EPISODE · Mar 18, 2026 · 16 MIN
Intervista a Maysa Bucci
from BOB is in the air · host Lipto Podcast
Nel brano iniziale dell'intervista "Cose solo nostre" Maysa racconta quelle cose che restano tra duepersone che si sono amate: è come un filo invisibile esottilissimo, che nessuno può spezzare o frantumare. Nessunopuò interferire con il ricordo che esiste tra loro.: c’è la consapevolezza del cambiamento,di un rapporto ormai svanito, e la necessità di fare i conti conciò che è stato.Maysa canta di “affogare nel mio bere” e diessere “obbligata a pagare le pene a mie spese”: quando sicommette un errore, c’è sempre qualcosa da scontare.Le parole dette, il caos di un rapporto instabile, le promessenon mantenute, i sogni diventati polvere – quei sogni che sisperava di realizzare insieme a quella persona, come nel verso“un giorno sognavo Parigi con te” – emergono con forza nel testo.Questo progetto è stato scritto all’inizio del 2024, prima di “Carta straccia”, ma Maysa ha sentitol’esigenza emotiva di pubblicarlo solo dopo. Durante la scrittura, la seconda strofa è stata la parte piùdifficile da definire, finché non ha lasciato spazio al suo “parlato”: un modo di esprimersi che larappresenta e che le permette di far uscire rabbia, tristezza e dolore.“Cose solo nostre” è una ballad che entra in testa e ci resta a lungo.Ancora una volta Maysa sceglie di non mettere a tacere le proprie emozioni: il brano è un vero eproprio “urlo”, un modo per buttare fuori tutto prima che le emozioni la soffochino. In questoprogetto c’è la consapevolezza di un passato da lasciare alle spalle con un sorriso e una grandeleggerezza d’animo: la maturità di chi ha intrapreso un autentico percorso di rinascita personale.
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Nel brano iniziale dell'intervista "Cose solo nostre" Maysa racconta quelle cose che restano tra duepersone che si sono amate: è come un filo invisibile esottilissimo, che nessuno può spezzare o frantumare. Nessunopuò interferire con il ricordo che esiste tra loro.: c’è la consapevolezza del cambiamento,di un rapporto ormai svanito, e la necessità di fare i conti conciò che è stato.Maysa canta di “affogare nel mio bere” e diessere “obbligata a pagare le pene a mie spese”: quando sicommette un errore, c’è sempre qualcosa da scontare.Le parole dette, il caos di un rapporto instabile, le promessenon mantenute, i sogni diventati polvere – quei sogni che sisperava di realizzare insieme a quella persona, come nel verso“un giorno sognavo Parigi con te” – emergono con forza nel testo.Questo progetto è stato scritto all’inizio del 2024, prima di “Carta straccia”, ma Maysa ha sentitol’esigenza emotiva di pubblicarlo solo dopo. Durante la scrittura, la seconda strofa è stata la parte piùdifficile da definire, finché non ha lasciato spazio al suo “parlato”: un modo di esprimersi che larappresenta e che le permette di far uscire rabbia, tristezza e dolore.“Cose solo nostre” è una ballad che entra in testa e ci resta a lungo.Ancora una volta Maysa sceglie di non mettere a tacere le proprie emozioni: il brano è un vero eproprio “urlo”, un modo per buttare fuori tutto prima che le emozioni la soffochino. In questoprogetto c’è la consapevolezza di un passato da lasciare alle spalle con un sorriso e una grandeleggerezza d’animo: la maturità di chi ha intrapreso un autentico percorso di rinascita personale.
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