EPISODE · May 22, 2024
Rothenburg - Consacrazione, sentieri e sindaci coraggiosi
from Cultureland Germany - Storie di arte, design e musica
L’epicentro del mio cuore è il sangue. Una capsula di cristallo, una reliquia, attorno alla quale ho visto uomini combattersi e mura erigersi, artisti venerati e credenze assalite, finché i sussurri dei pellegrini sovrastarono il rumore di spade e grida. Un giorno perso nel tempo, qualcuno propose di conservare il Sangue di Cristo a Rothenburg ob der Tauber, e io l’accolsi, ero un villaggio, sì, ma con una fortezza regolata dai Conti Comburg-Rothenburg. Poi, nel 1400, ci fu questo personaggio, che da diplomatico divenne feldmaresciallo e infine sindaco. Heinrich Toppler. Aveva dei tratti ruvidi, spigolosi, dei capelli biondi che sfioravano il mento e una fronte spesso corrugata. Me lo ricordo perché aveva una particolare fluidità nel muoversi tra gente del popolo e nobiltà, sempre a suo agio, districandosi tra l’arcivescovo di Würzburg e i Margravi di Norimberga, acquisendo proprietà e donando a me, Rothenburg, terreni per farmi prosperare, proteggendomi anche durante la guerra con la dinastia degli Hohenzollern. È anche grazie a lui che si arrivò a una pace. Purtroppo la verità, in seguito, fu un’opzione scartata dal consiglio cittadino, e Toppler venne accusato, incarcerato, rinchiuso e confinato nei sotterranei gotici del grande municipio, dove morì nel 1408. I suoi ultimi giorni li immagina irrequieti, mentre scavava la pietra marciando su e giù per la cella, pensando a tutte le cose che aveva in progetto per me. Mi sarebbe piaciuto consolarlo, scaldarlo, comunicargli la mia gratitudine, salvarlo. Ma non ci riuscii. Il suo slancio però non venne perso, e nel giro di un secolo venne costruita la Taverna dei Consiglieri, decorata con una selezione di grandi orologi sulla facciata, e si completarono i lavori della Chiesa di San Giacomo, iniziati due secoli prima, e che da tempo ormai aspettavo. Venne infine consacrata e furono commissionate opere d’arte per abbellirla: l’Altare dei Dodici Apostoli in primis, con la Crocifissione e i Santi intagliati e dorati; l’Altare dell’Incoronazione di Maria, in fondo alla navata, a destra; e poi anche quella capsula, la reliquia rossa. Il cristallo di rocca venne affidato a Tilman Riemenschneider e al suo sguardo cupo, che riuscì a conferire profondità e magnificenza all’Altare del Sacro Sangue, diventata meta dei costanti pellegrini. Loro, poi, non smisero mai di viaggiare, anno dopo anno, mischiandosi a contadini e commercianti, un piede dopo l’altro, e i secoli sono passati, il loro incedere ha marcato il paesaggio, sentieri si sono formati, che uno alla volta sono poi confluiti in una rete di strade maestre che collega tutta la nazione. Due di queste, in particolare, s’incrociano tra le mie mura, quelle di Rothenburg, nella valle del Tauber. La Strada Romantica, che parte dal Meno, attraversa le colline della Franconia occidentale e la Svevia e l’Alta Baviera, adagiandosi sulle Alpi, in un viaggio di riscoperta e di fioritura; l’altro, è il Sentiero dei Castelli, un itinerario di 1200 chilometri che da Mannheim arriva fino a Praga, tra casate medievali, foliage, nebbie avvolgenti e mura che incoronano le vette. I turisti, oggi, quando arrivano qui da uno o l’altro sentiero, si fermano spesso sulla Plönlein, la pittoresca biforcazione stradale, osservano la casa ocra e i suoi graticci, alcuni immaginano di arrampicarsi; poi c’è chi va in su, a sinistra, e chi in giù, a destra, spesso verso uno dei musei, come quello del Crimine, che attrae per i suoi crudeli strumenti e le particolari punizioni, tipo il Battesimo del Panettiere; altri scelgono il Rothenburg Museum, le visite alle Case degli Artigiani o agli Antichi Sotterranei, alcuni gruppetti si spingono fino al palazzo della residenza Toppler, e qui la gente non vuole arrampicarsi, sedersi o tantomeno fare foto. Tutti, arrivando, abbassano la voce fino a farla sparire, ascoltano il verde intorno e osservano le cinque finestre a piramide, a volte appoggiano la mano sulla struttura più bassa, e quello mi piace, una carezza al vecchio sindaco, una dopo l’altra, carezze di migliaia di persone che, visitando la sua città, vogliono ringraziarlo per averla salvata, mantenuta, curata.
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Rothenburg - Consacrazione, sentieri e sindaci coraggiosi
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