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EPISODE · Aug 11, 2023 · 5 MIN

LA DIAGNOSI

from Vaffanparkinson / Il Parkinson raccontato da dentro · host Claudia Vaffanparkinson

EPISODIO 1 - LA DIAGNOSI Vaffanparkinson, il Parkinson raccontato da dentro Ciao a tutti, benvenuti al primo episodio di questo podcast.  Nella vita di ogni persona con Parkinson c’è un momento in cui appaiono alcuni segnali, più o meno evidenti, che rappresentano il primo passo verso la diagnosi. Vorrei raccontarvi quali segnali il mio corpo mi ha dato e come sono arrivata a ricevere la diagnosi di Parkinson. Questi segnali talvolta arrivano sotto forma di episodi che sembrano trascurabili. A posteriori poi ci troviamo a riconsiderarli accorgendosi che proprio quegli episodi erano i primi sintomi dell’insorgenza del Parkinson. Come vi ho anticipato nell’episodio precedente sono un'infermiera.  Un  giorno come tanti stavo preparando un’iniezione per una paziente: tenevo la siringa nella mano destra e l’ampolla nella mano sinistra, un gesto consueto fatto un milione di volte, ma in quel momento non sono riuscita a inserire l’ago nell’ampolla. È stata una strana sensazione, poi passata e dimenticata.   Qualche tempo dopo mi si blocca il braccio sinistro, tecnicamente blocco scapolo/omerale, ed improvvisamente mi accorgo che lo tengo adeso al corpo e riesco a muoverlo solamente se ci penso con intenzione. Successivamente tocca al mignolo della mano sinistra che inizia a tremare, qualche settimana dopo inizia a tremare anche il piede sinistro. Avevo una strana sensazione di rigidità, come se fossi avvolta da una armatura: ricordo la voce di mio marito che mentre camminavamo diceva “Claudia trascini la gamba”.  I primi controlli da un medico ortopedico non evidenziano niente di particolare. Successivamente allora faccio una visita neurologica in un ambulatorio di un grande ospedale milanese. Mi ricordo la sala d'attesa, aspettando la chiamata, con la presenza di persone anziane con malattia di Parkinson, ad uno stadio di gravità diverso dal mio, che mi ha catapultato in una realtà molto angosciante e difficile. Specialmente all’inizio del percorso diagnostico, ho vissuto molto male la mancanza di spazi dedicati alle persone con Parkinson giovanile.  Arriva il mio turno, il medico che mi riceve è sorridente e tranquillo. Dopo la visita mi parla di sindrome extrapiramidale, mi prescrive una pastiglia e mi dà appuntamento dopo 15 giorni.  Non consultavo internet, non volevo sapere nulla, non volevo dare un nome ai miei sintomi. Alla seconda visita spiego al dottore che dopo l’assunzione del primo quarto di farmaco mi ero sentita sciolta, leggera e ho aggiunto che sicuramente avrei ricevuto contemporaneamente una bella e una cattiva notizia. Il nome di quello che mi stava succedendo era Parkinson. Immaginate di andare a sbattere contro un muro su un treno in corsa, con una violenza improvvisa e brutale. Il Parkinson, cosa c’entrava con me?  Avevo 40 anni, mi sentivo forte, invincibile, il momento della vita nel quale mi sentivo realizzata e raccoglievo soddisfazioni sul lavoro. Le mie figlie crescevano,  con mio marito c’era un bel rapporto. Insomma, tutto andava per il meglio ma quella diagnosi ha segnato una linea di confine tra un prima e un dopo: avevo solo 40 anni e una malattia neurodegenerativa cronica. Rifiutare? Negare? Far finta di nulla? Una rabbia improvvisa mi ha invasa completamente, un senso di angoscia asfissiante, ho avuto la sensazione di stare sull’orlo di un precipizio, ero in balia delle peggiori sensazioni. Nel mio caso la comunicazione della diagnosi è stata delicata e rispettosa della persona, cosa non scontata ma nonostante questo in quel momento ho avvertito la sensazione che nel mio ieri tutto aveva un suo posto, nel mio oggi con la diagnosi tutto si sgretola e nel mio domani… il nulla. Siamo arrivati al termine del primo episodio di Vaffanparkinson. Per domande, consigli o un semplice contatto vi lascio il mio indirizzo mail [email protected] Vi ringrazio, vi saluto e vi aspetto al prossimo episodio. Mi chiamo Claudia e nonostante il Parkinson vivo!

