EPISODE · May 3, 2026 · 1H 20M
Notte del #LavoroNarrato (edizione Frasivolanti) - 30 aprile 2026
from Frasivolanti blog - di Laura Ressa · host Frasivolanti blog
Da 13 anni il 30 Aprile di ogni anno ritorna la Notte del Lavoro Narrato, un'iniziativa ideata dal sociologo e narratore Vincenzo Moretti e che continua ad esistere con le proprie gambe, trovando sempre nuova linfa nelle menti e nelle vite delle persone che mantengono acceso questo incontro di storie.L'obiettivo di questa "Notte" (che, non a caso, precede il giorno della festa dei lavoratori) è raccontare e condividere le nostre esperienze di lavoro in qualsiasi luogo, con chiunque voglia, in qualsiasi modo lo si voglia fare. Si può essere da soli, in due, in tre, in cento. Non conta quanti siamo o il modo in cui scegliamo di raccontare: l'importante è testimoniare che valore ha per noi il lavoro. E soprattutto quanti modi esistono di definire questa parola che sembra incasellare le nostre vite e che, in un modo o nell'altro, ci delinea come esseri umani sulla base di ciò che scegliamo di fare o non fare, sulla base dei compromessi ai quali siamo disposti a piegarci oppure no. Ci siamo ritrovati anche quest'anno a Bari (per l'edizione Frasivolanti) ad ascoltare e raccontare le nostre storie il 30 aprile alle ore 18.30 presso Portineria21. Le persone sul palco per questa edizione sono state: ✨️ Antonella Desantis (Esperta risorse umane, formatrice e orientatrice) ✨️ Sabana Guarino (Operatrice area servizi per il lavoro) ✨️ Stella Campanozzi (Neuropsichiatra infantile) ✨️ Ivan Dell'Edera (Lavoratore dello spettacolo) ✨️ Antonio Di Siena (Scrittore, curatore editoriale e blogger) Una domanda, nel corso degli ultimi 13 anni, si è fatta sempre più presente nei miei pensieri: cos'è il lavoro? Troppo spesso il termine "lavoro" viene mistificato, stravolto a piacimento del "padrone" di turno, svuotato del suo senso etico autentico, rimodulato per convenienza economica o politica, identificato solo e soltanto in ciò che facciamo per sopravvivere. Tutto questo induce a puntare il dito contro chi un lavoro non ce l'ha o stenta a trovarlo o a capire come collocarsi in termini professionali, come se la propria vita fosse un oggetto da riporre e collocare su una mensola etichettata.Sempre più spesso in questi anni mi sono anche chiesta per quale motivo l'Italia, secondo la Costituzione, debba essere "fondata sul lavoro". Per me lavorare vuol dire sostentarsi, certo, ma anche decidere che traccia si vuole lasciare. Vuol dire aver cura del proprio modo di comportarsi con le persone e con se stessi, vuol dire cercare di dare un senso al proprio modo di agire nella contemporaneità anche in funzione del futuro che verrà quando non ci saremo più. Perchè anche quel futuro ci riguarda da vicino e ne siamo responsabili!Il lavoro può presentare molti lati oscuri, molte storie amare difficili da comprendere e da accettare. Il lavoro è anche quello delle cosiddette "morti bianche", una strage costante che si consuma in Italia e altrove con sempre maggiore ferocia e, mi sembra, anche con crescente noncuranza. Il lavoro è anche quello dei diritti negati, delle opportunità fasulle, delle false promesse, dello sfruttamento sotto ogni forma. Come possiamo rispondere a queste dinamiche? Cosa c'è da salvare? In che modo il lavoro può rappresentare uno strumento evolutivo per la mente umana anziché un mezzo che crea divisioni all'interno della società? Come possiamo riappropriarci di un senso che può sembrarci perduto perché ci ripetono - come un mantra - che tanto "così va il mondo" e "così fan tutti"? https://vincenzomoretti.nova100.ilsole24ore.com/2026/03/17/lavoro-narrato-2026/ https://lauraressa.com/tag/lavoronarrato/
