Silvia Annicchiarico: un viaggio attraverso note, schermi e frequenze…e il “no” di RTL 102.5 per “età” episode artwork

EPISODE · Jan 8, 2024 · 21 MIN

Silvia Annicchiarico: un viaggio attraverso note, schermi e frequenze…e il “no” di RTL 102.5 per “età”

from Le interviste di Mario Modica

In un percorso intriso di melodie, presenze televisive memorabili e voci radiofoniche avvolgenti, Silvia Annicchiarico ha plasmato una carriera multiforme che ha toccato le corde più intime della musica, del cinema e dell'intrattenimento radiofonico. Silvia ha tracciato un cammino artistico intraprendente, collaborando con giganti della scena musicale italiana come Mina, Lucio Battisti e Giorgio Gaber. Il suo debutto in televisione è stato segnato dal palcoscenico di "L'altra domenica" di Renzo Arbore, dove ha brillato nel ruolo dell'inviata. Tuttavia, è nel 1985 che la sua stella ha raggiunto l'apice, grazie alla partecipazione al programma "Quelli della notte" di Arbore, esibendosi in un acuto che ha inciso indelebilmente nei ricordi degli spettatori: "mi fai dir sempre sì." Ma la sua versatilità artistica non si è limitata al mondo dello spettacolo televisivo. Nel 1980, Silvia Annicchiarico ha affrontato il grande schermo sotto la regia di Renzo Arbore nel film "Il pap'occhio", aprendo così un nuovo capitolo nella sua carriera. Il microfono radiofonico è diventato il suo compagno di viaggio dalla metà degli anni 2000, quando ha condotto il programma "Tre-sei" su RTL 102.5. Da allora, il suo percorso radiofonico è stato segnato da successi come "Protagonisti" e "La famiglia", fino a diventare voce rassicurante nelle notti con "Ma la notte no", al fianco di Nino Mazzarino. Un'improvvisa fine dopo 17 anni di successo: licenziata per l'età. Condividendo il suo rammarico di fronte alle parole "ti mandiamo via perché sei troppo vecchia", Silvia racconta la sua esperienza e la sorprendente mancanza di sostegno da parte della radio. Renzo Arbore è intervenuto in suo soccorso, ma l'incontro con un rifiuto netto ha sollevato interrogativi sulla discriminazione basata sull'età nell'industria radiofonica. Mentre valuta nuove opportunità, Silvia riflette sulla sua convinzione che la voce non invecchia, sottolineando la sua determinazione nel continuare la sua carriera radiofonica.

In un percorso intriso di melodie, presenze televisive memorabili e voci radiofoniche avvolgenti, Silvia Annicchiarico ha plasmato una carriera multiforme che ha toccato le corde più intime della musica, del cinema e dell'intrattenimento radiofonico. Silvia ha tracciato un cammino artistico intraprendente, collaborando con giganti della scena musicale italiana come Mina, Lucio Battisti e Giorgio Gaber. Il suo debutto in televisione è stato segnato dal palcoscenico di "L'altra domenica" di Renzo Arbore, dove ha brillato nel ruolo dell'inviata. Tuttavia, è nel 1985 che la sua stella ha raggiunto l'apice, grazie alla partecipazione al programma "Quelli della notte" di Arbore, esibendosi in un acuto che ha inciso indelebilmente nei ricordi degli spettatori: "mi fai dir sempre sì." Ma la sua versatilità artistica non si è limitata al mondo dello spettacolo televisivo. Nel 1980, Silvia Annicchiarico ha affrontato il grande schermo sotto la regia di Renzo Arbore nel film "Il pap'occhio", aprendo così un nuovo capitolo nella sua carriera. Il microfono radiofonico è diventato il suo compagno di viaggio dalla metà degli anni 2000, quando ha condotto il programma "Tre-sei" su RTL 102.5. Da allora, il suo percorso radiofonico è stato segnato da successi come "Protagonisti" e "La famiglia", fino a diventare voce rassicurante nelle notti con "Ma la notte no", al fianco di Nino Mazzarino. Un'improvvisa fine dopo 17 anni di successo: licenziata per l'età. Condividendo il suo rammarico di fronte alle parole "ti mandiamo via perché sei troppo vecchia", Silvia racconta la sua esperienza e la sorprendente mancanza di sostegno da parte della radio. Renzo Arbore è intervenuto in suo soccorso, ma l'incontro con un rifiuto netto ha sollevato interrogativi sulla discriminazione basata sull'età nell'industria radiofonica. Mentre valuta nuove opportunità, Silvia riflette sulla sua convinzione che la voce non invecchia, sottolineando la sua determinazione nel continuare la sua carriera radiofonica.

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