EPISODE · Oct 18, 2024
Schwerin & la chiesa morava - Storie di conti e falegnami
from Cultureland Germany - Storie di arte, design e musica
E mentre dall’altra parte del mondo si scoprivano nuove terre, io vedevo le persecuzioni. La più antica, la prima, l’idea-madre di quelle fazioni che cominciarono a protestare 3 contro i peccati della Chiesa, l’Unione dei Fratelli Moravi, quelli che cominciarono a spostarsi, fuggire, ripararsi, e che più di duecento anni dopo arrivarono da me, a Herrnhut, e io vidi la vita insieme a loro. Come altre storie, questa cominciò con un falegname e un conte. Da una parte l’aristocratico Zinzendorf, che aveva costruito il castello di Berthelsdorf e in segreto viaggiava per la Slesia alla ricerca della comunità protestante; dall’altra l’artigiano David, che cercava una casa per la propria comunità. Immagino cappucci e lunghi mantelli, angoli scuri, accordi sulla fiducia reciproca e un pellegrinaggio, quello sono sicura ci fu, verso le mie terre, il primo albero abbattuto dal falegname e l’inizio delle costruzioni all’ombra del castello. Nacque il primo insediamento, e quando nell’aria girano nuove idee, queste sono impossibili da limitare, si spargono e si attaccano e creano; persino quell’accetta deve aver tagliato il tronco con un angolo differente. E quella rivoluzione, quella di una comunità di fratelli e sorelle che cercavano nella fede la convivialità, influenzò anche l’architettura, dando vita a uno stile che porta ancora oggi il mio nome, il barocco di Herrnhut, dove la chiesa ne rappresenta la portavoce: una piazza centrale rettangolare, il concetto rivisto di sala e sagrato ecclesiastico, allineamenti trasversali, mura bianche vergini, panche mobili e due lati, uno per i fratelli e uno per le sorelle. Poi, quando le idee sono particolarmente forti, appunto, non si limitano a una comunità o paese, e allora si muovono, volano e impollinano altre menti, e abbandonando l’insediamento madre, se trovano il vento giusto superano i confini, arrivano fino alla Danimarca, l’Irlanda del Nord e perfino oltre l’oceano, in quelle nuove terre chiamate Stati Uniti. Le comunità si moltiplicano. Sorvolando il nord, verso i mari freddi, oltre Berlino e prima della Danimarca, qualche idea è caduta anche a Ceèrìn Schwerin, là dagli Obotriti, duchi e granduchi del Meclemburgo. In particolare sulla testa di uno di loro, Friedrich, che si oppose alla convinzione del padre di spostare la casa della propria famiglia sull’Alter Garten. Aveva solo 19 anni, erano altri tempi, si cresceva prima, ma comunque, nonostante tutto, denotava già una maturità controcorrente: invece di cercare il nuovo altrove, decise di ristrutturare il castello della famiglia, e il risultato fu uno strato plurimo di idee e stili, residenza e rappresentanza, edifici sacri e culturali. Friedrich era un visionario, uno di quelli che andava protetto, che bisogna ascoltare e non forzare. Aveva però bisogno di qualcuno che mettesse in pratica le sue idee, e si propose allora il capomastro Demmler. Ci si stupì della loro sintonia, e di come i due riuscissero a immaginare cose insieme. Si volle rappresentare l’importanza della dinastia con la facciata neorinascimentale del Teatro di Stato e la sala teatrale neobarocca, dove lo sguardo alla storia passata veniva suggerito dagli stucchi riccamente decorati e molto oro. C’era la chiesa di San Paolo, neogotica, con le sue finestre ad arco, un tipico color mattone e le torri a punta, e poi il teatro, le diverse chiese, edifici militari, la stazione ferroviaria e una stalla. Tutto, collegato da linee che solo chi conosce la città può captare. Un'immagine complessiva che si è sviluppata dal castello attraverso l'intera città, e che poi qualche pellegrino dovrà pur aver visto, copiato e riportato in altri luoghi, forse addirittura alcune idee sono tornate qui da me a Herrnhut, diffondendo e facendo crescere, contaminando menti, architetture e visioni future.
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