EPISODIO 1 - LA DIAGNOSI Vaffanparkinson, il Parkinson raccontato da dentro Ciao a tutti, benvenuti al primo episodio di questo podcast.  Nella vita di ogni persona con Parkinson c’è un momento in cui appaiono alcuni segnali, più o meno evidenti, che rappresentano il primo passo verso la diagnosi. Vorrei raccontarvi quali segnali il mio corpo mi ha dato e come sono arrivata a ricevere la diagnosi di Parkinson. Questi segnali talvolta arrivano sotto forma di episodi che sembrano trascurabili. A posteriori poi ci troviamo a riconsiderarli accorgendosi che proprio quegli episodi erano i primi sintomi dell’insorgenza del Parkinson. Come vi ho anticipato nell’episodio precedente sono un'infermiera.  Un  giorno come tanti stavo preparando un’iniezione per una paziente: tenevo la siringa nella mano destra e l’ampolla nella mano sinistra, un gesto consueto fatto un milione di volte, ma in quel momento non sono riuscita a inserire l’ago nell’ampolla. È stata una strana sensazione, poi passata e dimenticata.   Qualche tempo dopo mi si blocca il braccio sinistro, tecnicamente blocco scapolo/omerale, ed improvvisamente mi accorgo che lo tengo adeso al corpo e riesco a muoverlo solamente se ci penso con intenzione. Successivamente tocca al mignolo della mano sinistra che inizia a tremare, qualche settimana dopo inizia a tremare anche il piede sinistro. Avevo una strana sensazione di rigidità, come se fossi avvolta da una armatura: ricordo la voce di mio marito che mentre camminavamo diceva “Claudia trascini la gamba”.  I primi controlli da un medico ortopedico non evidenziano niente di particolare. Successivamente allora faccio una visita neurologica in un ambulatorio di un grande ospedale milanese. Mi ricordo la sala d'attesa, aspettando la chiamata, con la presenza di persone anziane con malattia di Parkinson, ad uno stadio di gravità diverso dal mio, che mi ha catapultato in una realtà molto angosciante e difficile. Specialmente all’inizio del percorso diagnostico, ho vissuto molto male la mancanza di spazi dedicati alle persone con Parkinson giovanile.  Arriva il mio turno, il medico che mi riceve è sorridente e tranquillo. Dopo la visita mi parla di sindrome extrapiramidale, mi prescrive una pastiglia e mi dà appuntamento dopo 15 giorni.  Non consultavo internet, non volevo sapere nulla, non volevo dare un nome ai miei sintomi. Alla seconda visita spiego al dottore che dopo l’assunzione del primo quarto di farmaco mi ero sentita sciolta, leggera e ho aggiunto che sicuramente avrei ricevuto contemporaneamente una bella e una cattiva notizia. Il nome di quello che mi stava succedendo era Parkinson. Immaginate di andare a sbattere contro un muro su un treno in corsa, con una violenza improvvisa e brutale. Il Parkinson, cosa c’entrava con me?  Avevo 40 anni, mi sentivo forte, invincibile, il momento della vita nel quale mi sentivo realizzata e raccoglievo soddisfazioni sul lavoro. Le mie figlie crescevano,  con mio marito c’era un bel rapporto. Insomma, tutto andava per il meglio ma quella diagnosi ha segnato una linea di confine tra un prima e un dopo: avevo solo 40 anni e una malattia neurodegenerativa cronica. Rifiutare? Negare? Far finta di nulla? Una rabbia improvvisa mi ha invasa completamente, un senso di angoscia asfissiante, ho avuto la sensazione di stare sull’orlo di un precipizio, ero in balia delle peggiori sensazioni. Nel mio caso la comunicazione della diagnosi è stata delicata e rispettosa della persona, cosa non scontata ma nonostante questo in quel momento ho avvertito la sensazione che nel mio ieri tutto aveva un suo posto, nel mio oggi con la diagnosi tutto si sgretola e nel mio domani… il nulla. Siamo arrivati al termine del primo episodio di Vaffanparkinson. Per domande, consigli o un semplice contatto vi lascio il mio indirizzo mail [email protected] Vi ringrazio, vi saluto e vi aspetto al prossimo episodio. Mi chiamo Claudia e nonostante il Parkinson vivo!

