EPISODE · May 20, 2024
Patrimonio materiale UNESCO in Germania
from Cultureland Germany - Storie di arte, design e musica
Tra i primi paesi al mondo per numero di patrimoni riconosciuti dall’UNESCO, l’offerta della Germania è ricca, variegata e incredibilmente vivace. I suoi 52 patrimoni materiali si estendono dalle acque del Nord fino al profondo entroterra bavarese, a sud, in una collezione di natura, cultura e arte che, se si potesse incapsulare in museo, rappresenterebbe una nicchia da cui difficilmente si vorrebbe uscire. Tra i requisiti fondamentali per entrare a far parte della lista UNESCO ci sono l’eccezionalità universale del sito e la rappresentazione di un capolavoro del genio creativo umano, e all’ingresso di questo museo, sull’arco in marmo, ci aspetteremmo quindi di veder rappresentato Venere, pianeta della bellezza, dell’arte, del sentimento e della creatività. Dopo la hall d’ingresso, partirebbero corridoi e sale a diramarsi per chilometri, costellati di paesaggi brillanti, sculture e nature, porte segrete che si aprono su mondi a noi estranei, giornate luminose fatte di una non-materia unica. Nelle prime sale, quelle dedicate alla natura, vedremmo subito il Parco Muskau, metà tedesco e metà polacco, tra i più belli d’Europa, dove ci si può perdere tra le aiuole in stile inglese e dove l’atmosfera, insieme a castelli laghi e ponti, fa rivivere un tempo che avevamo dato per passato. In lontananza, al confine con la Repubblica Ceca, i Monti Metalliferi, coperti da manti di faggete che hanno contribuito a creare un’identità su diverse zone del territorio tedesco. Da quelle vette ci si gode la vista del firmamento, limpido, quasi acerbo nella sua genuinità, si vedono le stelle e pure Venere, e là, più lontano, appena sotto Francoforte, s’intravede il Pozzo di Messel, dove in un tempo ormai andato si riflettevano le infinite luci del cielo, ma che poi, quando l’acqua se ne andò, si trasformò prima in miniera e poi in uno dei più importarti siti geologici e scientifici mondiali. Poco più avanti, in una sala circolare fatta di specchi, punteremmo lo sguardo a nord, oltre i confini terreni, dove il Mare di Wadden ospita piante e animali unici, dove si vedono studiosi e giovani passeggiare su quelle distese fangose lunghe migliaia di chilometri, all’interno di un ecosistema unico nel suo genere. Seguendo poi il percorso, si vedrebbero le prime tracce umane, con una tappa a Quedlinburg, nel Land della Sassonia-Anhalt, per poi arrivare a Wartburg, al centro della Turingia, dove fu costruito il primo castello tedesco scelto dall’UNESCO. E sempre all’insegna di Venere e della bellezza, dello spettacolo e della creatività, come potrebbe mancare Bayreuth e il suo Teatro dell’Opera dei Margravi, che ogni anno ospita il festival dedicato a Wagner, immenso compositore che passò propria nella città della Baviera i suoi ultimi anni di vita. E a pochi passi, nella sala accanto, i sussurri dei pennelli, delicati sulla tela, un dipinto di Weimar, la Duchessa Amalia che passeggia di fronte al Wittumspalais, diretta a teatro, mentre viene superata dal garzone intento a correre veloce verso casa Goethe, dove i bigliettini per l’amico Schiller si stanno accumulando. C’è poi un passaggio, più stretto, attraverso la città dei sette colli, no, non Roma, ma Bamberga, nell’alta Franconia, con il Duomo Imperiale, il Municipio Vecchio e l’Abbazia di San Michele, a cui arrivano religiosi da diverse parti del mondo, molte volte proprio dalla stessa Germania, più precisamente dalla Chiesa del pellegrinaggio di Wies, quella dove il Cristo ligneo perse una lacrima e che a sua volta richiama fedeli da tutti gli angoli. La Cattedrale di Aquisgrana, poi, con un’ala costruita appositamente per lei, catturata nel momento in cui il sole le soffia un vento di tramonto e i colori si accendono, mentre la voce possente del suo creatore, l’architetto Oddone da Metz, echeggia ancora nella notte, quando il silenzio regna sovrano. Le sale continuano, si possono vedere Brema e il suo municipio, capeggiato all’esterno dalla grande statua dell’eroe Rolando, con lo scudo dorato dell’impero stretto al petto; c’è poi la Museuminsel di Berlino, un’isola al centro della rete illuminata della città, un complesso di cinque musei dell’epoca prussiana più il moderno James-Simone Galerie, oppure ancora Brühl, centro del Rococò tedesco, con il suo Castello Augustusburg e il casino di caccia Falkenlust. Una visita che, come accennato all’inizio, potrebbe durare all’infinito ma mai troppo, quando è impossibile stancarsi di un’abbondanza divina, benedetta da Venere e dalla Luna, creatrici e madrine di quel materiale impavido e resistente, quella bellezza impossibile da far svanire, ma che sfuma dolce, spostandosi da un luogo all’altro.
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