L'impegno della rete "Mai più lager - NO ai CPR" - Intervista a Igor Zecchini episode artwork

EPISODE · Apr 12, 2025 · 1H 17M

L'impegno della rete "Mai più lager - NO ai CPR" - Intervista a Igor Zecchini

from Frasivolanti blog - di Laura Ressa · host Frasivolanti blog

Esistono luoghi di violenza e ingiustizia in cui le persone immigrate vengono recluse senza colpa e senza aver commesso alcun reato.Esistono persone, attivisti, che si mobilitano per cercare di porre fine a questa violenza senza limiti.L'11 aprile 2025 alle ore 18.30, sui canali Frasivolanti, Igor Zecchini, in veste di attivista della rete "Mai più lager - NO ai CPR", ha raccontato l'impegno profuso dalla rete, quello che è stato fatto sinora, quello che si potrebbe ancora fare, il tipo di partecipazione da parte delle persone sul tema CPR e quale consapevolezza esiste relativamente alle tante sofferenze a cui le vite umane sono sottoposte.Una interessante esplorazione anche del punto di vista di Igor e del suo racconto in riferimento a ciò che ha fatto scattare in lui la molla per essere parte attiva di questa rete."I CPR (Centri di Permanenza per il Rimpatrio) sono una delle strutture per l’accoglienza degli immigrati in Italia. In particolare, dovrebbero occuparsi di quelle persone che sono entrate irregolarmente in Italia e sprovviste dei requisiti per la protezione internazionale. In realtà sono dei veri e propri centri di detenzione dove chiunque non possa provare il proprio status di cittadino regolare o richiedente asilo può restare rinchiuso fino a 18 mesi, prima del rimpatrio.La Rete "Mai più Lager – No ai CPR" è nata nell’estate 2018 con la notizia dell’apertura a Milano di un Centro di Permanenza per il Rimpatrio in via Corelli, lì dove nel 2014 le rivolte interne e le proteste della società civile avevano imposto la chiusura dell’analogo Centro di Identificazione ed Espulsione, convertito così in un centro di accoglienza per persone richiedenti asilo.L’emanazione del c.d. Decreto Salvini dell’ottobre 2018 ha poi indotto la Rete ad estendere il proprio ambito di interesse, più in generale, alla della difesa dei diritti e delle libertà inviolabili delle persone migranti, con sempre maggior convinzione che anche in questo caso queste ultime si trovavano ad essere solo il del banco di prova ed il pretesto per il progressivo affievolimento dei diritti di tutte e tutti: conferma ne è stata peraltro il successivo Decreto Sicurezza Bis e il conseguente offensivo affronto a chi crede nel rispetto della vita umana, nella solidarietà, ma anche nella libertà di manifestare il proprio dissenso e rivendicare i propri diritti sociali e civili [...].In questi centri, nel giro di poche ore da quando vengono fermate, e senza che abbiano commesso un reato e senza processo, vengono rinchiuse e detenute in condizioni disumane, senza mai poter uscire e senza poter comunicare con l’esterno, persone prive di quel permesso di soggiorno che la legislazione ancora attualmente vigente nei fatti impedisce loro di acquisire e conservare; persone magari anche presenti da anni sul territorio, anche con famiglia.Si tratta di luoghi alienanti – eredità degli ex CIE e CPT, istituiti dal Ministro Minniti per ogni regione, avviati dal Ministro Salvini e inaugurati dalla Ministra Lamorgese -, nei quali, lontano dagli occhi di tutte e tutti (sono inaccessibili anche a parenti e avvocati), si consumano quotidianamente abusi e atti di disperato autolesionismo nella totale indifferenza. [...]" (fonte: https://www.arcipelagomilano.org/archives/54584 )Igor Zecchini, da sempre impegnato sul terreno della difesa dei bisogni dei ceti popolari, ha cominciato a svolgere attività a sostegno della popolazione immigrata molti anni fa.Nel 1988 ha fondato una delle prime associazioni di Immigrati e solidali in Italia: Diversi ma Insieme. Con l’associazione (attiva fino al 1996) ha partecipato a decine di mobilitazioni su problematiche legate al mondo dell’immigrazione a partire dalla questione dei permessi di soggiorno, a quello dell’alloggio e del lavoro gestendo molte assemblee e conferenze informative.Nel 1995 ha aperto a San Siro una delle prime scuole di italiano per immigrati della città: Alfabeti. La scuola, da cui è generata un’associazione onlus, è ancora attiva nel quartiere popolare di San Siro.Dal 2000 al 2005 ha partecipato attivamente al Social Forum per l’immigrazione di Milano.Dal 2018 si occupa di una tematica particolare dell’immigrazione, quella della detenzione amministrativa, svolgendo una forte attività con la rete Mai più lager – NO ai CPR di Milano, di cui è attivista.Nel 2024, per conto della rete Mai più lager – NO ai CPR, fonda il Network Against Migrant Detention attualmente attivo in una campagna contro l'apertura dei centri di detenzione dei migranti in Albania.Pagina Facebook della rete: https://www.facebook.com/NoaiCPRPagina Instagram della rete: https://www.instagram.com/noaicpr?igsh=YW1nNWxieTh2dmJx

