EPISODE · May 22, 2024
Rothenburg - Mastro Nusch tra le torri
from Cultureland Germany - Storie di arte, design e musica
Rothenburg ob der Tauber, così mi chiamò l’imperatore, dopo avermi desiderato per molto tempo. Una fortezza sulla cresta di una collina, a est del fiume Tauber, in mano a dei conti a cui piaceva la vista della campagna, dove eventuali nemici non potevano nascondersi. Corrado III, l’imperatore, aspettò la fine di quei nobili, aspettò che la linea si estinguesse, per poi prendermi tra le sue braccia. Costruì quindi il Castello Rosso, da cui prendo il nome, e da insediamento a borgo, mi trasformai infine in una città imperiale tra le più popolose della Germania. Poi, a un certo punto, sembra che il vino mi salvò dalla distruzione. Più precisamente, il mastro Nusch lo fece. È una leggenda, diventata però tradizione, e quindi non meno veritiera. Racconta del nemico Tilly, che arrivò per distruggere la città, ma vedendosi accolto da danze e brindisi, decise di risparmiarmi, a patto che un cittadino bevesse, tutto d’un fiato, il boccale di vino da tre litri e un quarto che gli era stato offerto. E mastro Nusch così fece, coraggioso volontario, all’ombra delle torri, salvando i compaesani, litro dopo litro. Una leggenda, quella del Meistertrunk o bevuta del Borgomastro, che riunisce abitanti e turisti tra fiumi di vino e di birra, e che, ripresa nel tempo dal teatro, dalle bocche dei nonni e dalla cultura, é entrata a far parte del Patrimonio Culturale Immateriale UNESCO della Germania. Le tradizioni, che hanno modellato la vita e scandito i ritmi, come la popolare Schäfertänzer, la danza dei pastori risalente ai tempi della peste, festeggiata in estate; il festival del vino o ancora la Reichsstadt Festtage, dove si rivivono guerre e alleanze, avventure e retroscena della storia cittadina. Ci sono anche i concerti nella Chiesa di San Jakob, e per finire poi l’anno sotto la neve, tra luci, banchetti e odori di cannella e zenzero, il famoso villaggio di Natale di Käthe Wohlfahrt, che per tutto l’anno offre la più grande selezione di articoli natalizi della Germania, oltre a ospitare il Museo Tedesco sul Natale. Un calendario di ricorrenze che si snoda tra le mille vie sovrastate da mura e cinte, costruite negli anni, vegliate ancora dalle generazioni passate, sguardi che passano tra le feritoie e i merletti, attraversano le sette porte sfalsate costruite contro i nemici, e percorrono i confini, a partire dalla prima fortificazione, che si allungava per la Judengasse, il quartiere ebreo, la Pfargasse e il vecchio fossato. Pietre che risalgono ai timori e i divieti, quando i cittadini potevano uscire la notte attraverso un piccolo passaggio chiamato “la cruna dell’ago”, ma solo con un’autorizzazione. Quando i nemici venivano accolti dalla maschera sopra la Burgtor, all’entrata, che sputava pece bollente e le urla si mischiavano all’esultanze dei difensori. 42 sono le torri presenti ora, insieme ai campanili, dove lo stesso Mastro Nusch si arrampicava e impartiva ordini. 42 torri sorvegliate dalle ronde notturne tra cinte e stradine, che ancora oggi si possono percorrere seguendo il fuoco di una guardia notturna che funge da cicerone, riscoprendo il lato silenzioso di un’epoca passata. E dalla guglia Rathausturm del municipio, dopo 52 metri e 220 scalini, dal punto più alto della città, con una vista che raggiunge i meandri della Valle del Tauber, si può immedesimarsi in antichi imperatori e mastri volenterosi, respirando la loro stessa aria, l’occhio che scivola dal pendio e si adagia sul fiume, dove ora, al posto dei nemici, la natura restituisce curiosità e orizzonti di quiete.
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Rothenburg - Mastro Nusch tra le torri
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