EPISODE · Aug 9, 2025 · 1H 7M
No CPR Brindisi: "C'è un lager a un passo da noi" - Intervista a Luciana Bova e Marica Capraro
from Frasivolanti blog - di Laura Ressa · host Frasivolanti blog
Luciana Bova e Marica Capraro sono attiviste della rete "No CPR Brindisi" che, insieme ad altre realtà del territorio nazionale, si battono affinché i Centri di permanenza per il rimpatrio, veri e propri lager, vengano finalmente e definitivamente chiusi. Frasivolanti e Radio32 ancora una volta insieme per raccogliere la testimonianza di due portavoce di un movimento costituito da tante altre persone impegnate per la dignità per la difesa dei diritti umani. "No CPR Brindisi nasce dal silenzio che soffoca le vite di persone abbandonate alla violenza e al sopruso. No CPR Brindisi nasce dalla lontananza che separa le nostre vite da quelle di persone private della loro libertà e dignità senza aver fatto alcun male. No CPR Brindisi nasce per dire NO, anzi per gridarlo! Promuoviamo la chiusura sistemica dei CPR, veri e propri lager, e chiediamo l’annullamento della detenzione amministrativa non solo in Italia ma in Europa. Promuoviamo lo sviluppo di consapevolezza sociale e istituzionale sulle istanze delle persone marginalizzate, affinché vengano rispettati diritti umani fondamentali e si possa sviluppare un tessuto sociale sano e attivo." Nel luglio 2025, 37 associazioni hanno scritto una lettera ai comuni della provincia di Brindisi e alla stessa provincia per chiedere la chiusura dei CPR e l'abolizione della detenzione amministrativa delle persone migranti. Dopo la morte di Abel Okubor nel CPR di Restinco si è costituito il Gruppo "No CPR Brindisi" per continuare l’impegno che da anni le associazioni e i movimenti del territorio hanno assunto per la chiusura di quel CPR e di tutti gli altri. La richiesta, destinata ai consiglieri e ai sindaci, nonché al Presidente e i consiglieri provinciali, è di adottare un atto deliberativo di ferma contrarietà ai CPR in quanto realtà patogene per le persone migranti, di cui violano i diritti fondamentali e mettono a rischio la salute e la vita. Ecco alcuni stralci della lettera inviata alle istituzioni 👇 "[...] In data 27 giugno 2025 la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri accoglie pubblicamente l’appello della Società Italiana di Medici delle Migrazioni in cui si legge “La detenzione amministrativa presenta criticità in materia di rispetto della dignità delle persone e dei loro diritti, incluso quello alla salute. La stessa Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ne ha denunciato gli effetti in quanto pratica patogena sia per la salute fisica, sia per quella mentale. Numerose evidenze descrivono i CPR come contesti di degrado igienico-sanitario, sofferenza fisica e mentale e abbandono sociale, con ripetuti atti di violenza auto- ed etero-inflitta sui corpi delle persone recluse. Le stesse evidenze, a distanza di 25 anni dalla loro istituzione, confermano che questi luoghi, ovunque e a prescindere dai differenti gestori, sono sistematicamente e profondamente patogeni e mettono a rischio la salute e la vita delle persone che vi vengono detenute”.I CPR sono luoghi da chiudere, strutture in cui la dignità umana è brutalmente calpestata, spazi di produzione della sofferenza, una vergogna legalizzata, per cui l'Italia è stata più volte denunciata dalle organizzazioni di tutela dei diritti umani, compresa la CEDU. Con il presente documento tutte le associazioni e i movimenti firmatari chiedono alle amministrazioni della Provincia di Brindisi e alla Provincia stessa l’adozione di un atto deliberativo entro 30 giorni dalla ricezione della presente. L’atto dovrà esprimere ferma contrarietà ai CPR in quanto realtà patogene per le persone migranti, di cui violano i diritti fondamentali e mettono a rischio la salute e la vita. Con la presente si chiede altresì l'invio al Governo e al Parlamento della richiesta di abolizione della detenzione amministrativa e la trasmissione alla Prefettura di Brindisi, al Ministro dell’Interno, ai Presidenti del Senato e della Camera, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri al Presidente della Regione Puglia; ai gruppi consiliari della Regione Puglia [...]." Di seguito alcune fonti di approfondimento. Sito web: https://www.nocprbrindisi.it/ Pagina Facebook: https://www.facebook.com/p/No-CPR-Brindisi-61578147084661/ Profilo Instagram: https://www.instagram.com/nocprbrindisi/ Articolo di Radio32: https://radio32.net/cpr-brindisi-e-detenzione-amministrativa-storie-denuncia-e-realta-invisibili/ Indirizzo email: [email protected]
