EPISODE · Sep 13, 2024
Lubecca & Brema – Perle e musicanti
from Cultureland Germany - Storie di arte, design e musica
Scrivere poesie fa male. Così pensavo, osservando Julien. A volte le parole arrivano e boom, sono già scritte, perfette: tre parole perfette. Poi le altre sono nella nebbia, al di là del ponte franto, e c’è bisogno di saltare. Questo penso, ma d’altronde è lui lo scrittore, io sono una modesta città di porto, non è che gli scritti di Lubecca siano così famosi. Era scrittore e anche poeta, Julien Green, un po’ americano, principalmente francese; veniva spesso qui da me e sedeva, scriveva, appunto. Aveva un’energia gravitazionale, e quindi si era abituato ad avere gente seduta accanto, gli piaceva ascoltare. La gente riconosceva lo straniero e gli narravano fatti ed eventi su di me. Un marinaio gli raccontò del mio passato, di come il padre fosse sopravvissuto al devastante bombardamento inglese durante la Domenica delle Palme, nel “42, di come fossi stata la prima città portuale sul Mar Baltico, ormai quasi un millennio addietro; la vecchia regina della Lega Anseatica, mi chiamava, e la mia tradizione navale, lui diceva insieme a qualche fantasma, sopravviveva ancora nel porto: velieri restaurati con amore e messi in fila come una collana di perle. Qui lo sguardo del marinaio si perdeva. Poi, come per scacciare un fantasma, invitò Julien al Schiffergesellschaft, devi venire, diceva, è il ristorante di viaggiatori e capitani da più di 500 anni! Ma lo scrittore sorrise, declinò, con quella nonchalance tutta francese a cui non si può ribattere. Io, Lubecca, li osservavo divertita, ascoltando tutte quelle storie sul mio conto. Una suora, poi, si fermò per un caffè. Era timida, e comunque suora, e Julien questa volta non capii bene perché si sedette lì accanto. Sembrava parlasse da sola più che con lui. Arrivava dall’Ospedale Santo Spirito, descriveva le sue mura medievali e di come vecchi mecenati lo avevano costruito per aiutare poveri e malati. Dopo pochi minuti si alzò, annunciando che si sarebbe diretta all’entrata del centro storico, la Porta di Holsten, e da lì avrebbe fatto il giro delle cinque chiese: St. Marien, St. Petri, St. Aegidien, St. Jakobi e la cattedrale. Il caffè rimase sul tavolino, intatto. Nel frattempo, Julien, soffriva. Una poesia da inviare a Brema, a un uomo speciale che in quel momento si trovava là. Ci fu poi una guida tedesca, abbandonata dal proprio gruppo durante la pausa. Una di quelle guide a cui piace parlare, a volte troppo. Quando si sedette spiegò a Julien come il centro storico fosse stato il primo quartiere a essere riconosciuto come Patrimonio Mondiale dell’UNESCO nel 1987, di come fosse diviso in tre zone, e fece poi l’elenco di tutte le chiese e i conventi presenti. Gli spiegò perché ci sono così tante architetture diverse sulla grande via Grosse Petersgrube, gli parlò del panificio al civico 13 e del conservatorio di musica lì dietro. Si perse poi in un monologo su un Grande Tesoro di monete di Lubecca, ma non si ricordava tutti i dettagli e finì farfugliando. Se ne andò via poco dopo, imbarazzato. Solo, Julien rilesse la lettera ricevuta dall’uomo di Brema. Gli parlava di quanto gli piacesse il municipio di quella città, emblema del governo fin dal 1405, e di come si soffermasse spesso a osservare la statua lì di fronte, quella del Rolando, costruita giusto un anno prima, nel 1404 statua simbolo dei diritti e privilegi della Lega Anseatica. C’erano poi dei paragrafi sul quartiere Schnoor, caratteristico e affollato, la strada Böttcherstraße e la zona della Überseestadt, da dove un tempo caricavano le merci navali. Chiudeva con l’allegria che gli trasmetteva la statua dei Musicanti di Brema, e di come invidiasse la fantasia dei Fratelli Grimm nel creare quelle favole. Julien abbozzò un sorriso, un po’ amaramente, l’uomo gli era parso felice ma sapeva pure che non avrebbe potuto rivederlo ancora per un lungo tempo, e decise quindi di conservare la poesia per un’altra volta; continuò comunque a scrivere. Scoprii con sorpresa che stava dedicando una poesia a me, Lubecca. Mi chiamava una città sorridente, intima, dono di un Medioevo scomparso di cui è rimasta la poesia, impermeabile all’atrocità moderna. Se ne andò quella stessa notte, poco prima che facesse mattina, prima di poter scorgere ancora le forme illuminate dall’alba, prima di poterci ripensare. Ma sorrideva, sapeva come avrebbe finito quella poesia, come tutta la sofferenza poi si sarebbe trasformata in un sentimento ricambiato, di sollievo e fiducia del cuore. Lubecca e Brema si trovano all'interno dell'ITINERARIO COSTIERO presente sul sito ufficiale dell'ente turistico tedesco. Consultalo per idee di viaggio alla scoperta dei siti UNESCO della Germania.
NOW PLAYING
Lubecca & Brema – Perle e musicanti
No transcript for this episode yet
Similar Episodes
No similar episodes found.