EPISODE · Oct 23, 2024 · 7 MIN
“La cosa migliore”, intervista al regista Federico Ferrone e all'interprete Luka Zunic
from FRED Film Radio - Italian Channel
Alla 21ª edizione di Alice nella Città, FRED Film Radio ha incontrato Federico Ferrone e Luka Zunic, rispettivamente regista e attore de “La cosa migliore”. Andare in profondità Ne “La cosa migliore” Federico Ferrone affronta il tema della radicalizzazione andando oltre un approccio superficiale, ma cercando di capire cosa spinge uomini e donne ad abbracciare una strada così estrema. “Spesso sono dei trafiletti che ci parlano di violenza, di cose brutte, però è molto interessante per me andare a capire queste persone da dove vengono. Il film è proprio questo: il tentativo di seguire una persona normale, anzi intelligente, sensibile - proprio per creare un’identificazione - che si ritrova a fare i conti con il desiderio della violenza”, sottolinea Federico Ferrone. “L'estremismo, il radicalismo, la violenza sono fenomeni su cui non possiamo chiudere gli occhi e per me fin dall'inizio era molto interessante capire e se fossi stato io, mio fratello, mio figlio. C'è qualcosa di interessante - e secondo me di universale - che ci deve obbligare a cercare di ricostruire questi percorsi”. Una solitudine condivisa Mattia, il protagonista de “La cosa migliore” vive isolato nel suo dolore. Una solitudine che può essere simile a quella di tanti altri ragazzi e ragazze che trovano un canale comunicativo anche in realtà potenzialmente pericolose? “Sì. Infatti il film parla anche di un ragazzo che vienesalvato dall’amicizia. La solitudine è certamente una chiave che ho usato per il mio personaggio”, confessa Luka Zunic. “Sono una persona molto solitaria anche io nella vita, però credo che quella di Mattia fosse una solitudine sofferta, forzata. Ho cercato di dare quell'impronta lì al personaggio”.
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Alla 21ª edizione di Alice nella Città, FRED Film Radio ha incontrato Federico Ferrone e Luka Zunic, rispettivamente regista e attore de “La cosa migliore”. Andare in profondità Ne “La cosa migliore” Federico Ferrone affronta il tema della radicalizzazione andando oltre un approccio superficiale, ma cercando di capire cosa spinge uomini e donne ad abbracciare una strada così estrema. “Spesso sono dei trafiletti che ci parlano di violenza, di cose brutte, però è molto interessante per me andare a capire queste persone da dove vengono. Il film è proprio questo: il tentativo di seguire una persona normale, anzi intelligente, sensibile - proprio per creare un’identificazione - che si ritrova a fare i conti con il desiderio della violenza”, sottolinea Federico Ferrone. “L'estremismo, il radicalismo, la violenza sono fenomeni su cui non possiamo chiudere gli occhi e per me fin dall'inizio era molto interessante capire e se fossi stato io, mio fratello, mio figlio. C'è qualcosa di interessante - e secondo me di universale - che ci deve obbligare a cercare di ricostruire questi percorsi”. Una solitudine condivisa Mattia, il protagonista de “La cosa migliore” vive isolato nel suo dolore. Una solitudine che può essere simile a quella di tanti altri ragazzi e ragazze che trovano un canale comunicativo anche in realtà potenzialmente pericolose? “Sì. Infatti il film parla anche di un ragazzo che vienesalvato dall’amicizia. La solitudine è certamente una chiave che ho usato per il mio personaggio”, confessa Luka Zunic. “Sono una persona molto solitaria anche io nella vita, però credo che quella di Mattia fosse una solitudine sofferta, forzata. Ho cercato di dare quell'impronta lì al personaggio”.
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