EPISODE · Feb 28, 2023 · 1H 7M
Il test molecolare PCR (episodio_01)
from COVID REWIND · host Conrad Valletta
Il “fenomeno COVID” è un castello di carte. Ma la proverbiale fragilità dell’intelaiatura ha, purtroppo, beneficiato di un consolidamento, nonché di una stratificazione, a causa del reiterarsi delle menzogne. Le fondamenta di tale castello di carte vanno individuate proprio nei tamponi col metodo PCR. Non è, quindi, accidentale che il primo episodio sia stato dedicato allo strumento primario delle cronache pandemiche e considerato – a torto, appunto – quale rilevatore indiscutibile della presenza del Sars-Cov2.Questa bugia patologica ha innescato il principale esecrabile sofisma: un individuo “c’ha il Covid” perché positivo al tampone PCR; su tale impostura sono stati costruiti i piani successivi, che hanno condotto a un efficace processo di rimozione della logica, del pensiero scientifico e dello spirito critico, in generale.COVID REWIND intervista il dottor Stefano Scoglio.L'episodio è stato offerto da VIVERE ALCALINO ed è stato reso possibile grazie al contributo tecnico di MOGAR.Un ringraziamento particolare va a:— Lucio Daniele, per la ricerca del prezioso materiale d'archivio— Gennaro Tatarella, per il proficuo contributo tecnicoAlcune note biografiche sull'ospite della puntata:Autore di un corposo volume intitolato “Apandemia”, ai più remoti titoli accademici ad indirizzo umanistico (in giurisprudenza, in filosofia e in scienze politiche), Stefano Scoglio ha unito quello in microbiologia. È, poi, omeopata, nonché direttore del Centro di ricerche nutriterapiche di Urbino, città dove Scoglio è nato e da cui, di sicuro, ha tratto quell’afflato rinascimentale che lo ha sollecitato alla conoscenza enciclopedica che, senz’altro, gli è servita per fare le pulci a gran parte della documentazione scientifica che ha animato il dibattito sulla Covid-19.
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Il “fenomeno COVID” è un castello di carte. Ma la proverbiale fragilità dell’intelaiatura ha, purtroppo, beneficiato di un consolidamento, nonché di una stratificazione, a causa del reiterarsi delle menzogne. Le fondamenta di tale castello di carte vanno individuate proprio nei tamponi col metodo PCR. Non è, quindi, accidentale che il primo episodio sia stato dedicato allo strumento primario delle cronache pandemiche e considerato – a torto, appunto – quale rilevatore indiscutibile della presenza del Sars-Cov2.Questa bugia patologica ha innescato il principale esecrabile sofisma: un individuo “c’ha il Covid” perché positivo al tampone PCR; su tale impostura sono stati costruiti i piani successivi, che hanno condotto a un efficace processo di rimozione della logica, del pensiero scientifico e dello spirito critico, in generale.COVID REWIND intervista il dottor Stefano Scoglio.L'episodio è stato offerto da VIVERE ALCALINO ed è stato reso possibile grazie al contributo tecnico di MOGAR.Un ringraziamento particolare va a:— Lucio Daniele, per la ricerca del prezioso materiale d'archivio— Gennaro Tatarella, per il proficuo contributo tecnicoAlcune note biografiche sull'ospite della puntata:Autore di un corposo volume intitolato “Apandemia”, ai più remoti titoli accademici ad indirizzo umanistico (in giurisprudenza, in filosofia e in scienze politiche), Stefano Scoglio ha unito quello in microbiologia. È, poi, omeopata, nonché direttore del Centro di ricerche nutriterapiche di Urbino, città dove Scoglio è nato e da cui, di sicuro, ha tratto quell’afflato rinascimentale che lo ha sollecitato alla conoscenza enciclopedica che, senz’altro, gli è servita per fare le pulci a gran parte della documentazione scientifica che ha animato il dibattito sulla Covid-19.
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