PODCAST · arts
𝑷𝒓𝒂𝒕𝒊𝒄𝒉𝒆 𝒔𝒄𝒊𝒆𝒏𝒕𝒊𝒇𝒊𝒄𝒉𝒆 𝒅𝒊 𝒄𝒐𝒏𝒅𝒊𝒗𝒊𝒔𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒅𝒆𝒍 𝒔𝒂𝒑𝒆𝒓𝒆
by Scaldasole Books
Pratiche di condivisione del sapere è un progetto di ricerca e di sperimentazione volto alla costruzione di uno spazio di dibattito, confronto, circolazione e condivisione del sapere intellettuale ed artistico aperto a tutti.Differenti ricercatori, studiosi e artisti esporranno i loro progetti di ricerca attraverso cicli di lezioni frontali a titolo gratuito.L’obiettivo è la condivisione da parte di esperti, studiosi e artisti di determinati argomenti e/o autori attinenti alla propria “materia di studio e ricerca” o alla propria pratica artistica, all'interno di un contesto non accademico, indirizzandosi a un pubblico ampio, non specializzato, al quale non è richiesta nessuna conoscenza pregressa, se non un sano interesse per l’argomento proposto.La gamma degli argomenti offerti è ampia e diversificata: si spazia da argomenti di carattere letterario a scientifico come filosofico e artistico. Talvolta le differenti ricerche si parlano e fanno eco tra loro
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AI e Sound Art: i luoghi come strumenti musicali collettivi. Trasformare spazi quotidiani in suono per creare nuove forme di incontro
Viviamo circondati da tecnologie che spesso ci isolano, chiudendoci davanti a uno schermo e riducendo le relazioni a interazioni virtuali basate su like e notifiche. Ma cosa succede se queste stesse tecnologie smettono di separarci e diventano strumenti per incontrarci? Questo incontro ci condurrà in un viaggio tra arte, musica e Intelligenza Artificiale, dove luoghi anonimi – da un piccolo villaggio in Calabria fino alla Biennale di Venezia – grazie alla tecnologia diventano strumenti musicali collettivi, in cui persino pareti e oggetti prendono voce. Un invito a rallentare, ad ascoltarsi e a scoprire come il suono possa aprire nuove possibilità di relazione tra le persone e con l’ambiente che ci circonda.Bruno Zamborlin è un artista e ricercatore in Intelligenza Artificiale che trasforma spazi e oggetti quotidiani in strumenti musicali interattivi. Ha fondato le startup Mogees, HyperSurfaces e HyperSentience e ha presentato i suoi lavori in contesti internazionali come due edizioni della Biennale di Venezia e il Victoria & Albert Museum di Londra. Oggi è Head of AI di Musixmatch - uno degli unicorni italiani - ed è Honorary Research Fellow a Goldsmiths, University of London e quattro volte speaker TEDx. Il suo lavoro esplora nuove forme di relazione tra persone e ambiente, offrendo un’alternativa all’uso isolante delle tecnologie digitali.
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Storie di numeri che contano. Da zero a infinito
La matematica viene spesso associata a calcoli complessi e ricordi scolastici poco entusiasmanti: formule, funzioni e regole rigide. In questo incontro, faremo un passo indietro per riscoprire l'essenza di questa scienza, partendo dai suoi elementi fondamentali: i numeri. Nel corso della storia i numeri hanno consentito alle diverse culture di interpretare la realtà e di esprimerla in modo efficace e, allo stesso modo, hanno anche scardinato certezze consolidate, mettendo in crisi modelli di conoscenza ritenuti indiscutibili. Esploreremo i numeri più sorprendenti e le loro proprietà più curiose, scoprendone il ruolo centrale sia nella teoria che nelle applicazioni pratiche.A cura di Matteo Pennesi Matteo Pennesi si occupa di musica e matematica in momenti distinti della giornata. Si è laureato in matematica con una tesi triennale sul meccanismo di Anticitera e una magistrale su topologia computazionale applicata alla classificazione di generi musicali. Attualmente insegna al liceo e si occupa di progetti musicali e artistici con la sua etichetta Artetetra.
