EPISODE · May 21, 2024
Norimberga, riflessi culturali
from Cultureland Germany - Storie di arte, design e musica
Ho visto un uomo, tale Behaim, prendere in mano il mondo, pungerlo, modellarlo, comprimerlo e infine farlo aderire ad una sfera non più larga di mezzo metro. L’ho visto nascere, viveva tra le mie case, i suoi passi echeggiavano tra i vicoli, la mia ombra lo riparava nei pomeriggi estivi della Baviera. Era il periodo del grande splendore, tutti i neoeletti re tedeschi passavano da me, Norimberga, esibivano il loro sfarzo sulla mia terra, arrivavano per la loro prima assemblea; al tempo conservavo ancora le insegne del potere, la corona, la lancia, la spada e la croce. Il fuoco del Sacro Impero sembrava destinato a durare in eterno. Alcuni, quella sfera, la chiamavano der Globus, altri Erdapfel, poi mappamondo, e so per certo che, quell’uomo chiamato Behaim, l’artigiano creatore, scolpì nella storia una grande linea, di quelle profonde, di quelle che separano inequivocabilmente ciò che c’era prima da ciò che verrà poi. Pochi mesi più tardi, gli dissero che il suo mappamondo era sbagliato, già obsoleto: gli spagnoli avevano appena scoperto un nuovo continente, là, ad ovest, ma non le Indie, uno diverso, forse anche più grande. La sua opera finì nel “Museo Nazionale Tedesco”, il Germanisches Nationalmuseum, dove ancora oggi porta orgogliosa il nome del padre, circondata dalle più grandi testimonianze artistiche e culturali tedesche. Non ricordo che fine fece Behaim, se si disperò o semplicemente strabuzzò gli occhi, ma credo che fosse stato un brutto colpo per lui. Morì un decennio dopo, in un ospizio di Lisbona. Negli stessi anni, osservavo aggirarsi un giovane tra le mie mura, Albrecht Dürer: un giovane entusiasta, ma che spesso cadeva in tristezza e malinconia. Questo almeno fino al suo primo viaggio in Italia, nel 1495. Era un incisore, un pittore, un artista che se ne andò a Venezia, nel paese del Rinascimento, alla ricerca dei grandi nomi dell’epoca. Li trovò, li studiò, fece sue quelle conoscenze e tornò da me, elettrizzato, estasiato, con una pila di nuovi acquerelli dipinti lungo il viaggio. Mi promise, in un sussurro, di rendermi la Venezia del Nord, la capitale del Rinascimento artistico da questo lato delle Alpi. Mantenne la promessa, e dalla sua casa sotto il castello, vicino a Tiergärtnertorplatz, dipinse e incise e scrisse senza sosta, affiancato dalla moglie Agnes. La sua rimane una delle poche antiche case a graticcio sopravvissute alle bombe di qualche secolo dopo, sganciate dal cielo in un periodo oscuro, cominciato proprio qui, nel 1927, e terminato un ventennio dopo, sempre qui, con dei processi che cercarono di riportare un ordine e un senso a ciò che un senso non poteva averlo. Dopo le bombe ci fu un periodo di confusione, polvere e macerie, poi la ricostruzione e un grande respiro, l’apnea e poi di nuovo la luce: ora brillo, nuovamente, e il resto della Germania mi ammira, mentre, in questi tempi interessanti, da un lato stringo per mano un passato vivace, e nell’altro cullo la modernità, incapace di nascondere l’orgoglio per la mia storia. Norimberga si trova all'interno dell'ITINERARIO CULTURALE presente sul sito ufficiale dell'ente turistico tedesco. Consultalo per idee di viaggio alla scoperta dei siti UNESCO della Germania.
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