J-TACTICS-Il texano dagli occhi di ghiaccio (S03 E02) episode artwork

EPISODE · Sep 24, 2020 · 1H 53M

J-TACTICS-Il texano dagli occhi di ghiaccio (S03 E02)

from J-TACTICS's show · host J-TACTICS

Il titolo della seconda puntata della terza stagione di J-TACTICS, trae spunto​ da:​​ "Il texano dagli occhi di ghiaccio” che è un film del 1976 diretto da Clint Eastwood.Josey Wales è un uomo dedito al pesante lavoro nei campi della sua piccola proprietà, che attornia la sua casa nel Missouri, insieme alla moglie e al figlio. Nonostante egli sia riuscito a rimanere fuori dalla guerra di Secessione, come milioni di altri americani dell’epoca ne rimane vittima: un gruppo di cavalieri nordisti, comandati dal fanatico capitano Terrill, arriva in zona per una scorreria in territorio nemico, stermina la sua famiglia e distrugge la sua casa; egli accorre ma viene tramortito da un soldato nordista e da questi risparmiato solo perché creduto morto.Senza più nulla di suo, si unisce alle bande sudiste per combattere gli assassini della sua famiglia.Inizia un lungo peregrinare, dove Josey troverà la compagnia di diversi personaggi e nel mentre la taglia sulla sua testa desta sempre più gli appetiti dei cacciatori di taglie, oltre che rafforzare quelli di soldati e sceriffi, ed ovunque vada, riconosciuto, è costretto a farsi strada a revolverate per non farsi catturare.Infine giunge, insieme ad una piccola carovana, ad fattoria che si trova nel territorio di un paese fantasma, abitato ormai solo da quattro uomini e da Rosa, la titolare del vecchio saloon, tutti nostalgici dei tempi andati.Il gruppo viene accolto con gioia dai superstiti del villaggio abbandonato e un paio di essi, già dipendenti del figlio della vecchia, si offrono di riprendere il lavoro nella fattoria.Non trascorre molto tempo, che un paio di cacciatori di taglie giunge in paese e qui Josey si trova costretto ad ammazzarne uno e lasciar scappare l’altro che, naturalmente, avvisa soldati, altri avventurieri e sceriffi. Questi giungono in massa ed assediano la fattoria: un’epica battaglia in cui gli assalitori vengono eliminati in toto tranne il terribile capitano dell’esercito nordista Terrill, il medesimo che aveva guidato la compagnia nordista nel raid in cui fu uccisa la famiglia di Josey, che viene sistemato direttamente, dopo un lungo inseguimento, da Josey, che realizza così la sua vendetta.Poco dopo uno sceriffo federale, raccoglie nel saloon la testimonianza di un paio dei vecchi abitanti del villaggio abbandonato, i quali dichiarano di aver visto Josey morire in un impari scontro a fuoco in un paese messicano. Gli sceriffi se ne vanno convinti e soddisfatti, Josey, può così tornare alla fattoria ove lo attende la giovane Laura Lee.Facendo la nostra solita trasposizione dalla cinematografia al mondo del calcio, ed in modo particolare alle vicende juventine, potremo utilizzare il titolo e le vicende narrate nella pellicola per analizzare il match giocato domenica sera all’Allianz Stadium tra i bianconeri e la Sampdoria.Buona la prima si direbbe, un secco 3-0 con tanti spunti positivi.Balza immediatamente all’occhio l’atteggiamento positivo e propositivo che ha contraddistinto la partita degli uomini guidati da mister Pirlo (alla sua prima assoluta panchina su un campo di serie A).Pressing alto e recupero immediato, ed oseremo dire, feroce della palla non appena veniva persa, giocatori che finalmente sanno cosa fare con la palla, difesa mai in affanno, centrocampo dinamico, squadra in generale solida in fase difensiva, pungente ed imprevedibile con buoni contropiede in quella offensiva.Uno spettacolo totalmente diverso e diametralmente opposto rispetto al grigiore e alla staticità, fatta di un’infinita e sterile ragnatela di passaggi “ammirati” fino a qualche settimana fa.La Juve di Pirlo, una Juve nuova nelle gambe, nella testa nel modo di porsi nei confronti dell’avversario.Una ventata d’aria fresca, e soprattutto una ventata di quell’entusiasmo quasi da toccar con mano, che il presidente Agnelli aveva non a caso detto di voler riportare dopo la nefasta sera in cui il Lione sancì l’eliminazione della Juve dalla Champions League.Non solo a livello collettivo ma anche e soprattutto a livello individuale una fresca brezza sembra pervadere gli uomini che indossano la casacca bianconera.Nel match contro i blucerchiati degne di nota in senso fortemente positivo sono apparse le prove fornite dal