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Da 13 anni il 30 Aprile di ogni anno ritorna la Notte del Lavoro Narrato, un'iniziativa ideata dal sociologo e narratore Vincenzo Moretti e che continua ad esistere con le proprie gambe, trovando sempre nuova linfa nelle menti e nelle vite delle persone che mantengono acceso questo incontro di storie.L'obiettivo di questa "Notte" (che, non a caso, precede il giorno della festa dei lavoratori) è raccontare e condividere le nostre esperienze di lavoro in qualsiasi luogo, con chiunque voglia, in qualsiasi modo lo si voglia fare. Si può essere da soli, in due, in tre, in cento. Non conta quanti siamo o il modo in cui scegliamo di raccontare: l'importante è testimoniare che valore ha per noi il lavoro. E soprattutto quanti modi esistono di definire questa parola che sembra incasellare le nostre vite e che, in un modo o nell'altro, ci delinea come esseri umani sulla base di ciò che scegliamo di fare o non fare, sulla base dei compromessi ai quali siamo disposti a piegarci oppure no. Ci siamo ritrovati anche quest'anno a Bari (per l'edizione Frasivolanti) ad ascoltare e raccontare le nostre storie il 30 aprile alle ore 18.30 presso Portineria21. Le persone sul palco per questa edizione sono state: ✨️ Antonella Desantis (Esperta risorse umane, formatrice e orientatrice) ✨️ Sabana Guarino (Operatrice area servizi per il lavoro) ✨️ Stella Campanozzi (Neuropsichiatra infantile) ✨️ Ivan Dell'Edera (Lavoratore dello spettacolo) ✨️ Antonio Di Siena (Scrittore, curatore editoriale e blogger) Una domanda, nel corso degli ultimi 13 anni, si è fatta sempre più presente nei miei pensieri: cos'è il lavoro? Troppo spesso il termine "lavoro" viene mistificato, stravolto a piacimento del "padrone" di turno, svuotato del suo senso etico autentico, rimodulato per convenienza economica o politica, identificato solo e soltanto in ciò che facciamo per sopravvivere. Tutto questo induce a puntare il dito contro chi un lavoro non ce l'ha o stenta a trovarlo o a capire come collocarsi in termini professionali, come se la propria vita fosse un oggetto da riporre e collocare su una mensola etichettata.Sempre più spesso in questi anni mi sono anche chiesta per quale motivo l'Italia, secondo la Costituzione, debba essere "fondata sul lavoro". Per me lavorare vuol dire sostentarsi, certo, ma anche decidere che traccia si vuole lasciare. Vuol dire aver cura del proprio modo di comportarsi con le persone e con se stessi, vuol dire cercare di dare un senso al proprio modo di agire nella contemporaneità anche in funzione del futuro che verrà quando non ci saremo più. Perchè anche quel futuro ci riguarda da vicino e ne siamo responsabili!Il lavoro può presentare molti lati oscuri, molte storie amare difficili da comprendere e da accettare. Il lavoro è anche quello delle cosiddette "morti bianche", una strage costante che si consuma in Italia e altrove con sempre maggiore ferocia e, mi sembra, anche con crescente noncuranza. Il lavoro è anche quello dei diritti negati, delle opportunità fasulle, delle false promesse, dello sfruttamento sotto ogni forma. Come possiamo rispondere a queste dinamiche? Cosa c'è da salvare? In che modo il lavoro può rappresentare uno strumento evolutivo per la mente umana anziché un mezzo che crea divisioni all'interno della società? Come possiamo riappropriarci di un senso che può sembrarci perduto perché ci ripetono - come un mantra - che tanto "così va il mondo" e "così fan tutti"? https://vincenzomoretti.nova100.ilsole24ore.com/2026/03/17/lavoro-narrato-2026/ https://lauraressa.com/tag/lavoronarrato/
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