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EPISODE · Mar 7, 2025 · 22 MIN

"Personale": Intervista con la regista Carmen Trocker

from FRED Film Radio - Italian Channel

Al 43° Bergamo Film Meeting, nella sezione Visti da Vicino, la regista Carmen Trocker presenta il suo documentario "Personale", un film che offre una prospettiva unica sul mondo dell’hôtellerie. Il film si concentra sul personale delle pulizie di un hotel a quattro stelle nelle Dolomiti, composto prevalentemente da lavoratori migranti. Un lavoro ciclico e invisibile "Vogliamo guardare dietro l’industria turistica, nei luoghi che devono restare invisibili" – racconta Carmen Trocker. In "Personale", la regista segue la routine quotidiana del team di housekeeping, evidenziando la ripetitività del loro lavoro e il loro ruolo fondamentale nel mantenere in piedi la macchina turistica. Dare voce ai lavoratori invisibili Cresciuta in una zona turistica, la regista ha vissuto il cambiamento dell’industria alberghiera: "Gli hotel erano aziende familiari, poi sono diventati più grandi e sono arrivati i lavoratori migranti". Il suo obiettivo è sempre stato chiaro: "Volevo fare vedere queste persone, dare loro la scena, il palco solo a loro". Un film che decostruisce il turismo L’assenza degli ospiti è una scelta stilistica precisa: "Abbiamo sviluppato il concetto di raccontare gli ospiti solo tramite le tracce che lasciano: piatti sporchi, tazze vuote, oggetti dimenticati". Questo contrasto tra l’immobilità degli ospiti e il movimento incessante dei lavoratori sottolinea l’aspetto alienante del loro lavoro. Un’esperienza immersiva attraverso il suono Uno degli aspetti più affascinanti di Personale è il modo in cui il sound design diventa un vero e proprio strumento narrativo. La regista e il suo team hanno dedicato particolare attenzione alla raccolta di suoni ambientali autentici, trasformandoli in una componente essenziale per la costruzione dell’atmosfera del film. "Abbiamo registrato i rumori delle lavatrici in funzione, il fruscio dei tessuti mentre vengono piegati, lo stridio delle scope sul pavimento" – spiega Carmen Trocker. L'obiettivo era quello di immergere lo spettatore nel ritmo quotidiano del lavoro alberghiero, facendo percepire la fisicità e la ripetitività di queste attività. Il suono delle porte che si chiudono, il tintinnio dei bicchieri, il rumore ovattato dei passi nei corridoi diventano dettagli sonori che contribuiscono a raccontare una storia fatta di gesti automatici e di fatica silenziosa. In assenza di una colonna sonora tradizionale, questi elementi audio creano una sorta di melodia del lavoro, rendendo il film un’esperienza sensoriale che porta lo spettatore a sentire – quasi toccare – la quotidianità del personale dell’hotel. Un impatto sulla percezione dei lavoratori migranti "Se permetti a qualcuno di parlare e lo ascolti, ti si avvicina" – afferma Carmen Trocker. Con "Personale", la regista spera di umanizzare chi lavora dietro le quinte del turismo e di stimolare una riflessione più profonda sul tema della migrazione. "Personale" è un film che porta sul grande schermo chi di solito resta invisibile. Un’opera intensa, che ci invita a guardare oltre la superficie dell’ospitalità.

Al 43° Bergamo Film Meeting, nella sezione Visti da Vicino, la regista Carmen Trocker presenta il suo documentario "Personale", un film che offre una prospettiva unica sul mondo dell’hôtellerie. Il film si concentra sul personale delle pulizie di un hotel a quattro stelle nelle Dolomiti, composto prevalentemente da lavoratori migranti. Un lavoro ciclico e invisibile "Vogliamo guardare dietro l’industria turistica, nei luoghi che devono restare invisibili" – racconta Carmen Trocker. In "Personale", la regista segue la routine quotidiana del team di housekeeping, evidenziando la ripetitività del loro lavoro e il loro ruolo fondamentale nel mantenere in piedi la macchina turistica. Dare voce ai lavoratori invisibili Cresciuta in una zona turistica, la regista ha vissuto il cambiamento dell’industria alberghiera: "Gli hotel erano aziende familiari, poi sono diventati più grandi e sono arrivati i lavoratori migranti". Il suo obiettivo è sempre stato chiaro: "Volevo fare vedere queste persone, dare loro la scena, il palco solo a loro". Un film che decostruisce il turismo L’assenza degli ospiti è una scelta stilistica precisa: "Abbiamo sviluppato il concetto di raccontare gli ospiti solo tramite le tracce che lasciano: piatti sporchi, tazze vuote, oggetti dimenticati". Questo contrasto tra l’immobilità degli ospiti e il movimento incessante dei lavoratori sottolinea l’aspetto alienante del loro lavoro. Un’esperienza immersiva attraverso il suono Uno degli aspetti più affascinanti di Personale è il modo in cui il sound design diventa un vero e proprio strumento narrativo. La regista e il suo team hanno dedicato particolare attenzione alla raccolta di suoni ambientali autentici, trasformandoli in una componente essenziale per la costruzione dell’atmosfera del film. "Abbiamo registrato i rumori delle lavatrici in funzione, il fruscio dei tessuti mentre vengono piegati, lo stridio delle scope sul pavimento" – spiega Carmen Trocker. L'obiettivo era quello di immergere lo spettatore nel ritmo quotidiano del lavoro alberghiero, facendo percepire la fisicità e la ripetitività di queste attività. Il suono delle porte che si chiudono, il tintinnio dei bicchieri, il rumore ovattato dei passi nei corridoi diventano dettagli sonori che contribuiscono a raccontare una storia fatta di gesti automatici e di fatica silenziosa. In assenza di una colonna sonora tradizionale, questi elementi audio creano una sorta di melodia del lavoro, rendendo il film un’esperienza sensoriale che porta lo spettatore a sentire – quasi toccare – la quotidianità del personale dell’hotel. Un impatto sulla percezione dei lavoratori migranti "Se permetti a qualcuno di parlare e lo ascolti, ti si avvicina" – afferma Carmen Trocker. Con "Personale", la regista spera di umanizzare chi lavora dietro le quinte del turismo e di stimolare una riflessione più profonda sul tema della migrazione. "Personale" è un film che porta sul grande schermo chi di solito resta invisibile. Un’opera intensa, che ci invita a guardare oltre la superficie dell’ospitalità.

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This episode was published on March 7, 2025.

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