EPISODE · Jul 31, 2025 · 24 MIN
Sogno a cinque cerchi
from Fantasiosamente vero · host Bepi Costantino
Quando da bambino sentii parlare per la prima volta del “barone de Cubertin”, il fondatore delle Olimpiadi moderne, immaginai un anziano signore dall’aspetto austero. Pensavo che solo una persona in là negli anni, dopo importanti studi e approfondimenti classici, potesse immaginare un’operazione di quelle dimensioni e di quella portata culturale. Nell’antica Grecia, per più di dieci secoli consecutivi, ogni quattro anni si fermava tutto, dalle piccole controversie fino alle guerre vere e proprie. In onore di Zeus veniva proclamata la “tregua” per dare a chiunque la possibilità di raggiungere senza problemi Olimpia, cimentarsi in qualsiasi tipo di gara e tornare poi senza rischio alcuno a casa propria: lo sport al di sopra di qualunque bassezza umana. Soltanto un “grande vecchio”, con competenza e autorevolezza riconosciute, poteva riuscire a tessere relazioni internazionali tali da riproporre dopo un paio di millenni un messaggio così denso di significati. E invece poi ho scoperto che Charles Pierre de Frédy, barone di Coubertin, possedeva sì una importante formazione classica, ma aveva solo poco più di trent’anni quando organizzò le prime Olimpiadi dell’era moderna. Giovane di talento e tenacia inimmaginabili, esattamente come quelli del protagonista della storia che sto per raccontarti, che pur di partecipare a quei primi giochi di Atene del 1896 fece qualcosa che a nessun altro sarebbe mai più venuta in mente. Un evento “fantasiosamente vero”.Testo e voce: Bepi CostantinoMusica: Andrea ViolanteGrafica: Concetta LorenzoSuono: Claudio Romanazzi
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Quando da bambino sentii parlare per la prima volta del “barone de Cubertin”, il fondatore delle Olimpiadi moderne, immaginai un anziano signore dall’aspetto austero. Pensavo che solo una persona in là negli anni, dopo importanti studi e approfondimenti classici, potesse immaginare un’operazione di quelle dimensioni e di quella portata culturale. Nell’antica Grecia, per più di dieci secoli consecutivi, ogni quattro anni si fermava tutto, dalle piccole controversie fino alle guerre vere e proprie. In onore di Zeus veniva proclamata la “tregua” per dare a chiunque la possibilità di raggiungere senza problemi Olimpia, cimentarsi in qualsiasi tipo di gara e tornare poi senza rischio alcuno a casa propria: lo sport al di sopra di qualunque bassezza umana. Soltanto un “grande vecchio”, con competenza e autorevolezza riconosciute, poteva riuscire a tessere relazioni internazionali tali da riproporre dopo un paio di millenni un messaggio così denso di significati. E invece poi ho scoperto che Charles Pierre de Frédy, barone di Coubertin, possedeva sì una importante formazione classica, ma aveva solo poco più di trent’anni quando organizzò le prime Olimpiadi dell’era moderna. Giovane di talento e tenacia inimmaginabili, esattamente come quelli del protagonista della storia che sto per raccontarti, che pur di partecipare a quei primi giochi di Atene del 1896 fece qualcosa che a nessun altro sarebbe mai più venuta in mente. Un evento “fantasiosamente vero”.Testo e voce: Bepi CostantinoMusica: Andrea ViolanteGrafica: Concetta LorenzoSuono: Claudio Romanazzi
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