Omelia II Dom. Pasqua - Anno A (Gv 20,19-31) episode artwork

EPISODE · Apr 8, 2026 · 8 MIN

Omelia II Dom. Pasqua - Anno A (Gv 20,19-31)

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TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8500OMELIA II DOM. DI PASQUA - ANNO A (Gv 20,19-31)di Don Stefano Bimbi La sera della Pasqua, il primo giorno dopo il sabato, i discepoli sono chiusi in casa per paura. Hanno seguito Gesù, hanno sperato in Lui, ma ora si ritrovano delusi e spaventati. Le porte sono serrate, ma il Vangelo ci fa capire che non sono solo le porte della casa a essere chiuse: sono chiusi anche i loro cuori. È lì che entra Gesù. Non bussa, non aspetta che lo lascino entrare: si pone in mezzo a loro e dice: "Pace a voi".Questa è la prima grande verità della fede cristiana: il Risorto viene proprio quando noi siamo bloccati, impauriti o confusi. Non aspetta che siamo pronti, ma ci raggiunge così come siamo. Quante volte anche noi viviamo con le "porte chiuse": paura del giudizio degli altri, paura del futuro, di perdere qualcosa, di non essere all'altezza. E allora ci chiudiamo nella nostra piccolezza e rimandiamo di prendere sul serio la vita cristiana. Ma Cristo non si ferma davanti a queste chiusure. Entra e porta la sua pace. Non una pace superficiale, ma quella che nasce dalla sua vittoria sulla morte.E subito mostra le mani e il fianco. Non nasconde le ferite, anzi le presenta. Gesù risorto non cancella le ferite, le trasfigura. Le ferite diventano il segno dell'amore. Anche nella nostra vita le ferite ci sono: delusioni, peccati, errori, sofferenze. Il mondo ci dice di nasconderle o di dimenticarle; Cristo invece le prende e le trasforma in luogo di incontro con Lui. Non devi aspettare di essere perfetto per incontrare Dio: devi presentargli proprio ciò che ti fa male.Qui ci viene in aiuto l'esempio di San Tommaso Apostolo che il Vangelo ci presenta nella sua incredulità. Tommaso non c'era quando Gesù si è mostrato agli apostoli. E quando gli altri gli raccontano, lui non crede. Vuole toccare per verificare. Anche noi possiamo dire: "Se vedessi, crederei di più". Ma in realtà il problema non è vedere, ma fidarsi. E Gesù, con una pazienza infinita, torna per lui. Gli offre proprio quello che chiedeva e lo invita ad andare oltre: "Non essere incredulo, ma credente".Tommaso non era un incredulo per cattiveria, ma un uomo ferito dalla delusione. Aveva sperato, ma quella speranza sembrava crollata. Per questo non riesce più a fidarsi. Eppure proprio lui, che aveva dubitato, quando incontra davvero il Risorto arriva alla professione di fede più alta di tutto il Vangelo: "Mio Signore e mio Dio!". Non dice solo "ti riconosco", ma "sei il mio Signore, il padrone della mia vita". La fede cristiana non è un'idea, è un rapporto personale. Non basta sapere che Dio esiste, anche il Diavolo sa che Dio esiste. Dobbiamo invece arrivare a dire: "Tu sei il mio Dio, il senso profondo della mia vita".Tommaso porterà poi il Vangelo fino in India, affrontando viaggi, pericoli e infine il martirio. È la dimostrazione concreta che chi incontra davvero Cristo, anche se è passato attraverso il dubbio, può arrivare ad avere una fede fortissima capace perfino di dare la propria vita per Gesù. Questo è importante per noi: i dubbi non sono la fine della fede, possono diventarne l'inizio, ma solo se spingono alla tappa successiva del cammino per arrivare a Cristo invece di chiuderci nel nostro mondo.San Gregorio Magno, commentando questo episodio, scrive: "L'incredulità di Tommaso ha giovato alla nostra fede più della fede degli altri discepoli". Il dubbio affrontato con sincerità non distrugge la fede, ma la rafforza. Tommaso è andato in fondo ai suoi dubbi ed ha riconosciuto Gesù grazie all'incontro con Lui e così ha aiutato anche noi a credere con più solidità.Ma noi, oggi, dove possiamo fare questa stessa esperienza di Tommaso davanti al corpo di Cristo risorto? La risposta è semplice: nell'Eucaristia. Pensiamo al miracolo eucaristico di Miracolo Eucaristico di Lanciano. Un sacerdote, proprio mentre celebrava la Messa, fu assalito dal dubbio: "Ma è davvero il Corpo di Cristo, oppure è solo un simbolo?". Nel momento della consacrazione, l'ostia si trasformò visibilmente in carne e il vino in sangue. Ancora oggi, dopo secoli, quelle reliquie sono conservate e studiate: carne di cuore umano e sangue vero. È come se il Signore avesse detto anche a quel sacerdote: "Vuoi vedere? Vuoi toccare? Ecco". È lo stesso gesto fatto con Tommaso. Ma attenzione: noi non dobbiamo aspettare il miracolo per credere. Il miracolo serve a ricordarci ciò che è sempre vero, anche quando non si vede. Ogni Messa è quel miracolo, anche se i nostri occhi vedono solo pane e vino.E allora qui la domanda diventa molto concreta: come vivo io la Messa? Entro distratto, guardo l'orologio, penso ad altro, oppure mi metto davanti all'Eucaristia con la stessa fede di Tommaso? Quando il sacerdote eleva l'ostia, nel silenzio, il cuore ciascuno di noi può dire: "Mio Signore e mio Dio". Non è una formula, è un atto di fede. È dire: "Tu sei qui davvero. Tu sei per me". E questo cambia tutto anche nella vita quotidiana. Se io credo davvero che Gesù è presente nell'Eucaristia, allora non posso vivere la Messa come una cosa secondaria, né posso accostarmi alla Comunione in modo superficiale. Mi preparo, mi confesso, arrivo in anticipo, faccio silenzio, faccio il ringraziamento alla mia panca alla fine della Messa. Perché sto incontrando una Persona viva.Poi Gesù conclude con una frase che riguarda direttamente noi: "Beati quelli che non hanno visto e hanno creduto". Noi abbiamo la straordinaria possibilità di essere tra questi. Non abbiamo visto con gli occhi, ma siamo chiamati a riconoscere Cristo presente davvero nella nostra vita. La nostra fede si fonda sulla parola degli apostoli tramandata fedelmente dalla Chiesa, cosa può esserci di più sicuro e documentato?Infine Gesù compie un gesto solenne: soffia su di loro e dice "Ricevete lo Spirito Santo. A chi rimetterete i peccati saranno rimessi, a quelli che non li rimetterete resteranno non rimessi". Qui c'è il fondamento del sacramento della Confessione che non è un'invenzione della Chiesa, ma un dono diretto del Risorto. Questo significa che la pace che Gesù porta non è solo un sentimento interiore, ma passa attraverso un atto concreto: il perdono dei peccati. Senza il perdono, non c'è vera pace. Se uno vive mesi, anni senza confessarsi, è inevitabile che dentro di sé si accumuli inquietudine, anche se magari esteriormente sembra tutto a posto. La Confessione non è un peso, è il luogo dove Cristo entra nelle nostre ferite e le guarisce.Allora questo Vangelo ci mette davanti a una domanda molto seria: dove sono io in questa scena? Sono tra i discepoli chiusi per paura? Sto lasciando entrare Cristo nella mia vita concreta o tengo ancora delle porte serrate? Mi accosto con regolarità al perdono dei peccati o rimando sempre? Vivo una fede personale, oppure mi accontento di qualcosa di superficiale? E soprattutto: posso dire davvero, con verità, "Mio Signore e mio Dio"? Non solo a parole, ma con le scelte quotidiane, con il modo di vivere, con le priorità che do alle cose?Perché la fede vera non è un'aggiunta alla vita, è ciò che la trasforma dall'interno. E quando Cristo entra davvero, la paura lascia spazio alla pace, il dubbio alla fiducia, la chiusura alla missione. E allora anche noi, come i discepoli, possiamo uscire da quelle porte chiuse e portare nel mondo una presenza diversa: non perfetta, ma abitata da Dio.

TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8500OMELIA II DOM. DI PASQUA - ANNO A (Gv 20,19-31)di Don Stefano Bimbi La sera della Pasqua, il primo giorno dopo il sabato, i discepoli sono chiusi in casa per paura. Hanno seguito Gesù, hanno sperato in Lui, ma ora si ritrovano delusi e spaventati. Le porte sono serrate, ma il Vangelo ci fa capire che non sono solo le porte della casa a essere chiuse: sono chiusi anche i loro cuori. È lì che entra Gesù. Non bussa, non aspetta che lo lascino entrare: si pone in mezzo a loro e dice: "Pace a voi".Questa è la prima grande verità della fede cristiana: il Risorto viene proprio quando noi siamo bloccati, impauriti o confusi. Non aspetta che siamo pronti, ma ci raggiunge così come siamo. Quante volte anche noi viviamo con le "porte chiuse": paura del giudizio degli altri, paura del futuro, di perdere qualcosa, di non essere all'altezza. E allora ci chiudiamo nella nostra piccolezza e rimandiamo di prendere sul serio la vita cristiana. Ma Cristo non si ferma davanti a queste chiusure. Entra e porta la sua pace. Non una pace superficiale, ma quella che nasce dalla sua vittoria sulla morte.E subito mostra le mani e il fianco. Non nasconde le ferite, anzi le presenta. Gesù risorto non cancella le ferite, le trasfigura. Le ferite diventano il segno dell'amore. Anche nella nostra vita le ferite ci sono: delusioni, peccati, errori, sofferenze. Il mondo ci dice di nasconderle o di dimenticarle; Cristo invece le prende e le trasforma in luogo di incontro con Lui. Non devi aspettare di essere perfetto per incontrare Dio: devi presentargli proprio ciò che ti fa male.Qui ci viene in aiuto l'esempio di San Tommaso Apostolo che il Vangelo ci presenta nella sua incredulità. Tommaso non c'era quando Gesù si è mostrato agli apostoli. E quando gli altri gli raccontano, lui non crede. Vuole toccare per verificare. Anche noi possiamo dire: "Se vedessi, crederei di più". Ma in realtà il problema non è vedere, ma fidarsi. E Gesù, con una pazienza infinita, torna per lui. Gli offre proprio quello che chiedeva e lo invita ad andare oltre: "Non essere incredulo, ma credente".Tommaso non era un incredulo per cattiveria, ma un uomo ferito dalla delusione. Aveva sperato, ma quella speranza sembrava crollata. Per questo non riesce più a fidarsi. Eppure proprio lui, che aveva dubitato, quando incontra davvero il Risorto arriva alla professione di fede più alta di tutto il Vangelo: "Mio Signore e mio Dio!". Non dice solo "ti riconosco", ma "sei il mio Signore, il padrone della mia vita". La fede cristiana non è un'idea, è un rapporto personale. Non basta sapere che Dio esiste, anche il Diavolo sa che Dio esiste. Dobbiamo invece arrivare a dire: "Tu sei il mio Dio, il senso profondo della mia vita".Tommaso porterà poi il Vangelo fino in India, affrontando viaggi, pericoli e infine il martirio. È la dimostrazione concreta che chi incontra davvero Cristo, anche se è passato attraverso il dubbio, può arrivare ad avere una fede fortissima capace perfino di dare la propria vita per Gesù. Questo è importante per noi: i dubbi non sono la fine della fede, possono diventarne l'inizio, ma solo se spingono alla tappa successiva del cammino per arrivare a Cristo invece di chiuderci nel nostro mondo.San Gregorio Magno, commentando questo episodio, scrive: "L'incredulità di Tommaso ha giovato alla nostra fede più della fede degli altri discepoli". Il dubbio affrontato con sincerità non distrugge la fede, ma la rafforza. Tommaso è andato in fondo ai suoi dubbi ed ha riconosciuto Gesù grazie all'incontro con Lui e così ha aiutato anche noi a credere con più solidità.Ma noi, oggi, dove possiamo fare questa stessa esperienza di Tommaso davanti al corpo di Cristo risorto? La risposta è semplice: nell'Eucaristia. Pensiamo al miracolo eucaristico di Miracolo Eucaristico di...