Esistono luoghi di violenza e ingiustizia in cui le persone immigrate vengono recluse senza colpa e senza aver commesso alcun reato.Esistono persone, attivisti, che si mobilitano per cercare di porre fine a questa violenza senza limiti.L'11 aprile 2025 alle ore 18.30, sui canali Frasivolanti, Igor Zecchini, in veste di attivista della rete "Mai più lager - NO ai CPR", ha raccontato l'impegno profuso dalla rete, quello che è stato fatto sinora, quello che si potrebbe ancora fare, il tipo di partecipazione da parte delle persone sul tema CPR e quale consapevolezza esiste relativamente alle tante sofferenze a cui le vite umane sono sottoposte.Una interessante esplorazione anche del punto di vista di Igor e del suo racconto in riferimento a ciò che ha fatto scattare in lui la molla per essere parte attiva di questa rete."I CPR (Centri di Permanenza per il Rimpatrio) sono una delle strutture per l’accoglienza degli immigrati in Italia. In particolare, dovrebbero occuparsi di quelle persone che sono entrate irregolarmente in Italia e sprovviste dei requisiti per la protezione internazionale. In realtà sono dei veri e propri centri di detenzione dove chiunque non possa provare il proprio status di cittadino regolare o richiedente asilo può restare rinchiuso fino a 18 mesi, prima del rimpatrio.La Rete "Mai più Lager – No ai CPR" è nata nell’estate 2018 con la notizia dell’apertura a Milano di un Centro di Permanenza per il Rimpatrio in via Corelli, lì dove nel 2014 le rivolte interne e le proteste della società civile avevano imposto la chiusura dell’analogo Centro di Identificazione ed Espulsione, convertito così in un centro di accoglienza per persone richiedenti asilo.L’emanazione del c.d. Decreto Salvini dell’ottobre 2018 ha poi indotto la Rete ad estendere il proprio ambito di interesse, più in generale, alla della difesa dei diritti e delle libertà inviolabili delle persone migranti, con sempre maggior convinzione che anche in questo caso queste ultime si trovavano ad essere solo il del banco di prova ed il pretesto per il progressivo affievolimento dei diritti di tutte e tutti: conferma ne è stata peraltro il successivo Decreto Sicurezza Bis e il conseguente offensivo affronto a chi crede nel rispetto della vita umana, nella solidarietà, ma anche nella libertà di manifestare il proprio dissenso e rivendicare i propri diritti sociali e civili [...].In questi centri, nel giro di poche ore da quando vengono fermate, e senza che abbiano commesso un reato e senza processo, vengono rinchiuse e detenute in condizioni disumane, senza mai poter uscire e senza poter comunicare con l’esterno, persone prive di quel permesso di soggiorno che la legislazione ancora attualmente vigente nei fatti impedisce loro di acquisire e conservare; persone magari anche presenti da anni sul territorio, anche con famiglia.Si tratta di luoghi alienanti – eredità degli ex CIE e CPT, istituiti dal Ministro Minniti per ogni regione, avviati dal Ministro Salvini e inaugurati dalla Ministra Lamorgese -, nei quali, lontano dagli occhi di tutte e tutti (sono inaccessibili anche a parenti e avvocati), si consumano quotidianamente abusi e atti di disperato autolesionismo nella totale indifferenza. [...]" (fonte: https://www.arcipelagomilano.org/archives/54584 )Igor Zecchini, da sempre impegnato sul terreno della difesa dei bisogni dei ceti popolari, ha cominciato a svolgere attività a sostegno della popolazione immigrata molti anni fa.Nel 1988 ha fondato una delle prime associazioni di Immigrati e solidali in Italia: Diversi ma Insieme. Con l’associazione (attiva fino al 1996) ha partecipato a decine di mobilitazioni su problematiche legate al mondo dell’immigrazione a partire dalla questione dei permessi di soggiorno, a quello dell’alloggio...

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