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EPISODE · May 15, 2026 · 1 MIN

Zone umide a rischio, è allarme sulla biodiversità

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ROMA (ITALPRESS) - Lagune, paludi e stagni sono tra gli ecosistemi più preziosi del Pianeta, ma anche tra i più minacciati. In Italia, tre zone umide su quattro sono già scomparse e quasi il 40% di quelle rimaste è in uno stato di conservazione considerato inadeguato. A lanciare l’allarme è il WWF, che con la Primavera delle Oasi riapre al pubblico oltre cento aree protette in tutta Italia. Le zone umide svolgono un ruolo fondamentale: assorbono l’acqua durante le piogge intense, riducono il rischio di alluvioni, contrastano la siccità e aiutano a mitigare il cambiamento climatico grazie alla capacità di immagazzinare carbonio. Ma la loro scomparsa sta accelerando anche la perdita di biodiversità, mettendo a rischio anfibi, pesci d’acqua dolce e milioni di uccelli migratori. Dal Lago di Burano in Toscana, prima Oasi WWF nata sessant’anni fa, fino alle aree protette della Sicilia e della Pianura Padana, il WWF porta avanti progetti di ripristino ambientale e tutela di specie simbolo come la testuggine palustre europea, il pelobate fosco e la rana di Lataste. Oggi il sistema delle Oasi WWF comprende oltre cento aree protette, 78 delle quali ospitano zone umide di importanza internazionale. Un patrimonio naturale fondamentale non solo per l’ambiente, ma anche per la sicurezza e il futuro delle comunità locali.mgg/gtr/col

ROMA (ITALPRESS) - Lagune, paludi e stagni sono tra gli ecosistemi più preziosi del Pianeta, ma anche tra i più minacciati. In Italia, tre zone umide su quattro sono già scomparse e quasi il 40% di quelle rimaste è in uno stato di conservazione considerato inadeguato. A lanciare l’allarme è il WWF, che con la Primavera delle Oasi riapre al pubblico oltre cento aree protette in tutta Italia. Le zone umide svolgono un ruolo fondamentale: assorbono l’acqua durante le piogge intense, riducono il rischio di alluvioni, contrastano la siccità e aiutano a mitigare il cambiamento climatico grazie alla capacità di immagazzinare carbonio. Ma la loro scomparsa sta accelerando anche la perdita di biodiversità, mettendo a rischio anfibi, pesci d’acqua dolce e milioni di uccelli migratori. Dal Lago di Burano in Toscana, prima Oasi WWF nata sessant’anni fa, fino alle aree protette della Sicilia e della Pianura Padana, il WWF porta avanti progetti di ripristino ambientale e tutela di specie simbolo come la testuggine palustre europea, il pelobate fosco e la rana di Lataste. Oggi il sistema delle Oasi WWF comprende oltre cento aree protette, 78 delle quali ospitano zone umide di importanza internazionale. Un patrimonio naturale fondamentale non solo per l’ambiente, ma anche per la sicurezza e il futuro delle comunità locali.mgg/gtr/col

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