Se Frans Timmersmans abita ancora a Bruxelles  | 27/07/2024 | Il Corsivo episode artwork

EPISODE · Jul 27, 2024 · 2 MIN

Se Frans Timmersmans abita ancora a Bruxelles | 27/07/2024 | Il Corsivo

from Il Corsivo di Daniele Biacchessi · host Giornale Radio

A cura di Ferruccio Bovio A giudicare dalle dichiarazioni programmatiche enunciate dinanzi al Parlamento europeo da Ursula von der Leyen, in occasione della sua recentissima conferma alla presidenza della Commissione europea, si direbbe che la cosiddetta “era Timmersmans” (dal nome del politico olandese considerato come il maggiore sponsor del Green Deal) sia stata tutt’altro che archiviata. Anzi, come del resto non ha mancato di sottolineare il neo presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, sembra proprio di potervi cogliere un elemento di assoluta continuità rispetto a quell’impostazione (spesso orientata in senso anti industriale) che ha caratterizzato molte delle decisioni prese da Bruxelles nell’ultimo quinquennio. La conferma, ad esempio, dell’obbiettivo di ridurre del 90% le emissioni di CO2 al 2040, senza chiedersi seriamente a chi spetterà poi il compito di pagare la fattura della decarbonizzazione (e quali saranno le conseguenze di questa opzione sull’industria europea e sulla sua competitività) sembra, infatti, un errore che potrebbe, ben presto, rivelarsi irrimediabile. Si consideri, ad esempio, la leggerezza – diremmo quasi irresponsabile – con la quale il programma del nuovo esecutivo von der Leyen conferma l’uscita dai motori endotermici nel 2035: qualcuno ha realizzato che, in una prospettiva come questa, nel giro di pochissimi anni  nessuno sarà più disposto ad acquistare veicoli  a benzina o diesel, in vista di una scadenza così ravvicinata? Possibile che sia così difficile capire che saranno centinaia di migliaia i lavoratori del comparto dell’indotto dei motori endotermici a perdere la propria occupazione, senza certamente poter sperare di trovare una nuova collocazione nelle produzioni di motori elettrici che, purtroppo, saranno, invece, un affare essenzialmente cinese? Che senso può avere un addio così drastico alle vendite di auto equipaggiate con motori a combustione interna, considerato che, tra l’altro, quelle alimentate con biocarburanti  consentono, oramai, emissioni di CO2 che sono sostanzialmente analoghe a quelle dei veicoli elettrici? Al momento, tutto lascia intendere che, per quanto riguarda la mobilità elettrica, i Cinesi abbiano ormai accumulato un vantaggio sostanzialmente incolmabile per l’industria europea. Tuttavia, se anche si riuscisse, in extremis, a tenere in vita un minimo di queste produzioni pure in Europa, si andrebbe, comunque, incontro ad un netto ridimensionamento dei livelli occupazionali nel settore della componentistica, poiché - come è noto - i motori elettrici sono molto meno complessi di quelli endotermici, non disponendo, ad esempio, di elementi come il serbatoio, il sistema di scarico, il cambio, la frizione o il turbocompressore. Di conseguenza, pur non negando certamente l’importanza del processo di transizione energetica, auspichiamo che, nel portarlo avanti, venga tuttavia stimato anche quanti posti di lavoro saranno creati in Europa grazie al Green Deal e quanti, invece, andranno perduti proprio a causa delle politiche che l’Unione europea adotterà in materia di transizione ecologica. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3 Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it

