EPISODE · Oct 17, 2024
Isola di Reichenau - Hortulus e diagonale
from Cultureland Germany - Storie di arte, design e musica
Una piccola strada, un filo stiracchiato di cemento e ferro che rimane a galla, in equilibrio sulle acque del lago di Costanza. Questo, insieme agli sguardi dei miei abitanti, tesi, alcuni sul versante svizzero e altri su quello tedesco, rimane l’unico collegamento tra me, l’Isola di Reichenau, e il resto del continente. Una strada che comincia 2900 chilometri più a nord, a Rügen, attraversa tutto il paese, e tra gli alberi tedeschi della riserva naturale di Wollmatinger Reid comincia il suo ultimo tratto, dove acquisisce il nome di Piminstraße; continua poi ad allungarsi, enfatizzando il fatto d’essere l’unica alternativa d’entrata e uscita per chi non sappia nuotare (o volare), e poi si addentra nella ricca pianura alluvionale, accolta dalla chiesa di San Giorgio, terra di latte e miele, soprannominata Isola delle Verdure dal grande monaco dell’isola, e qui la strada viene a morire, sulle spiagge dove l’acqua muta le sue tonalità e le piccole pietre tonde solleticano i piedi. Gli ultimi metri per raggiungermi conducono sopra una diga, vicina a compiere i duecento anni, fiancheggiata da file di pioppi riflessi nelle acque circostanti. Sotto la volta verde della vegetazione, la vita quotidiana si allontana sempre di più, e per un attimo l'acqua balugina tra i tronchi degli alberi e le canne, il cielo si apre e la mia terra si estende. Il grande monaco era Valafrido Strabone, noto anche a causa della sua vista zoppicante: letterato, poeta, glossatore di pregio, oltre che ecclesiastico dal pollice verde, viveva qui da me, tra gli orti del convento, e con l'accumularsi dell’esperienza, sia grazie alla mia vegetazione che ai suoi viaggi, più di 1200 anni fa arrivò a comporre l’Hortulus, che oggi definiremmo il primo manuale di giardinaggio d’Europa, intreccio di cultura e coltura. E immagino che già a quell’epoca, persino Valafrido avesse rinvenuto alcuni dei resti preistorici che si trovano qui a Reichenau tra i vari siti palafitticoli di diverse migliaia di anni fa, quando i primi uomini costruirono abitazioni sospese, poggiate su pali di legno che oggi riposano sul fondo del lago. Cosa interessante, sempre affascinante, è come su quei fondi il tempo abbia una cura particolare per quello che lo circonda, una grazia che permette a vari oggetti, organici e meno, di conservare una freschezza tutta loro, isolati dagli effetti dell’ossigeno e protetti dalla lente acquatica delle torbiere. Di questi fondali, io Reichenau, se ne possono osservare le superfici, lisce e pazienti, increspate dagli ami delle canne dei pescatori giù nell’Untersee, mentre i turisti osservano l’isola dall’alto del punto di panoramico di Hochwart e i ciclisti pedalano tra i campi di ortaggi e vigneti. Da molti di questi punti rimangono visibili le due torri della chiesa di San Pietro e Paolo, le tegole rosse dei loro tetti che trasmettono conforto anche agli ultimi arrivati, una familiarità che aiuta ad addentrarsi nella mia terra. La stessa sensazione è data dalle altre due chiese romaniche del centro: la Cattedrale di Santa Maria e San Marco, ex chiesa dell'abbazia benedettina, e la Chiesa di San Giorgio, con i suoi famosi dipinti murali. Conservo, come tutte le isole, una mia linea, una mia disciplina, arricchita dalle storie ed esperienze di quella strada che passa per tutto il paese e che qui viene a depositarle, qui sulle rive d’acque, confini tra paesi, all’ombra delle piante del monaco dal pollice verde. L' isola di Reichenau e i siti palafitticoli si trovano all'interno dell'ITINERARIO WELLNESS presente sul sito ufficiale dell'ente turistico tedesco. Consultalo per idee di viaggio alla scoperta dei siti UNESCO della Germania
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