I conti con l’energia | Il Corsivo di Venerdì 04 Luglio 2025 episode artwork

EPISODE · Jul 4, 2025 · 3 MIN

I conti con l’energia | Il Corsivo di Venerdì 04 Luglio 2025

from Il Corsivo di Daniele Biacchessi · host Giornale Radio

Ci è capitato ieri di leggere alcuni dati pubblicati dall’Energy Institute di Londra, secondo i quali, per la prima volta dal 2006, la domanda di energia nel mondo è cresciuta in tutte le sue componenti: dal carbone al nucleare, dal petrolio alle rinnovabili. La cosa, ovviamente, comporta, anche un netto aumento delle emissioni di CO2 dovute al maggiore utilizzo degli idrocarburi e del carbone che, non a caso, nel 2024, raggiungono il loro record storico. La Cina, come è noto, rimane il più grande emettitore di CO2 al mondo - con almeno un terzo di tutte le emissioni planetarie - realizzando più del 60% della sua produzione elettrica attraverso il carbone: ed a questo proposito, va ricordato che, proprio mentre scriviamo queste nostre righe, sono sulla rampa di lancio cinese almeno 100 nuove centrali elettriche a carbone. Per contro, sempre la Cina guadagna anche il primato nel campo degli impianti fotovoltaici ed eolici, ospitandone non meno del 50% di quelli presenti in tutto il pianeta. Quindi il Paese asiatico è allo stesso tempo il più grande protagonista al mondo nelle energie rinnovabili, ma anche il più grande inquinatore di CO2. Inoltre, sempre lo scorso anno, si è pure toccato un nuovo picco di produzione petrolifera negli Stati Uniti, con oltre 20 milioni di barili al giorno che - pensate un po’ - da soli rappresentano una quantità che è pari alla somma di quelli che, solitamente, riescono a sfornare Russia e Arabia Saudita messe insieme. E pure per quanto concerne il gas naturale, le produzioni globali sono rimaste assai elevate, con gli USA che, anche in questo campo, guidano la classifica internazionale con oltre 1000 miliardi di metri cubi prodotti. Tutto questo significa, essenzialmente, che la crescita dell’economia mondiale non può fare a meno di continui aumenti di produzione energetica, ai quali però non è possibile far fronte ricorrendo esclusivamente alle fonti rinnovabili: intanto perchè queste ultime non sono sufficienti rispetto all’aumento della domanda e poi perché la loro caratteristica specifica è proprio quella di essere discontinue, non programmabili e, quindi, inadeguate per rispondere a esigenze di tipo costante quali sono, ad esempio, quelle peculiari a settori come sanità o trasporti. In questo contesto, diventa, dunque, abbastanza chiaro come l’ostinarsi a sognare il raggiungimento, in tempi brevi, di un mondo totalmente decarbonizzato, significhi, più che altro, non voler fare, assolutamente, i conti con la realtà. Così come appare del tutto velleitaria la pretesa europea di toccare lo stesso traguardo, entro il 2050: a meno che, non si voglia optare per una decrescita economica che, comunque – stiamone certi - nelle sue conseguenze sociali, non sarebbe affatto “felice”. Pertanto, se il Vecchio Continente si accontenta di poter vantare qualche sterile primato morale, faccia pure... tanto, il problema delle emissioni inquinanti, nella sua dimensione globale, resterebbe sostanzialmente inalterato, visto che quelle europee non raggiungono neanche il 7% delle complessive e visto anche che, ben difficilmente, Paesi come USA, Cina, India, Russia o Indonesia, saranno mai disposti a seguire il nostro nobile, ma irresponsabile esempio. Ed a conferma di quanto stiamo dicendo, basti considerare che, se da un momento all’altro, tutte le industrie europee sparissero nel nulla, dal punto di vista delle emissioni globali di CO2 le conseguenze sarebbero praticamente irrilevanti. Rifletta bene, quindi, Bruxelles prima di mettere in gioco tutto ciò che, fino ad oggi, ha definito e caratterizzato il nostro essere europei. "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3 Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it