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Breaking News Show | eTurboNews Juergen Thomas Steinmetz News is relevant to the global travel and tourism industry, human rights and global issues.Breaking news when it happens and only from the source. LIGHTS, CAMERA, SMILE! Creatives Club Media Lights, Camera, Smile, is a podcast for anyone with a dream to share something with the world, out of the overflow of themselves - be it their mind, their heart, their personalities, and much more. Each of us are alive in this moment in time, with an innate ability to have ideas and create various things to benefit both ourselves and the people around us for a reason, and here, you will find the encouragement, the inspiration, and the motivation to do just that. Hosted by Cicily, founder of Creatives Club, she dives into various topics surrounding creativity and business. Exploring entrepreneurship for creatives in a corporate reality, sharing tips and tricks in a media centered company, answering questions regarding what a creative actually is are just a few of the things discussed on this podcast. Be encouraged to create for yourself as Cicily gets vulnerable by pivoting the camera to herself for the first time.To submit questions for Cicily to answer, or have her address certain t Invictus by Greyana, A Tomione Podfic M+G Readings Sporadic uploads thanks to gallstones.Voldemort intended the object to be used by his most loyal follower in the event that his horcruxes were destroyed, but it ended up in Hermione’s possession instead.It sent her back to a time when he was much less the monster that she’d always known him to be. Nothing could have prepared her for the intelligence and charm of Tom Riddle.He isn’t who she thought he was.Hermione discovers that it’s a dark descent into the madness of the man she should hate, but can’t… a descent she will never emerge fr The Course Mentors Podcast The Course Mentors Hey there, future course creator!Ever feel like turning your know-how into an online course is like trying to solve a Rubik's cube blindfolded? Well, grab your headphones because "The Course Mentors Podcast" is here to be your secret weapon!Meet Aimee and Odette (that's us!), your new best friends in the course creation world. We've been in the trenches for over a decade, and for the last five years, we've been rocking the online course space. Now we're here to spill all our secrets in bite-sized, 15-20 minute episodes that'll fit perfectly in your coffee breaks.No fluff, no filler - just real, actionable advice that'll take you from "um, what's a landing page?" to "holy moly, I just hit six figures!". We're talking everything from crafting your course to marketing it like a pro and building a business that'll have you pinching yourself.Whether you're dreaming of ditching the 9-to-5 grind, adding a sweet extra income str

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