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𝑴𝒖𝒔𝒊𝒄𝒂 𝒆 𝒄𝒆𝒓𝒗𝒆𝒍𝒍𝒐: 𝒅𝒂𝒍 𝒑𝒊𝒂𝒄𝒆𝒓𝒆 𝒂𝒍𝒍𝒂 𝒎𝒆𝒎𝒐𝒓𝒊𝒂
La musica è parte integrante delle nostre vite e può emozionarci profondamente, al punto che spesso sentiamo di non poterne fare a meno. Ma come può avere un’influenza così profonda su di noi e cosa, nel nostro cervello, lo può spiegare? Questo intervento, terzo evento del ciclo di incontri su “Neuroscienze e musica”, esplora la relazione tra musica e cervello analizzando il potere della musica nel trasmettere e modulare le emozioni e indurre risposte di piacere intenso. Attraverso studi di psicologia cognitiva e neuroscienze, l’intervento si focalizza inoltre sulla relazione tra piacere musicale e memoria, approfondendo la capacità della musica di far riaffiorare ricordi e stimolare processi di apprendimento.A cura di Laura Ferreri Chitarra Federico CurzelVioloncello Eleonora FulloneLaura Ferreri è una neuroscienziata cognitiva. A seguito della laurea in Neuroscienze Cognitive presso l'Università San Raffaele di Milano, consegue nel 2014 presso il CNRS di Digione, in Francia, un dottorato di ricerca all’interno di un progetto europeo Marie Curie sulle neuroscienze della musica. Dopo un post-dottorato presso Università di Barcellona e in collaborazione con il Montreal Neurological Institute, ottiene una Cattedra in Psicologia Cognitiva all’Università Lumière di Lione. Nel 2022 rientra in Italia integrando il dipartimento di Scienze del Sistema Nervoso e del Comportamento dell'Università di Pavia, dove svolge attività di ricerca e docenza. Le sue ricerche, che uniscono la passione per la musica e quella per le neuroscienze, sono principalmente volte a comprendere le basi neurali e cognitive delle emozioni musicali e del rapporto tra musica e memoria umana.
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𝑷𝒆𝒓𝒄𝒆𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒔𝒆𝒏𝒔𝒐𝒓𝒊𝒂𝒍𝒆, 𝒑𝒓𝒆𝒅𝒊𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒅𝒊 𝒔𝒖𝒐𝒏𝒊 𝒇𝒖𝒕𝒖𝒓𝒊 𝒆 𝒐𝒓𝒊𝒈𝒊𝒏𝒊 𝒆𝒗𝒐𝒍𝒖𝒕𝒊𝒗𝒆
La musica è un tratto umano universale, presente in tutte le culture e percepita anche dai neonati. Ma come fa il cervello a trasformare semplici suoni fisici in musica? Cosa ci può dire l’evoluzione sulla nostra predisposizione musicale? Perché ascoltiamo la musica? Per rispondere a queste domande, racconteremo come il cervello rappresenta la musica a vari livelli sensoriali, dal suono fisico alla rappresentazione di pattern ritmici e melodici. Parleremo poi di origini evolutive della musica, analizzando similarità e differenze d’ascolto tra una scimmia e un neonato. Infine, introdurremo alcune delle motivazioni dietro l’ascolto della musica, inclusi il piacere, il movimento, e la coordinazione sociale al ritmo di musica. A cura di Roberta Bianco Chitarra Michele CaiatiRoberta Bianco è una scienziata che unisce la passione per le neuroscienze e la musica nella sua ricerca. Ha studiato neurobiologia all’Università di Pavia e musica al Conservatorio. Ha conseguito il suo dottorato di ricerca presso l'Istituto Max Planck per le Scienze Cognitive e Cerebrali Umane a Lipsia, e il post-dottorato presso l'University College London a Londra. Da poco più di anno, Roberta Bianco è tornata in Italia presso l'Istituto Italiano di Tecnologia, supportata da un fondo di ricerca europeo (Marie Skłodowska-Curie). Roberta è esperta di metodi computazionali e di neuroimmagine applicati alle neuroscienze cognitive. Il suo attuale focus di ricerca mira a investigare le origini evolutive ed ontogenetiche della percezione musicale.