gioiellino Kulusevski, in versione seconda punta di movimento affianco a CR7, complice l’assenza di Dybala e del bomber “pesante” a gran voce reclamato da Pirlo.Da lustrarsi gli occhi (finalmente) la partita giocata dal gallese Ramsey, apparso in uno stato di forma ottimale, dinamico, lucido e propositivo in modo tale da richiamare alla mente il Marchisio dei bei tempi.Sconcertante, in senso positivo, la prestazione del giovane Under23 Frabotta, schierato a sorpresa dal mister al posto di De Sciglio, con il compito (assolto in maniera impeccabile) di presidiare la fascia.Tra tutta questa luce, a parer di chi scrive, il bagliore più intenso assume le sembianze di un ragazzone alto, grosso e possente di appena 22 anni originario di Little Elm, Texas.Una pantera nera che si muove in maniera sinuosa, ossia elegante, seducente, agile ed elastica nel centrocampo bianconero.“Il texano dagli occhi di ghiaccio”, come il titolo della pellicola che da cui trae spunto l’odierna puntata di J-TACTICS, al secolo Weston McKennie.Il ragazzo made in USA è uno dei nuovi acquisti della sessione di mercato per la stagione 20/21, tutt’ora in corso.Arrivato con la formula del prestito con diritto di riscatto dai tedeschi dello Schalke 04, o per meglio dire, arrivato quasi nell’indifferenza generale degli addetti ai lavori e dei tifosi che in gran parte non avevano mai sentito nominare il giocatore.McKennie già nell’amichevole pre-campionato con il Novara di qualche settimana fa era apparso come elemento di rottura nel centrocampo della Juve, impressioni ampiamente confermate nella prima gara di campionato.L’ex Schalke sforna una prestazione di lotta e di governo, recuperando una serie impressionante di palloni, proponendosi a volte con sfondamenti o percussioni tra le strette linee avversarie facendo sentire la sua fisicità e presenza agli opposti blucerchiati.Per dirla all’americana il ragazzo nativo del Texas è autore di una prestazione “fearless”, senza paura, intrepida.Wenston maramaldeggia gli avversari dominando intrepidamente il centrocampo bianconero, proprio come il Josey Wales protagonista della pellicola che in un’epica battaglia elimina soldati, avventurieri e sceriffi accorsi ad assediare la sua fattoria, uccidendo infine il terribile capitano dell’esercito nordista che fu tra i responsabili dello sterminio della sua famiglia in passato, realizzando la sua vendetta.Ci chiediamo:McKennie, da alcuni addetti ai lavori, accostato al Pitbull Davids, può davvero essere considerato a ragione l’erede dell’olandese?Alla luce del prezzo pagato per il suo acquisto può legittimamente essere considerato un colpo top nella campagna acquisti finora condotta dalla Juve in questa sessione di mercato?Il ragazzo texano può a vostro avviso essere considerato titolare ed uno dei cardini su cui basare il centrocampo nella stagione che sta iniziando, ed in caso affermativo da chi lo affianchereste?Una cosa è certa, al di la della convincente prova offerta nel match contro la Sampdoria, a Weston il carattere non sembra davvero difettare, prova ne è una sua affermazione circa la sua collocazione tattica: “Ho già dimostrato di poter giocare sostanzialmente in ogni ruolo, posso giocare ovunque, a parte in porta, a meno che non me lo chieda il mister”.Dichiarazione che fa il paio con un episodio altrettanto emblematico in riferimento allo spessore caratteriale che contraddistingue il giocatore, nel corso di un match del suo Schalke contro il Werder Brema, McKennie indossa una fascia con la scritta: “Giustizia per George Floyd”, nonostante l’arbitro gli abbia chiesto di toglierla, lui si è rifiutato.I fatti risalgono al 30 maggio e Weston è stato il primo sportivo nel mondo del calcio a lanciare con il suo gesto il messaggio antirazzista dopo l’assassinio di Minneapolis.Concludiamo dicendo, se mai ce ne fosse ancora bisogno, che sì, Weston McKennie sa cosa sia davvero la responsabilità (anche magari di reggere il centrocampo bianconero).Sarà nostra gradita ospite l’amica e vicedirettrice di Fantamagazine.com, Fabiola Graziano per guidarci nella nuova rubrica sul fantacalcio su J-TACTICS.Diteci la vostra, interagiremo con voi in chat live!Ecco i 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Il titolo della seconda puntata della terza stagione di J-TACTICS, trae spunto​ da:​​ "Il texano dagli occhi di ghiaccio” che è un film del 1976 diretto da Clint Eastwood.Josey Wales è un uomo