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Luciana Bova e Marica Capraro sono attiviste della rete "No CPR Brindisi" che, insieme ad altre realtà del territorio nazionale, si battono affinché i Centri di permanenza per il rimpatrio, veri e propri lager, vengano finalmente e definitivamente chiusi. Frasivolanti e Radio32 ancora una volta insieme per raccogliere la testimonianza di due portavoce di un movimento costituito da tante altre persone impegnate per la dignità per la difesa dei diritti umani. "No CPR Brindisi nasce dal silenzio che soffoca le vite di persone abbandonate alla violenza e al sopruso. No CPR Brindisi nasce dalla lontananza che separa le nostre vite da quelle di persone private della loro libertà e dignità senza aver fatto alcun male. No CPR Brindisi nasce per dire NO, anzi per gridarlo! Promuoviamo la chiusura sistemica dei CPR, veri e propri lager, e chiediamo l’annullamento della detenzione amministrativa non solo in Italia ma in Europa. Promuoviamo lo sviluppo di consapevolezza sociale e istituzionale sulle istanze delle persone marginalizzate, affinché vengano rispettati diritti umani fondamentali e si possa sviluppare un tessuto sociale sano e attivo." Nel luglio 2025, 37 associazioni hanno scritto una lettera ai comuni della provincia di Brindisi e alla stessa provincia per chiedere la chiusura dei CPR e l'abolizione della detenzione amministrativa delle persone migranti. Dopo la morte di Abel Okubor nel CPR di Restinco si è costituito il Gruppo "No CPR Brindisi" per continuare l’impegno che da anni le associazioni e i movimenti del territorio hanno assunto per la chiusura di quel CPR e di tutti gli altri. La richiesta, destinata ai consiglieri e ai sindaci, nonché al Presidente e i consiglieri provinciali, è di adottare un atto deliberativo di ferma contrarietà ai CPR in quanto realtà patogene per le persone migranti, di cui violano i diritti fondamentali e mettono a rischio la salute e la vita. Ecco alcuni stralci della lettera inviata alle istituzioni 👇 "[...] In data 27 giugno 2025 la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri accoglie pubblicamente l’appello della Società Italiana di Medici delle Migrazioni in cui si legge “La detenzione amministrativa presenta criticità in materia di rispetto della dignità delle persone e dei loro diritti, incluso quello alla salute. La stessa Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ne ha denunciato gli effetti in quanto pratica patogena sia per la salute fisica, sia per quella mentale. Numerose evidenze descrivono i CPR come contesti di degrado igienico-sanitario, sofferenza fisica e mentale e abbandono sociale, con ripetuti atti di violenza auto- ed etero-inflitta sui corpi delle persone recluse. Le stesse evidenze, a distanza di 25 anni dalla loro istituzione, confermano che questi luoghi, ovunque e a prescindere dai differenti gestori, sono sistematicamente e profondamente patogeni e mettono a rischio la salute e la vita delle persone che vi vengono detenute”.I CPR sono luoghi da chiudere, strutture in cui la dignità umana è brutalmente calpestata, spazi di produzione della sofferenza, una vergogna legalizzata, per cui l'Italia è stata più volte denunciata dalle organizzazioni di tutela dei diritti umani, compresa la CEDU. Con il presente documento tutte le associazioni e i movimenti firmatari chiedono alle amministrazioni della Provincia di Brindisi e alla Provincia stessa l’adozione di un atto deliberativo entro 30 giorni dalla ricezione della presente. L’atto dovrà esprimere ferma contrarietà ai CPR in quanto realtà patogene per le persone migranti, di cui violano i diritti fondamentali e mettono a rischio la salute e la vita. Con la presente si chiede altresì l'invio al Governo e al Parlamento della richiesta di abolizione della detenzione amministrativa e la trasmissione alla Prefettura di Brindisi, al Ministro dell’Interno, ai Presidenti del Senato e della Camera,...
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