Ci è capitato ieri di leggere alcuni dati pubblicati dall’Energy Institute di Londra, secondo i quali, per la prima volta dal 2006, la domanda di energia nel mondo è cresciuta in tutte le sue componenti: dal carbone al nucleare, dal petrolio alle rinnovabili. La cosa, ovviamente, comporta, anche un netto aumento delle emissioni di CO2 dovute al maggiore utilizzo degli idrocarburi e del carbone che, non a caso, nel 2024, raggiungono il loro record storico. La Cina, come è noto, rimane il più grande emettitore di CO2 al mondo - con almeno un terzo di tutte le emissioni planetarie - realizzando più del 60% della sua produzione elettrica attraverso il carbone: ed a questo proposito, va ricordato che, proprio mentre scriviamo queste nostre righe, sono sulla rampa di lancio cinese almeno 100 nuove centrali elettriche a carbone. Per contro, sempre la Cina guadagna anche il primato nel campo degli impianti fotovoltaici ed eolici, ospitandone non meno del 50% di quelli presenti in tutto il pianeta. Quindi il Paese asiatico è allo stesso tempo il più grande protagonista al mondo nelle energie rinnovabili, ma anche il più grande inquinatore di CO2. Inoltre, sempre lo scorso anno, si è pure toccato un nuovo picco di produzione petrolifera negli Stati Uniti, con oltre 20 milioni di barili al giorno che - pensate un po’ - da soli rappresentano una quantità che è pari alla somma di quelli che, solitamente, riescono a sfornare Russia e Arabia Saudita messe insieme. E pure per quanto concerne il gas naturale, le produzioni globali sono rimaste assai elevate, con gli USA che, anche in questo campo, guidano la classifica internazionale con oltre 1000 miliardi di metri cubi prodotti. Tutto questo significa, essenzialmente, che la crescita dell’economia mondiale non può fare a meno di continui aumenti di produzione energetica, ai quali però non è possibile far fronte ricorrendo esclusivamente alle fonti rinnovabili: intanto perchè queste ultime non sono sufficienti rispetto all’aumento della domanda e poi perché la loro caratteristica specifica è proprio quella di essere discontinue, non programmabili e, quindi, inadeguate per rispondere a esigenze di tipo costante quali sono, ad esempio, quelle peculiari a settori come sanità o trasporti. In questo contesto, diventa, dunque, abbastanza chiaro come l’ostinarsi a sognare il raggiungimento, in tempi brevi, di un mondo totalmente decarbonizzato, significhi, più che altro, non voler fare, assolutamente, i conti con la realtà. Così come appare del tutto velleitaria la pretesa europea di toccare lo stesso traguardo, entro il 2050: a meno che, non si voglia optare per una decrescita economica che, comunque – stiamone certi - nelle sue conseguenze sociali, non sarebbe affatto “felice”. Pertanto, se il Vecchio Continente si accontenta di poter vantare qualche sterile primato morale, faccia pure... tanto, il problema delle emissioni inquinanti, nella sua dimensione globale, resterebbe sostanzialmente inalterato, visto che quelle europee non raggiungono neanche il 7% delle complessive e visto anche che, ben difficilmente, Paesi come USA, Cina, India, Russia o Indonesia, saranno mai disposti a seguire il nostro nobile, ma irresponsabile esempio. Ed a conferma di quanto stiamo dicendo, basti considerare che, se da un momento all’altro, tutte le industrie europee sparissero nel nulla, dal punto di vista delle emissioni globali di CO2 le conseguenze sarebbero praticamente irrilevanti. Rifletta bene, quindi, Bruxelles prima di mettere in gioco tutto ciò che, fino ad oggi, ha definito e caratterizzato il nostro essere europei. "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale...

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Piramidi Club The Bitcoin Butcher La Migliore Pizza di Firenze On va refaire le monde X "En mode coach" Lola Bon. J’ai décidé d’aborder des sujets dont on ne parle pas, par peur du jugement de l’autre, par pudeur, par insignifiance, ou par manque d’envie.Le sexe est pourtant partout. Il fait partie intégrante des relations humaines, qu’elles soient amoureuses, amicales, professionnelles, cordiales ou même fortuites. Et pourtant, on n’en parle pas, ou pas assez, ou juste pas de la bonne manière.Moi, je veux parler du sexe, du vrai, celui qui est là, devant nous, et qu’on ignore…Bienvenue sur : On va refaire le monde X En mode coach. La Finanza in Soldoni Massimo Famularo - Hypercast Podcast e newsletter indipendente di informazione ed educazione finanziaria.Nessuno mi paga per vendervi niente e voi non mi pagate per dirvi in cosa investire. Newsletter http://lafinanzainsoldoni.substack.com/Youtubehttps://www.youtube.com/c/MassimoFamularoBloghttps://massimofamularo.com/X(ex-Twitter)https://x.com/MassimoFamularo---Questo podcast fa parte di Hypercast Network — 📧 Per proposte commerciali scrivi a: [email protected] Le comptoir de la psychologie Le comptoir de la psychologie Je suis Jo, psychologue clinicienne et j'ai crée ce podcast afin de rendre accessible les différents reliefs de la psychologie. Il s'agit d'un travail de construction et de déconstruction pour apprendre et s'ouvrir autour des différents thèmes que logent la psychologie et la psychanalyse. J'aborde le métier du psychologue et de sa rencontre mais aussi ses outils, concepts, représentations, symptômes etc... Pour me soutenir, j'ai crée une page Patreon : https://www.patreon.com/lecomptoirdelapsychologie Merci beaucoup pour vos contributions ainsi que vos encouragements, vos retours ❤️ Bonnes écoutes :-) Contact : [email protected] Hébergé par Acast. Visitez acast.com/privacy pour plus d'informations.

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This episode was published on July 4, 2025.

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