EPISODE · Aug 25, 2023 · 6 MIN
Reddito di Cittadinanza e Assegno di Inclusione, principali differenze: OBBLIGHI /parte 3
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Sia RDC sia l’ADI, sono misure soggette alle cosiddette condizionalità, in altre parole, in cambio del contributo economico, i percettori sono tenuti a fare una serie di cose, altrimenti la prestazione decade. Partiamo con i primi obblighi che riguardavano il Reddito di Cittadinanza. entro 30 giorni da quando la domanda di RDC veniva accolta, i centri per l’impiego avrebbero dovuto convocare i beneficiari per stipulare il patto per il lavoro. Tramite questo patto, i beneficiari si impegnavano a rispettare tutta una serie di obblighi, Ad esempio, prendere parte alle politiche attive del lavoro previste dal patto, e accettare almeno una di tre offerte di lavoro, originariamente, poi solo una, altrimenti RDC decade. Invece, nei casi di nuclei familiari o persone con una situazione più fragile o più complessa, erano i servizi sociali dei comuni per il contrasto alla povertà che convocavano i beneficiari per stipulare il patto per l’inclusione sociale. Questo patto prevedeva un percorso di attivazione sociale e lavorativa specifica per ogni singola famiglia. per l’Assegno di Inclusione, invece, gli obblighi da rispettare sono leggermente diversi e comunque molti di più. Per prima cosa, i ragazzi tra i 18 e i 29 anni che non hanno completato l’obbligo scolastico devono iscriversi e frequentare percorsi di istruzione per adulti. Inoltre, cambia anche la prospettiva rispetto ai cosiddetti patti. Infatti, tutto il nucleo familiare che riceve l’ADI, dovrà sottoscrivere un patto per l’inclusione sociale, mentre solo alcuni componenti saranno tenuti agli obblighi di natura lavorativa. In maniera particolare, si tratterà delle persone tra i 18 e i 59 anni che hanno la responsabilità genitoriale, in altre parole, i genitori o tutori di figli minorenni. Infatti dopo il primo appuntamento, se queste persone risultano attivabili al lavoro, allora saranno indirizzati anche ai servizi per il lavoro, per sottoscrivere il patto di servizio personalizzato e iniziare un percorso di formazione o riqualificazione lavorativa. Poi, se ci sono anche altre persone tra i 18 e i 59 anni, che non hanno responsabilità genitoriale, queste potranno fare domanda per il supporto per la formazione e il lavoro, sempre se ci sono anche gli altri requisiti richiesti. Non solo, sia per il patto per l’inclusione, sia per il patto di servizio, sarà necessario aggiornare la propria posizione ogni 90 giorni, per confermare che si stanno continuando le attività previste dai vari patti. L’aggiornamento si potrà effettuare tramite la piattaforma SIISL, presso i patronati oppure, rispettivamente, presso i servizi sociali o le agenzie per il lavoro. Nel caso in cui non effettua l’aggiornamento nei tempi dovuti, il pagamento dell’Assegno di Inclusione sarà sospeso. Però, come per RdC, anche per l’AdI ci sono componenti del nucleo familiare esclusi dagli obblighi. Per l’Assegno di Inclusione, sono esclusi dagli obblighi: i minorenni; gli over 60, le persone che già lavorano o che frequentano un regolare corso di studi; chi riceve pensioni dirette ( ma non di reversibilità); le persone con disabilità superiore al 45%, a meno che non si tratti di un collocamento mirato,; i componenti del nucleo familiare affetti da patologie oncologiche; i componenti con carichi di cura; e in ultimo i componenti del nucleo familiare inseriti in specifici percorsi di protezione per la violenza di genere e prese in carico dai centri antiviolenza riconosciuti. Però, se vorranno, anche queste persone potranno aderire a percorsi di inclusione sociale o lavorativa su base volontaria. ___ #RDC #ADI #assegnodiinclusione __ ▶ Abbonati a RadioUCI per vantaggi esclusivi: https://www.youtube.com/channel/UCAHqbzKMJGA5Al5Dyv1Y_EA/join ▶ YouTube: https://www.youtube.com/c/RadioUCI ▶ Secondo Canale: https://www.youtube.com/channel/UCwbdMJJk_Eor2b7xK8efm7A ▶ Ascolta la diretta: https://www.radiouci.it/ ▶ Facebook: https://www.facebook.com/radiouciweb/ ▶ Instagram: https://www.instagram.com/radiouci/?hl=it ▶...
