EPISODE · Apr 3, 2025 · 4 MIN
Niente visto di studio per gli USA a chi sui social ne ha parlato male
from Good morning privacy! · host Guido Scorza
Speriamo che il caffè di questa mattina non mi costi il mio prossimo viaggio negli Stati Uniti ma la notizia va data e raccontata, credo. Niente visto di studio per entrare negli USA per gli studenti che sui social avessero criticato i valori americani."Non vogliamo persone nel nostro Paese che commettano crimini e minaccino la nostra sicurezza nazionale o la sicurezza pubblica. È così semplice, soprattutto le persone che sono qui come ospiti".A parlare Carlo Rubio Segretario di Stato alla Casa Bianca.E che il principio sia semplice è innegabile.E, probabilmente, l’obiettivo è anche condivisibile.È un’ambizione non solo legittima ma dovremmo avere un po' tutti.La questione attorno alla quale interrogarsi è se il perseguimento di questo obiettivo giustifichi il mezzo che il Segretario di Stato americano ha appena ordinato alle ambasciate del suo Paese di adottare nel valutare le domande di visto, a cominciare da quelle degli studenti che ne chiedono uno per studiare nelle università USA.Il sistema in questione è un’analisi sui profili social dei richiedenti il visto.Niente autorizzazione allo sbarco negli States, tra l’altro, per chi avesse manifestato online "atteggiamenti ostili" nei confronti di "cittadini, cultura, governo, istituzioni o principi fondanti" americani.Qui, forse, le valutazioni si dividono.Per qualcuno, non ne dubito, sarà giusto così, forse persino naturale.Per qualcun altro, me lo auguro, un po' meno.E a costo di vedermi rimettere su un aereo e rispedire in Italia quando, tra un paio di settimane, sbarcherò a Washington, confesso che io la vedo così.Un’istruttoria per il rilascio di un visto, tanto più a degli studenti, non dovrebbe essere basata sull’analisi dei loro profili social.È una questione già affrontata, anche nel nostro Paese – e così magari rischio di restare in volo tra gli USA e l’Italia per qualche mese rimbalzato da una parte e dall’altra dell’oceano – quando, qualche anno fa, si era ipotizzato di utilizzare le informazioni pubblicate sui social dagli italiani per accertamenti di carattere fiscale.Più tasse a chi avesse pubblicato foto di viaggi in mete esotiche o si fosse presentato a bordo di auto di lusso, magari incompatibili con i redditi dichiarati.Tutto molto semplice e lineare anche in quel caso.E, però, il problema è che i social, spesso, non raccontano chi siamo davvero, cosa facciamo, cosa pensiamo o lo raccontano solo in parte.La nostra identità personale rappresentata dai social non è detto corrisponda a quella reale.Non è detto che noi si sia, chi si appare, chi si vuole apparire, chi gli altri ci fanno apparire.Non è detto che gli algoritmi ci lascino presentare sino in fondo come vorremmo.I like e le condivisioni hanno letture diverse, senza dire che gli stessi algoritmi spesso ci spingono a metterne più di quanti non ne metteremmo se riuscissimo a prenderci il tempo per pensare nonostante interfacce che ci suggeriscono di non pensare e interagire perché tanto conviene all’industria dei social e a quella della pubblicità.Insomma noi non siamo quello che i social raccontano e giudicarci, a un fine qualsiasi, sulla base di quello che diciamo, scriviamo, condividiamo, raccontiamo di condividere online a me sembra molto pericoloso.Sin qui senza dire perché dalle cose della privacy e della protezione dei dati personali si scivola in quelle della libertà di espressione che criticare un Governo, magari anche duramente, un aspetto della cultura di un Paese o prendere una posizione su una questione geopolitica diversa da quella di questo o quel Governo, francamente, non dovrebbe suggerire a nessuno di considerarci pericolosi e di bollarci come indesiderati, specie se stiamo chiedendo di studiare nel Paese nel quale la libertà di parola è nel primo emendamento.Ma sono opinioni, solo opinioni.Mi fermo qui perché il caffè rischia di diventare americano per lunghezza.E anche quello, simbolo di una cultura diversa dal nostro ristrettissimo espresso, a qualcuno piace e a qualcuno non piace.Buona giornata e, naturalmente, good morning privacy.
NOW PLAYING
Niente visto di studio per gli USA a chi sui social ne ha parlato male
No transcript for this episode yet
Similar Episodes
Mar 31, 2026 ·54m
Mar 27, 2026 ·14m
Mar 24, 2026 ·42m
Mar 20, 2026 ·42m
Mar 17, 2026 ·41m
Mar 13, 2026 ·44m