EPISODE · May 21, 2024
Norimberga, riti e radici
from Cultureland Germany - Storie di arte, design e musica
Ad oggi, l’odore del cuoio se n’è andato, insieme ad alcune tradizioni dell’epoca in cui nacqui. I nomi, però, quelli rimangono. Nascondono le radici, masticano le lettere e sputano qualcosa di zoppo, quasi dialettale, ma perpetuano. Il mio ad esempio, Norimberga, sembra derivi dalla roccia arenaria, color rame, su cui venne fondato il castello da cui Enrico III dominava la libera città imperiale. Sono stata forgiata attraverso la pelle, il fuoco, la lavorazione e il sudore; sale e allume rendevano i cuoi fini e chiari, posti ad essiccare vicino alle mura, il più lontano possibile dalle abitazioni. Precauzione quasi inutile, dato che l’odore mi avvolgeva completamente, entrava nelle case, prima robusto e terroso, poi untuoso e viscerale, acre; nonostante questo, i mercanti andavano e venivano, chi con una pezza sul naso, altri ancora ormai abituati e anestetizzati. Un altro nome rimasto è quello dell' Henkersteg, il Ponte del Boia. Li vedevo, quei funzionari della città, susseguirsi l’un l’altro, e tutti andavano ad abitare, uno dopo l’altro, sempre nella stessa casa, alienati su un isolotto al centro del fiume Pegnitz, e attraversavano la passerella, ogni giorno, per arrivare in città circondati da un’aurea fatta di pece, vischiosa e scura, alienati da tutti i cittadini per bene. Misera vita quella del boia. E pensare che, dall’altro lato del ponte, c’era l’imponenza e la vivacità del Weinstadel, un altro nome che deriva dalla sua ex funzione di negozio di vini. Più che il vino, però, da queste parti ho notato che si preferisce la birra, scura, rossa come la roccia da cui provengo, prodotta all’interno di cantine rupestri sotto il livello stradale, nascoste agli occhi della gente. Una birra accompagnata spesso dalle 3 im Weggla, le tre salsicce tipiche della zona servite in un panino, di cui gli amici italiani di Dürer, quando venivano a trovarlo, andavano matti, tenendo in una mano il boccale e nell’altra un piatto di latta zeppo di salsicce. Poi, finito, il pranzo, ordinavano il pan di zenzero: chiedevano sacchi di pan di zenzero, da portare a casa, anche se a casa non arrivavano mai, insieme alla ricetta, che però gli era sempre negata, anzi, ricevevano occhiatacce, come se volessero rubare il mio segreto, qualcosa che ancora oggi custodisco scrupolosamente. Qualcosa che, comunque, gli italiani così come tutti, possono passare da qui e comprare, insieme alle salsicce e alla birra, soprattutto nel periodo natalizio, nella piazza del mercato, l’Hauptmarkt, dove per tutto il mese di dicembre in occasione del mercatino di Natale luci e stand animano la piazza e illuminano le vie. In quei giorni, stranamente, quando l’aria si riempie dell’odore di noci, miele e cannella, io ritorno indietro con la memoria e penso agli odori degli acquerelli portati da Venezia, quelli delle concerie e dei vestiti dei lavoratori, e poi al sentore del fiume sotto la pioggia, animato e tumultuoso, mentre s’infrange sulla roccia sotto il castello, a quando già esistevo, nonostante non mi avessero ancora dato un nome. Norimberga si trova all'interno dell'ITINERARIO CULTURALE presente sul sito ufficiale dell'ente turistico tedesco. Consultalo per idee di viaggio alla scoperta dei siti UNESCO della Germania.
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Norimberga, riti e radici
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