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Sia RDC sia l’ADI, sono misure soggette alle cosiddette condizionalità, in altre parole, in cambio del contributo economico, i percettori sono tenuti a fare una serie di cose, altrimenti la prestazione decade. Partiamo con i primi obblighi che riguardavano il Reddito di Cittadinanza. entro 30 giorni da quando la domanda di RDC veniva accolta, i centri per l’impiego avrebbero dovuto convocare i beneficiari per stipulare il patto per il lavoro. Tramite questo patto, i beneficiari si impegnavano a rispettare tutta una serie di obblighi, Ad esempio, prendere parte alle politiche attive del lavoro previste dal patto, e accettare almeno una di tre offerte di lavoro, originariamente, poi solo una, altrimenti RDC decade. Invece, nei casi di nuclei familiari o persone con una situazione più fragile o più complessa, erano i servizi sociali dei comuni per il contrasto alla povertà che convocavano i beneficiari per stipulare il patto per l’inclusione sociale. Questo patto prevedeva un percorso di attivazione sociale e lavorativa specifica per ogni singola famiglia. per l’Assegno di Inclusione, invece, gli obblighi da rispettare sono leggermente diversi e comunque molti di più. Per prima cosa, i ragazzi tra i 18 e i 29 anni che non hanno completato l’obbligo scolastico devono iscriversi e frequentare percorsi di istruzione per adulti. Inoltre, cambia anche la prospettiva rispetto ai cosiddetti patti. Infatti, tutto il nucleo familiare che riceve l’ADI, dovrà sottoscrivere un patto per l’inclusione sociale, mentre solo alcuni componenti saranno tenuti agli obblighi di natura lavorativa. In maniera particolare, si tratterà delle persone tra i 18 e i 59 anni che hanno la responsabilità genitoriale, in altre parole, i genitori o tutori di figli minorenni. Infatti dopo il primo appuntamento, se queste persone risultano attivabili al lavoro, allora saranno indirizzati anche ai servizi per il lavoro, per sottoscrivere il patto di servizio personalizzato e iniziare un percorso di formazione o riqualificazione lavorativa. Poi, se ci sono anche altre persone tra i 18 e i 59 anni, che non hanno responsabilità genitoriale, queste potranno fare domanda per il supporto per la formazione e il lavoro, sempre se ci sono anche gli altri requisiti richiesti. Non solo, sia per il patto per l’inclusione, sia per il patto di servizio, sarà necessario aggiornare la propria posizione ogni 90 giorni, per confermare che si stanno continuando le attività previste dai vari patti. L’aggiornamento si potrà effettuare tramite la piattaforma SIISL, presso i patronati oppure, rispettivamente, presso i servizi sociali o le agenzie per il lavoro. Nel caso in cui non effettua l’aggiornamento nei tempi dovuti, il pagamento dell’Assegno di Inclusione sarà sospeso. Però, come per RdC, anche per l’AdI ci sono componenti del nucleo familiare esclusi dagli obblighi. Per l’Assegno di Inclusione, sono esclusi dagli obblighi: i minorenni; gli over 60, le persone che già lavorano o che frequentano un regolare corso di studi; chi riceve pensioni dirette ( ma non di reversibilità); le persone con disabilità superiore al 45%, a meno che non si tratti di un collocamento mirato,; i componenti del nucleo familiare affetti da patologie oncologiche; i componenti con carichi di cura; e in ultimo i componenti del nucleo familiare inseriti in specifici percorsi di protezione per la violenza di genere e prese in carico dai centri antiviolenza riconosciuti. Però, se vorranno, anche queste persone potranno aderire a percorsi di inclusione sociale o lavorativa su base volontaria. ___ #RDC #ADI #assegnodiinclusione __ ▶ Abbonati a RadioUCI per vantaggi esclusivi: https://www.youtube.com/channel/UCAHqbzKMJGA5Al5Dyv1Y_EA/join ▶ YouTube: https://www.youtube.com/c/RadioUCI ▶ Secondo Canale: https://www.youtube.com/channel/UCwbdMJJk_Eor2b7xK8efm7A ▶ Ascolta la diretta: https://www.radiouci.it/ ▶ Facebook: https://www.facebook.com/radiouciweb/ ▶ Instagram: https://www.instagram.com/radiouci/?hl=it ▶...
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