dedito al pesante lavoro nei campi della sua piccola proprietà, che attornia la sua casa nel Missouri, insieme alla moglie e al figlio. Nonostante egli sia riuscito a rimanere fuori dalla guerra di Secessione, come milioni di altri americani dell’epoca ne rimane vittima: un gruppo di cavalieri nordisti, comandati dal fanatico capitano Terrill, arriva in zona per una scorreria in territorio nemico, stermina la sua famiglia e distrugge la sua casa; egli accorre ma viene tramortito da un soldato nordista e da questi risparmiato solo perché creduto morto.Senza più nulla di suo, si unisce alle bande sudiste per combattere gli assassini della sua famiglia.Inizia un lungo peregrinare, dove Josey troverà la compagnia di diversi personaggi e nel mentre la taglia sulla sua testa desta sempre più gli appetiti dei cacciatori di taglie, oltre che rafforzare quelli di soldati e sceriffi, ed ovunque vada, riconosciuto, è costretto a farsi strada a revolverate per non farsi catturare.Infine giunge, insieme ad una piccola carovana, ad fattoria che si trova nel territorio di un paese fantasma, abitato ormai solo da quattro uomini e da Rosa, la titolare del vecchio saloon, tutti nostalgici dei tempi andati.Il gruppo viene accolto con gioia dai superstiti del villaggio abbandonato e un paio di essi, già dipendenti del figlio della vecchia, si offrono di riprendere il lavoro nella fattoria.Non trascorre molto tempo, che un paio di cacciatori di taglie giunge in paese e qui Josey si trova costretto ad ammazzarne uno e lasciar scappare l’altro che, naturalmente, avvisa soldati, altri avventurieri e sceriffi. Questi giungono in massa ed assediano la fattoria: un’epica battaglia in cui gli assalitori vengono eliminati in toto tranne il terribile capitano dell’esercito nordista Terrill, il medesimo che aveva guidato la compagnia nordista nel raid in cui fu uccisa la famiglia di Josey, che viene sistemato direttamente, dopo un lungo inseguimento, da Josey, che realizza così la sua vendetta.Poco dopo uno sceriffo federale, raccoglie nel saloon la testimonianza di un paio dei vecchi abitanti del villaggio abbandonato, i quali dichiarano di aver visto Josey morire in un impari scontro a fuoco in un paese messicano. Gli sceriffi se ne vanno convinti e soddisfatti, Josey, può così tornare alla fattoria ove lo attende la giovane Laura Lee.Facendo la nostra solita trasposizione dalla cinematografia al mondo del calcio, ed in modo particolare alle vicende juventine, potremo utilizzare il titolo e le vicende narrate nella pellicola per analizzare il match giocato domenica sera all’Allianz Stadium tra i bianconeri e la Sampdoria.Buona la prima si direbbe, un secco 3-0 con tanti spunti positivi.Balza immediatamente all’occhio l’atteggiamento positivo e propositivo che ha contraddistinto la partita degli uomini guidati da mister Pirlo (alla sua prima assoluta panchina su un campo di serie A).Pressing alto e recupero immediato, ed oseremo dire, feroce della palla non appena veniva persa, giocatori che finalmente sanno cosa fare con la palla, difesa mai in affanno, centrocampo dinamico, squadra in generale solida in fase difensiva, pungente ed imprevedibile con buoni contropiede in quella offensiva.Uno spettacolo totalmente diverso e diametralmente opposto rispetto al grigiore e alla staticità, fatta di un’infinita e sterile ragnatela di passaggi “ammirati” fino a qualche settimana fa.La Juve di Pirlo, una Juve nuova nelle gambe, nella testa nel modo di porsi nei confronti dell’avversario.Una ventata d’aria fresca, e soprattutto una ventata di quell’entusiasmo quasi da toccar con mano, che il presidente Agnelli aveva non a caso detto di voler riportare dopo la nefasta sera in cui il Lione...

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J-TACTICS-Il texano dagli occhi di ghiaccio (S03 E02)

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How long is this episode of J-TACTICS's show?

This episode is 1 hour and 53 minutes long.

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This episode was published on September 24, 2020.

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Il titolo della seconda puntata della terza stagione di J-TACTICS, trae spunto​ da:​​ "Il texano dagli occhi di ghiaccio” che è un film del 1976 diretto da Clint Eastwood.Josey Wales è un uomo dedito al pesante lavoro nei campi della sua piccola...

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