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𝑷𝒍𝒂𝒔𝒕𝒊𝒄𝒊𝒕𝒂̀ 𝒄𝒆𝒓𝒆𝒃𝒓𝒂𝒍𝒆 𝒆 𝒂𝒑𝒑𝒓𝒆𝒏𝒅𝒊𝒎𝒆𝒏𝒕𝒐 𝒎𝒖𝒔𝒊𝒄𝒂𝒍𝒆
Cosa succede al nostro cervello quando impariamo a suonare uno strumento musicale? Quanto tempo ci vuole perché la pratica musicale porti dei cambiamenti nel nostro cervello e nel nostro sistema cognitivo? Perché, quando sentiamo della musica, non riusciamo a stare fermi? Queste sono alcune delle domande alle quali proveremo a rispondere durante il primo incontro del ciclo di Neuroscienze e musica Musica e cervello: plasticità cerebrale e apprendimento musicale. L’incontro si concentrerà sugli aspetti motori e di integrazione multisensoriale legati alla pratica e alla percezione musicale. Proveremo a capire come il nostro cervello si adatta all'apprendimento di uno strumento e integra sensorialità e movimento nella percezione musicale. Inoltre, scopriremo insieme i segreti della mente musicale, esplorando il ruolo cruciale dei musicisti professionisti nello studio della plasticità cerebrale. A cura di Carlotta Lega Chitarra Tommaso Lega Carlotta Lega è una scienziata che si occupa di psicologia e neuroscienze della musica. Ha studiato Psicologia presso l’Università di Milano-Bicocca e si è diplomata in pianoforte presso il Conservatorio di Pavia. Ha proseguito i suoi studi nella stessa università e conseguito un dottorato in Psicologia Sperimentale e Neuroscienze Cognitive. Dal 2017 al 2022 prosegue le sue ricerche prima presso l’Università di Verona e poi rientra nel dipartimento di Psicologia dell’Università di Milano Bicocca. Dal 2022 diventa ricercatrice presso il dipartimento di Scienze del Sistema Nervoso e del Comportamento dell'Università di Pavia, dove svolge attività di ricerca ed è docente del corso di neuroscienze della musica. Le sue ricerche si concentrano sullo studio della plasticità cerebrale e di meccanismi di integrazione multisensoriale nel contesto dell’apprendimento musicale.
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𝑻𝒆𝒄𝒏𝒐𝒍𝒐𝒈𝒊𝒆 𝒒𝒖𝒂𝒏𝒕𝒊𝒔𝒕𝒊𝒄𝒉𝒆: 𝒅𝒂𝒍𝒍𝒂 𝒕𝒆𝒐𝒓𝒊𝒂 𝒂𝒍𝒍𝒂 𝒑𝒓𝒂𝒕𝒊𝒄𝒂
In questo incontro si discuterà di come la meccanica quantistica e le sue bizzarre leggi hanno scatenato l'interesse della comunità scientifica non solo dal punto di vista teorico, ma anche per la creazione di nuovi dispositivi tecnologici. Uno di questi è il computer quantistico, che potrebbe aprire una nuova era nell'utilizzo della luce e della materia per codificare l'informazione o per simulare la dinamica di sistemi fisici di interesse per la fisica, la chimica e la biologia. Altre applicazioni includono lo sviluppo di sensori più precisi e sensibili di quelli attualmente disponibili. È in atto un ingente sforzo di trasferimento tecnologico nel tentativo di portare a compimento queste promesse: illustreremo i maggiori ostacoli e le dinamiche peculiari di questo ecosistema quantistico delle sfide per hardware e software e descriveremo il contesto in cui si inserisce questo movimento. Infine proporremo alcuni suggerimenti di lettura per approfondire la scoperta di questo mondo alla frontiera del sapere e dello sviluppo tecnologico. A cura di Nathan Shammah Nathan Shammah è chief technology officer di Unitary Fund, una fondazione no-profit che promuove lo sviluppo di software open-source per le tecnologie quantistiche. Coordina lo staff tecnico che effettua ricerca e sviluppo di strumenti open-source, come nel caso di un compilatore per la mitigazione degli errori che affliggono i computer quantistici. Ha ricevuto un PhD in fisica dall'Università di Southampton ed è stato ricercatore nei laboratori nazionali del Giappone, presso il RIKEN di Wako.
