EPISODE · Sep 18, 2024
Rammelsberg, Goslar, Harz e Quedlinburg – Fossati, miniere e case a graticcio
from Cultureland Germany - Storie di arte, design e musica
Mille anni fa nacque un messaggero. Nessuno ne aveva la certezza ancora, come potevano: un messaggero diventa tale solo nell’attimo in cui la prima lettera affidatagli abbandona la sua mano, raggiungendo il destinatario o chi ne fa le veci. Però, al tempo, si sapeva, sarebbe stato proprio un messaggero. Tra le mille vie, allora, si sparse la voce che finalmente Quedlinburg avrebbe avuto qualcuno a cui affidare le proprie lettere, e si sa, le parole sono il primo passo verso la vita eterna. Erano gli albori della storia tedesca, quando il duca sassone Enrico ricevette la corona reale, ai piedi della collina del mio castello. In seguito alla morte del duca, l’amata regina Matilde, poi diventata Santa, avrebbe istituito un convento, inizialmente per pregare il defunto marito, poi trasformato in casa di suore per oltre 900 anni. Il messaggero, nel frattempo, si era fatto uomo, o quasi, e arrivò il primo incarico: una lettera, discorsi di soldi e mercanti, e al suo interno però, vista in controluce, una busta più piccola, e il messaggero s’immaginò fossero parole d’amore, così custodì con molta cura la lettera fino a destinazione. Essa si trovava nell’Alto Harz, a un giorno e mezzo di cavallo, una zona con 60 stagni e chilometri e chilometri di fossati e corsi d’acqua, a cui, nel tempo, si sarebbero aggiunti quelli creati dai vari minatori. Più avanti, quando i figli e i nipoti del messaggero sarebbero passati da lì, le acque avrebbero servito anche come risorsa energetica per tutta la zona limitrofa. Nel frattempo, io, Quedlingburg, crescevo: c’erano ormai 2000 case a graticcio generosamente decorate, in cui ancora oggi mi ritrovo; costruirono poi anche il Municipio, dal cuore gotico, e che negli anni guadagnò aggiunte di stile rinascimentale; cominciarono ad affiorare le prime chiese, e ciascuna di loro rappresenta, ancora oggi, un’epoca particolare del mio passato, a partire dalla cappella di San Giovanni e la vecchia chiesa di Bad Suderode. Intanto, la dinastia del messaggero continuava, ed era una delle poche, all’epoca, in cui anche le donne rivestivano il ruolo, e così la famiglia si muoveva nel tempo e nello spazio dell’impero tedesco. E cos’è un messaggero, se non un esploratore con un compito in più? Il movimento è naturale, la curiosità pure, ed è così che, anche secoli dopo la nascita del primo messaggero, quando c’era da consegnare un messaggio a Goslar, si andava a Goslar, si apprezzava il cibo e le tante case a graticcio, allo stesso tempo familiari e sconosciute, si dava un’occhiata attraverso le tende delle finestre, curiosi su cosa si poteva sbirciare, oltre ai vicoli misteriosi e i tetti d’ardesia. Poi, una volta passate una o due notti lì, si andava ad ammirare le miniere del Rammelsberg, dove già da millenni si estraevano rame, zinco, argento e piombo. Enormi buchi nel terreno, dove l’energia per l’estrazione arrivava grazie alla gestione delle acque dell’Alto Harz. Uno di quei luoghi che verranno per sempre ricordati come culle della civiltà tedesca, una delle testimonianze principali dell’antica storia industriale del Paese. Oggi sono cambiate tante cose rispetto a quell’epoca, anche qui da me, a Quedlinburg, dove fossati e torre di guardia, seppur perfettamente intatti, rimangono come decorazioni. La zona dell’Alto Harz è balneabile, le miniere di Rammelsberg sono diventate musei, Goslar non fa che migliorare. Sono cambiate tante cose, tutte noi siamo diventate patrimonio UNESCO, ma non è cambiato il valore che da sempre ci portiamo dentro, fin dalla nascita del primo messaggero, fin dalla nostra nascita. Rammelsberg, Goslar e il sistema idrico dell'Alto Harz si trovano all'interno dell'ITINERARIO CULTURALE INDUSTRIALE presente sul sito ufficiale dell'ente turistico tedesco. Consultalo per idee di viaggio alla scoperta dei siti UNESCO della Germania.
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Rammelsberg, Goslar, Harz e Quedlinburg – Fossati, miniere e case a graticcio
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