EPISODE · Oct 24, 2024 · 6 MIN
“Il complotto di Tirana”, intervista al regista Manfredi Lucibello
from FRED Film Radio - Italian Channel
Alla 19ª edizione della Festa del Cinema di Roma, FRED Film Radio ha incontrato Manfredi Lucibello, regista de “Il complotto di Tirana”, documentario presentato nella sezione Freestyle. Una riflessione su realtà e finzione Ne “Il complotto di Tirana” Manfredi Lucibello racconta una storia che potrebbe essere tranquillamente presa da un copione cinematografico e in cui realtà e finzione si mescolano continuamente. “Dentro di me c'era e c'è tutt'ora una grande riflessione su cos'è la realtà e su cos'è la finzione. Perché in fondo il mio lavoro si gioca in quel confine lì. Faccio sia documentari che film di finzione”, racconta il regista. “Però nel mio caso, a volte, i miei film di finzione sono più reali dei documentari che ho fatto. E questo film è un po' una risposta, perché non c'è differenza tra i due. Quello che conta in fondo sono i sentimenti, perché sono veri. Ne Il complotto di Tirana si tratta di giocare tra questi due elementi per arrivare a raccontare l'essenza di un'opera d'arte”. I veri valore dell’arte Se questa storia venisse raccontata come un film di finzione, quale sarebbe il genere perfetto per raccontarla? “Cè di mezzo il thriller, senza dubbio”, commenta Manfredi Lucibello. "Però c'è anche il racconto di una grande passione. Perché Marco Lavagetto ha fatto quello che ha fatto per dimostrare che la vera finzione è il mercato dell'arte. Era anche una sua rivalza verso un mondo che non l'aveva mai apprezzato veramente. Con il suo gesto li ha messi alla berlina. Dentro di lui ci sono i veri valori dell'artista. Quelli che magari non escono fuori nel mercato, ma che ti aiutano a portare avanti un'idea di arte”.
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Alla 19ª edizione della Festa del Cinema di Roma, FRED Film Radio ha incontrato Manfredi Lucibello, regista de “Il complotto di Tirana”, documentario presentato nella sezione Freestyle. Una riflessione su realtà e finzione Ne “Il complotto di Tirana” Manfredi Lucibello racconta una storia che potrebbe essere tranquillamente presa da un copione cinematografico e in cui realtà e finzione si mescolano continuamente. “Dentro di me c'era e c'è tutt'ora una grande riflessione su cos'è la realtà e su cos'è la finzione. Perché in fondo il mio lavoro si gioca in quel confine lì. Faccio sia documentari che film di finzione”, racconta il regista. “Però nel mio caso, a volte, i miei film di finzione sono più reali dei documentari che ho fatto. E questo film è un po' una risposta, perché non c'è differenza tra i due. Quello che conta in fondo sono i sentimenti, perché sono veri. Ne Il complotto di Tirana si tratta di giocare tra questi due elementi per arrivare a raccontare l'essenza di un'opera d'arte”. I veri valore dell’arte Se questa storia venisse raccontata come un film di finzione, quale sarebbe il genere perfetto per raccontarla? “Cè di mezzo il thriller, senza dubbio”, commenta Manfredi Lucibello. "Però c'è anche il racconto di una grande passione. Perché Marco Lavagetto ha fatto quello che ha fatto per dimostrare che la vera finzione è il mercato dell'arte. Era anche una sua rivalza verso un mondo che non l'aveva mai apprezzato veramente. Con il suo gesto li ha messi alla berlina. Dentro di lui ci sono i veri valori dell'artista. Quelli che magari non escono fuori nel mercato, ma che ti aiutano a portare avanti un'idea di arte”.
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