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𝑵𝒆𝒖𝒓𝒐𝒏𝒊 𝒔𝒑𝒆𝒄𝒄𝒉𝒊𝒐: 𝒎𝒖𝒐𝒗𝒆𝒓𝒔𝒊, 𝒄𝒐𝒏𝒐𝒔𝒄𝒆𝒓𝒆 𝒆 𝒊𝒎𝒊𝒕𝒂𝒓𝒆
Alcune scoperte scientifiche trascendono i confini della scienza e si diffondono rapidamente agli altri campi del sapere, influenzando per lungo tempo i domini più disparati. I neuroni specchio, scoperti nel 1992 da un gruppo di ricercatori italiani guidati da Giacomo Rizzolatti, sono una di queste. A volte però questo scambio tra saperi si trasforma in una specie di telefono senza fili : mano a mano che ci si allontana dal dominio scientifico la scoperta si trasforma, perde pezzi, muta fino a che il suo senso ne risulta stravolto. Questo incontro sarà un’occasione per tornare alla fonte, per riassumere e chiarire che cosa sono i neuroni specchio. Sarà anche il pretesto per raccontare brevemente come il nostro sistema nervoso ci permette di conoscere la realtà, dal riconoscimento degli oggetti fino alla comprensione delle azioni degli altri, e scopriremo che il « senso » con cui il mondo ci si presenta dipende (anche) dalle nostre possibilità di agire.A cura di Enea Sagittario Enea Sagittario ha conseguito la laurea in Biotecnologie Mediche Molecolari e Cellulari presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano studiando lo sviluppo della corteccia cerebrale. È stato per due anni un dottorando del Dipartimento di Neuroscienze Fondamentali dell’Università di Losanna (CH) dove si è occupato dello studio della trasmissione sinaptica nel sistema dopaminergico.
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𝑶𝒈𝒈𝒆𝒕𝒕𝒊𝒗𝒊𝒕𝒂̀, 𝒏𝒆𝒖𝒕𝒓𝒂𝒍𝒊𝒕𝒂̀ 𝒆 𝒗𝒂𝒍𝒐𝒓𝒊 𝒏𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒔𝒄𝒊𝒆𝒏𝒛𝒂
Che cosa significa basare le decisioni sui dati scientifici? Quanto è autorevole il parere di un esperto? E quanto è affidabile una previsione scientifica? Il dibattito contemporaneo su temi sempre più tecnici e complessi vede una dicotomia in cui uno dei poli è occupato dal mondo della scienza, che fornisce “i dati” ed è depositaria di competenze specifiche spesso inaccessibili al cittadino comune, mentre nell’altro figurano i valori e le considerazioni della politica o della morale. Rispetto a questa dicotomia, da un lato è diffusa una rappresentazione della scienza come oggettiva, neutrale, autorevole e granitica. Dall’altro, soprattutto quando le previsioni scientifiche falliscono, o uno o più esperti sono in disaccordo, si osserva un preoccupante sentimento antiscientista. In questo intervento, discuteremo di come alcune nozioni di filosofia della scienza possano aiutarci nell’identificare il corretto ruolo e peso da attribuire al parere scientifico. Utilizzando dei casi concreti, come il “processo agli scienziati” in seguito al terremoto dell’Aquila o il movimento no-vax, parleremo di metodo scientifico, oggettività nella scienza, probabilità e statistica.A cura di Camilla Colombo Modera Roberto Maggioni Camilla Colombo è dottoressa di ricerca in Filosofia della Scienza (London School of Economics and Political Sciences) e ricercatrice presso IMT (Scuola Alti Studi Superiori) di Lucca, dove lavora ad un progetto di modellizzazione e comunicazione dell'evidenza scientifica. I suoi interessi sono la teoria della decisione e la teoria dei giochi, la bioetica e l'etica applicata.Roberto Maggioni, giornalista. A Radio Popolare si occupa di informazione locale ed è tra gli autori della trasmissione Prisma. Collabora con Il Manifesto. Ha scritto il libro Expopolis sul lato oscuro di Expo 2015. Ha suonato in diversi gruppi misconosciuti ed è parte dell'alleanza galattica del festival Zuma.
