Donna Meloni).Un groviglio etremamente ingarbugliato da cui ci districa Roberto Codazzi @kudablog
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Haiti non è un pranzo di gala, ma neanche una rivoluzione
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