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LA DIAGNOSI

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On va refaire le monde X "En mode coach" Lola Bon. J’ai décidé d’aborder des sujets dont on ne parle pas, par peur du jugement de l’autre, par pudeur, par insignifiance, ou par manque d’envie.Le sexe est pourtant partout. Il fait partie intégrante des relations humaines, qu’elles soient amoureuses, amicales, professionnelles, cordiales ou même fortuites. Et pourtant, on n’en parle pas, ou pas assez, ou juste pas de la bonne manière.Moi, je veux parler du sexe, du vrai, celui qui est là, devant nous, et qu’on ignore…Bienvenue sur : On va refaire le monde X En mode coach. Das denkt Deutschland – Über Meinung und Medien WELT Wie unterscheidet sich die Generation Z tatsächlich vom Rest der Bevölkerung? Wendet sich die Politik von den Menschen ab, oder die Menschen sich von der Politik? Und tickt die Bevölkerung in Ost- und Westdeutschland immer noch unterschiedlich?In "Das denkt Deutschland" sprechen Thorsten Thierhoff, Geschäftsführer des Meinungsforschungsinstitutes forsa, und WELT-Chefredakteur Ulf Poschardt jede Woche über das Auseinanderdriften von öffentlicher und veröffentlichter Meinung. Anhand von konkreten Themen und auf Basis von empirischen Befragungsdaten widmen sie sich in jeder Folge den aktuellen Debatten."Das denkt Deutschland - Über Meinung und Medien" erscheint jeden Mittwoch um 16 Uhr – überall da, wo es Podcast gibt und auf welt.de/dasdenktdeutschland. Ein Podcast von forsa und WELT. Alben für die Ewigkeit audiowest, Freddy Kappen, Stephan Kleiber, Dieter Kottnik Es gibt Alben, die sind etwas Besonderes. Da ist nicht einfach nur Musik drauf – sondern Musik, die bleiben wird. Vielleicht für immer. Es sind Alben, die die Geschichte der Rock- und Popmusik um entscheidende Entwicklungen bereichert haben. Die nicht nur Erfolg, sondern auch Wirkung haben. Und hier stellen wir sie vor.Bei uns könnt Ihr zeitlose Klassiker der Musikgeschichte kennenlernen. Oder sie noch einmal neu erleben und sozusagen ein zweites Mal kennenlernen. Ihr erfahrt die Geschichten, die hinter diesen Alben stecken: Wann und wo sind sie entstanden? Was lässt sie hervortreten aus der Menge? Warum sind sie so, wie sie sind? Und was ist das Besondere an ihnen? Und: Natürlich spielen wir auch Musik. Jede Menge sogar — denn darum geht‘s ja bei uns. Le comptoir de la psychologie Le comptoir de la psychologie Je suis Jo, psychologue clinicienne et j'ai crée ce podcast afin de rendre accessible les différents reliefs de la psychologie. Il s'agit d'un travail de construction et de déconstruction pour apprendre et s'ouvrir autour des différents thèmes que logent la psychologie et la psychanalyse. J'aborde le métier du psychologue et de sa rencontre mais aussi ses outils, concepts, représentations, symptômes etc... Pour me soutenir, j'ai crée une page Patreon : https://www.patreon.com/lecomptoirdelapsychologie Merci beaucoup pour vos contributions ainsi que vos encouragements, vos retours ❤️ Bonnes écoutes :-) Contact : [email protected] Hébergé par Acast. Visitez acast.com/privacy pour plus d'informations.

Frequently Asked Questions

How long is this episode of Vaffanparkinson / Il Parkinson raccontato da dentro?

This episode is 5 minutes long.

When was this Vaffanparkinson / Il Parkinson raccontato da dentro episode published?

This episode was published on August 11, 2023.

What is this episode about?

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