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𝑵𝒆𝒖𝒓𝒐𝒃𝒊𝒐𝒍𝒐𝒈𝒊𝒂 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒆 𝒔𝒐𝒔𝒕𝒂𝒏𝒛𝒆 𝒑𝒔𝒊𝒄𝒉𝒆𝒅𝒆𝒍𝒊𝒄𝒉𝒆
Attraverso quali meccanismi le sostanze psichedeliche interagiscono con il sistema nervoso centrale? Come interferiscono con le funzioni cerebrali per produrre le ben note alterazioni della coscienza associate all’esperienza psichedelica? Partendo da alcune nozioni di neurobiologia affronteremo un viaggio per scoprire come gli psichedelici modificano temporaneamente l’architettura funzionale del cervello e perché sono considerati "rivelatori della psiche". A cura di Enea SagittarioEnea Sagittario ha conseguito la laurea in Biotecnologie Mediche Molecolari e Cellulari presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano studiando sviluppo della corteccia cerebrale. È stato per due anni un dottorando del Dipartimento di Neuroscienze Fondamentali dell’Università di Losanna (CH) dove si è occupato dello studio della trasmissione sinaptica nel sistema dopaminergico.
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𝑪𝒂𝒎𝒃𝒊𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒐 𝒄𝒍𝒊𝒎𝒂𝒕𝒊𝒄𝒐: 𝒒𝒖𝒂𝒍𝒊 𝒄𝒐𝒏𝒔𝒆𝒈𝒖𝒆𝒏𝒛𝒆 𝒑𝒆𝒓 𝒑𝒐𝒑𝒐𝒍𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒊 𝒆 𝒎𝒊𝒈𝒓𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒊
La comunità scientifica concorda nell’attribuire all’attività umana l’innalzamento attuale della temperatura rispetto ai livelli pre-industriali, causa principale del cambiamento climatico. Gli scenari di medio-lungo periodo variano in base alle condizioni sociali, ambientali ed economiche di partenza e alle politiche (più o meno stringenti) che i governi intendono adottare. Dai primi del ‘900 ad oggi, abbiamo assistito a diverse ondate migratorie - intra ed interregionali - dovute prevalentemente a guerre, povertà, instabilità lavorativa. Eppure, ci aspettiamo che le scelte di vita e la mobilità stessa delle persone dipenderanno in futuro anche da fattori climatici. Nella prima parte di questo incontro introdurremo il nesso tra demografia e cambiamento climatico mentre, nella seconda parte, ci concentreremo sui migranti climatici facendo riferimento a dati e recenti studi sul tema.A cura di Veronica Lupi Veronica Lupi ha conseguito un dottorato di ricerca in Economia presso l’Università degli Studi di Milano, con una tesi focalizzata sull’economia del cambiamento climatico nel contesto della modellistica di valutazione integrata. È assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Economia dell’Università degli Studi di Milano.
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𝑳𝒂 𝒔𝒆𝒄𝒐𝒏𝒅𝒂 𝒓𝒊𝒗𝒐𝒍𝒖𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒒𝒖𝒂𝒏𝒕𝒊𝒔𝒕𝒊𝒄𝒂
All’inizio del secolo scorso un gruppo di giovani fisici europei diede inizio a una rivoluzione scientifica e concettuale nel modo di descrivere la materia su scala atomica e subatomica. Nasceva la fisica quantistica. Dopo oltre cento anni di verifiche sperimentali sempre più sofisticate e di dibattiti filosofici sulla sua interpretazione e le conseguenze delle sue leggi, la fisica dei quanti siappresta ad entrare in una nuova era. In questo incontro si discuterà delle bizzarre leggi della teoria dei quanti, delle loro conseguenze filosofiche e pratiche e di come queste possono essere utilizzate per sviluppare nuovi dispositivi e tecnologie, come il computer quantistico, che superino quelle attuali basate sull’informazione binaria. Questa è l’ambizione della seconda rivoluzione quantistica, appena cominciata.A cura di Marco SchiròMarco Schirò è ricercatore CNRS in fisica teorica e al College de France, a Parigi, dove si occupa di sistemi quantistici lontano dall’equilibrio termodinamico, di simulazione quantistica e di fisica della materia.
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