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EPISODE · May 13, 2026 · 2 MIN

Mirri "Alessia ci ha dato lezioni di dignità, coraggio e forza"

from Videonews · host Agenzia di Stampa ITALPRESS

PALERMO (ITALPRESS) - “E’ complicato dire qualcosa, perché l'ordine naturale prevede che prima andiamo via noi e poi vanno via i bambini. In questo caso è successo il contrario, quindi abbiamo sovvertito la natura. La città sta dimostrando quello che Alessia dava e che spero continui a dare in tutti i nostri cuori”. Così Dario Mirri, presidente del Palermo, presente alla camera ardente allo stadio Barbera per la scomparsa della piccola Alessia La Rosa. “Ci ha dato una grande lezione, una lezione di dignità, coraggio e forza - ha aggiunto -. La chiamavamo 'Guerriera' semplicemente perché guardava forse in faccia la morte, ma non abbassava mai lo sguardo. Una bambina enorme, spero che tutti i palermitani possano prendere spunto e aiuto da lei per capire un po' che cosa sia essere palermitani, perché Alessia era palermitana”. La piccola di 8 anni è riuscita a unire anche tutte le tifoserie in giro per l’Italia: “Alessia prescinde il tifo, perché era tifosa del Palermo, ma poteva essere tifosa anche del Catania, non cambia niente. I tifosi, gli ultras, chiunque siano, spesso li dipingiamo come diversi, però sono uomini, donne, bambini, magari mettono dei colori uno diverso dall'altro, ma hanno il rispetto". "So che una quarantina di tifosi del Catania sta venendo qui, hanno preso la macchina e stanno venendo a salutare Alessia, quindi c'è poco da aggiungere - prosegue il presidente del Palermo -. Non credo che esistano colori, che sia Venezia, Catanzaro, Castellammare di Stabia, Monza, Palermo, Inter o Juventus non cambia niente, i colori vanno e vengono, ma il rispetto è quello che tutti gli uomini hanno tra di loro”. Infine, Mirri ha spiegato come il club ricorderà Alessi: “La ricorderemo sempre, cioè, a prescindere da quello che faremo domani. Venerdì andremo tutti al funerale, che si terrà in Cattedrale, poi aspettiamo che ci diano l'ok per giocare con il lutto al braccio, ma queste sono soltanto delle rappresentazioni, magari visive. Quello che è importante è che il Palermo non dimentichi l'esempio di Alessia”. (ITALPRESS).xd6/ari/gtr

PALERMO (ITALPRESS) - “E’ complicato dire qualcosa, perché l'ordine naturale prevede che prima andiamo via noi e poi vanno via i bambini. In questo caso è successo il contrario, quindi abbiamo sovvertito la natura. La città sta dimostrando quello che Alessia dava e che spero continui a dare in tutti i nostri cuori”. Così Dario Mirri, presidente del Palermo, presente alla camera ardente allo stadio Barbera per la scomparsa della piccola Alessia La Rosa. “Ci ha dato una grande lezione, una lezione di dignità, coraggio e forza - ha aggiunto -. La chiamavamo 'Guerriera' semplicemente perché guardava forse in faccia la morte, ma non abbassava mai lo sguardo. Una bambina enorme, spero che tutti i palermitani possano prendere spunto e aiuto da lei per capire un po' che cosa sia essere palermitani, perché Alessia era palermitana”. La piccola di 8 anni è riuscita a unire anche tutte le tifoserie in giro per l’Italia: “Alessia prescinde il tifo, perché era tifosa del Palermo, ma poteva essere tifosa anche del Catania, non cambia niente. I tifosi, gli ultras, chiunque siano, spesso li dipingiamo come diversi, però sono uomini, donne, bambini, magari mettono dei colori uno diverso dall'altro, ma hanno il rispetto". "So che una quarantina di tifosi del Catania sta venendo qui, hanno preso la macchina e stanno venendo a salutare Alessia, quindi c'è poco da aggiungere - prosegue il presidente del Palermo -. Non credo che esistano colori, che sia Venezia, Catanzaro, Castellammare di Stabia, Monza, Palermo, Inter o Juventus non cambia niente, i colori vanno e vengono, ma il rispetto è quello che tutti gli uomini hanno tra di loro”. Infine, Mirri ha spiegato come il club ricorderà Alessi: “La ricorderemo sempre, cioè, a prescindere da quello che faremo domani. Venerdì andremo tutti al funerale, che si terrà in Cattedrale, poi aspettiamo che ci diano l'ok per giocare con il lutto al braccio, ma queste sono soltanto delle rappresentazioni, magari visive. Quello che è importante è che il Palermo non dimentichi l'esempio di Alessia”. (ITALPRESS).xd6/ari/gtr

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