A cura di Ferruccio Bovio A giudicare dalle dichiarazioni programmatiche enunciate dinanzi al Parlamento europeo da Ursula von der Leyen, in occasione della sua recentissima conferma alla presidenza della Commissione europea, si direbbe che la cosiddetta “era Timmersmans” (dal nome del politico olandese considerato come il maggiore sponsor del Green Deal) sia stata tutt’altro che archiviata. Anzi, come del resto non ha mancato di sottolineare il neo presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, sembra proprio di potervi cogliere un elemento di assoluta continuità rispetto a quell’impostazione (spesso orientata in senso anti industriale) che ha caratterizzato molte delle decisioni prese da Bruxelles nell’ultimo quinquennio. La conferma, ad esempio, dell’obbiettivo di ridurre del 90% le emissioni di CO2 al 2040, senza chiedersi seriamente a chi spetterà poi il compito di pagare la fattura della decarbonizzazione (e quali saranno le conseguenze di questa opzione sull’industria europea e sulla sua competitività) sembra, infatti, un errore che potrebbe, ben presto, rivelarsi irrimediabile. Si consideri, ad esempio, la leggerezza – diremmo quasi irresponsabile – con la quale il programma del nuovo esecutivo von der Leyen conferma l’uscita dai motori endotermici nel 2035: qualcuno ha realizzato che, in una prospettiva come questa, nel giro di pochissimi anni  nessuno sarà più disposto ad acquistare veicoli  a benzina o diesel, in vista di una scadenza così ravvicinata? Possibile che sia così difficile capire che saranno centinaia di migliaia i lavoratori del comparto dell’indotto dei motori endotermici a perdere la propria occupazione, senza certamente poter sperare di trovare una nuova collocazione nelle produzioni di motori elettrici che, purtroppo, saranno, invece, un affare essenzialmente cinese? Che senso può avere un addio così drastico alle vendite di auto equipaggiate con motori a combustione interna, considerato che, tra l’altro, quelle alimentate con biocarburanti  consentono, oramai, emissioni di CO2 che sono sostanzialmente analoghe a quelle dei veicoli elettrici? Al momento, tutto lascia intendere che, per quanto riguarda la mobilità elettrica, i Cinesi abbiano ormai accumulato un vantaggio sostanzialmente incolmabile per l’industria europea. Tuttavia, se anche si riuscisse, in extremis, a tenere in vita un minimo di queste produzioni pure in Europa, si andrebbe, comunque, incontro ad un netto ridimensionamento dei livelli occupazionali nel settore della componentistica, poiché - come è noto - i motori elettrici sono molto meno complessi di quelli endotermici, non disponendo, ad esempio, di elementi come il serbatoio, il sistema di scarico, il cambio, la frizione o il turbocompressore. Di conseguenza, pur non negando certamente l’importanza del processo di transizione energetica, auspichiamo che, nel portarlo avanti, venga tuttavia stimato anche quanti posti di lavoro saranno creati in Europa grazie al Green Deal e quanti, invece, andranno perduti proprio a causa delle politiche che l’Unione europea adotterà in materia di transizione ecologica. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3 Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it

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Piramidi Club The Bitcoin Butcher La Migliore Pizza di Firenze On va refaire le monde X "En mode coach" Lola Bon. J’ai décidé d’aborder des sujets dont on ne parle pas, par peur du jugement de l’autre, par pudeur, par insignifiance, ou par manque d’envie.Le sexe est pourtant partout. Il fait partie intégrante des relations humaines, qu’elles soient amoureuses, amicales, professionnelles, cordiales ou même fortuites. Et pourtant, on n’en parle pas, ou pas assez, ou juste pas de la bonne manière.Moi, je veux parler du sexe, du vrai, celui qui est là, devant nous, et qu’on ignore…Bienvenue sur : On va refaire le monde X En mode coach. La Finanza in Soldoni Massimo Famularo - Hypercast Podcast e newsletter indipendente di informazione ed educazione finanziaria.Nessuno mi paga per vendervi niente e voi non mi pagate per dirvi in cosa investire. Newsletter http://lafinanzainsoldoni.substack.com/Youtubehttps://www.youtube.com/c/MassimoFamularoBloghttps://massimofamularo.com/X(ex-Twitter)https://x.com/MassimoFamularo---Questo podcast fa parte di Hypercast Network — 📧 Per proposte commerciali scrivi a: [email protected] Le comptoir de la psychologie Le comptoir de la psychologie Je suis Jo, psychologue clinicienne et j'ai crée ce podcast afin de rendre accessible les différents reliefs de la psychologie. Il s'agit d'un travail de construction et de déconstruction pour apprendre et s'ouvrir autour des différents thèmes que logent la psychologie et la psychanalyse. J'aborde le métier du psychologue et de sa rencontre mais aussi ses outils, concepts, représentations, symptômes etc... Pour me soutenir, j'ai crée une page Patreon : https://www.patreon.com/lecomptoirdelapsychologie Merci beaucoup pour vos contributions ainsi que vos encouragements, vos retours ❤️ Bonnes écoutes :-) Contact : [email protected] Hébergé par Acast. Visitez acast.com/privacy pour plus d'informations.

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